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Gnl small scale, via libera Mise al progetto Ravenna

Il deposito di Pir ed Edison al via tra tre anni

Quotidiano Energia - Con ogni probabilità sarà quello di Ravenna il primo deposito costiero Gnl a entrare in funzione in Italia. Ieri, infatti, in sede di conferenza finale Via il ministero dello Sviluppo economico ha dato luce verde al progetto da 20.000 mc di Gruppo Pir ed Edison.

I lavori di costruzione del deposito inizieranno nella tarda primavera e richiederanno quasi tre anni di lavori, con un investimento di circa 80 milioni di euro e 30-40 occupati a regime.

La procedura autorizzativa, sottolinea una nota, è stata molto rapida e ha richiesto un anno di passaggi amministrativi e tecnici che hanno interessato Comune di Ravenna, Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro settentrionale, Regione Emilia Romagna, organismi tecnici regionali, Minambiente e Mise.

“Sono molto soddisfatto per il risultato ottenuto e della grande collaborazione con le istituzioni che ha portato all’esito positivo”, ha dichiarato il direttore generale e a.d. del Gruppo Pir, Guido Ottolenghi. Il presidente dell’Autorità dell’Adriatico centro settentrionale, Daniele Rossi, ha sottolineato per parte sua che “il nostro sarà il primo porto italiano a essere dotato di un’infrastruttura per rifornire le navi in linea con il dettato dell’Unione europea: un valore aggiunto che certamente contribuirà alla crescita dei traffici, oltre a essere un moderno servizio che Ravenna metterà a disposizione della navigazione internazionale”.

Il progetto Pir-Edison si svilupperà su una superficie di 23.000 mq nei pressi degli stabilimenti Bunge e della centrale Enel lungo il porto di Ravenna e ospiterà due serbatoi da 10.000 mc.

Più in dettaglio, è prevista la realizzazione degli interventi infrastrutturali e impiantistici necessari a consentire l’attracco di metaniere da 7.500 a 27.500 mc per lo scarico del Gnl e di bettoline da 1.000 a 4.000 mc per il carico di Gnl dal deposito, nonché il trasferimento del prodotto liquido dalle metaniere ai serbatoi di stoccaggio e da questi alle bettoline attraverso bracci di carico (“terminal to ship”), lo stoccaggio del Gnl in due serbatoi a pressione pressoché atmosferica da 10.000 mc ciascuno e la distribuzione del prodotto al mercato attraverso il caricamento su autocisterne (“terminal to truck”).

Da ricordare che Edison ha avviato l’estate scorsa una gara per acquistare una bettolina da 27.500 mc al servizio dei due depositi costieri che il gruppo intende realizzare.

Oltre a Ravenna, sono al momento in fase di valutazione o sviluppo in Italia una decina di progetti per altrettanti depositi costieri di Gnl.

Venice Lng (Decal 65%, San Marco Gas 35%) ha avviato la settimana scorsa il percorso autorizzativo per un impianto da 32.000 mc a Porto Marghera, mentre a Oristano sono in itinere i progetti da 10.000 mc di Edison e da 9.000 mc ciascuno di Ivi Petrolifera e Higas. Sempre in Sardegna è in istruttoria presso il Minambiente il deposito da 20.000 mc di Isgas Energit Multiutility (Mediterranea Energia) a Cagliari e in corso di valutazione quello da 10.000 mc del Consorzio industriale provinciale Sassari a Porto Torres.

Sul Gnl small scale puntano anche le Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale e del Mar Tirreno centrale. La prima ha svolto colloqui con i principali operatori per un deposito a Genova, la seconda ha lanciato il mese scorso un avviso esplorativo di manifestazione d’interesse per la realizzazione di un deposito galleggiante a Napoli.

In Toscana, infine, è in itinere il progetto da 9.000 mc a Livorno del raggruppamento tra Costiero Gas Livorno, Neri e Sigl-Vulcangas e quello di Edison a Rosignano ha ottenuto l’esclusione dalla Via dal Minambiente ma incontra l’opposizione degli enti locali.