Guida per 'dialogo coi nativi digitali'

Un decalogo da Polizia, Anci e pediatri per stare in rete

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 15 NOV - Saper riconoscere e prevenire i primi sintomi di una "dipendenza" da chat e social, per guidare i ragazzi in un rapporto equilibrato con la rete. Polizia, Anci e Società Italiana di Pediatria hanno messo a punto la guida 'In rete con i ragazzi', una "cassetta degli attrezzi" sui rischi connessi all'abuso del mondo digitale per genitori, insegnanti e pediatri. Non solo bullismo, molestie, risse virtuali e revenge porn. Anche piccoli disturbi fisici dovuti alle tante ore trascorse davanti allo schermo.
    "Prima di chattare e mettere like pensa", riassume il Capo della Polizia Franco Gabrielli, presentando l'iniziativa a Roma: "Cultura e responsabilità sono due parole magiche", ha detto rivolto a studenti e insegnanti.
    Da un ricerca condotta da Skuola.net su 10mila ragazzi tra i 9 e i 18 anni per il progetto - che vede la partecipazione di Google e UniCredit Foundation - viene fuori che il 41% trascorre più di 3 ore al giorno di fronte ad un dispositivo elettronico, il 38% usa lo smartphone prima di addormentarsi e il 21% lo accende appena apre gli occhi la mattina. Gli effetti negativi sulla salute dovuti all'abuso di smartphone e tablet si manifestano sotto forma di scarsa concentrazione (lo lamenta il 24% degli intervistati) e sensazione di bruciore agli occhi (21%). Seguono dolori a collo e schiena (12%), insonnia (10%) e disturbi dell'umore (7%). Solo 1 su 4 sostiene di non accusare alcun sintomo. "Attenzione agli occhi, alla posizione, ai disturbi del sonno", mette in guardia Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria: "piccoli fastidi che da adulti possono dare problemi". "Bisogna avere un atteggiamento equilibrato - ha detto il presidente dell'Anci, Antonio Decaro -. Noi sindaci vogliamo spiegare ai ragazzi che i social portano ad avere un atteggiamenti scorretti con le persone che stanno dall'altro lato dello schermo, con offese e improperi. E sono le stesse persone che magari incrociate per strada non direbbero le stesse cose". Un consiglio ai genitori viene dal direttore della Polizia Postale, Nunzia Ciardi: "Non bisogna farsi intimidire dal fatto che i ragazzi sono più bravi con le tecnologie. Dare regole e consigli non è per forza connesso a una conoscenza approfondita". (ANSA).
   

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