Esce Isagor, sulla Repubblica d'Europa

Repubblica unita, indivisibile, democratica, fondata su libertà

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - "Abbiamo una convinzione. Gli europei possono costruire un futuro nel quale le guerre siano illegali, la terra viva e vegeta, i bambini liberi di crescere fuori dalla paura e dal bisogno. Tutti, non soltanto quelli che nascono ai piani alti della ziqqurat terribile che chiamiamo società globale. Per farlo è necessario trasformare l'Unione Europea in una Repubblica: la Repubblica d'Europa. Una Repubblica unita e indivisibile, democratica, fondata sulla libertà e sulla responsabilità. Niente di meno".
    E' quanto sostengono gli autori di Isagor, un libro-manifesto, dal 20 febbraio in libreria, per affermare la necessità di ripensare il presente. Gli autori affermano la necessità di ripensare in maniera radicale la forma che vogliamo dare all'Europa ed auspicano la nascita di una Repubblica d'Europa che, superando gli Stati nazionali, costituisca una nuova realtà politica, economica, culturale e strategica.
    Otto autori (economisti, giuristi, giornalisti, antropologi, formatori, politici) affrontano i nodi principali per avvicinarci a questo unico futuro possibile.
    Il primo appuntamento con La Repubblica d'Europa sarà giovedì 28 febbraio nella Sala Conferenze - Ufficio del Parlamento europeo a Milano a Palazzo delle Stelline. Introdurrà e modererà l'incontro il giornalista Lorenzo Frigerio. Ci sarà poi il saluto di Bruno Marasà, direttore dell'Ufficio del Parlamento europeo. Interverranno quindi tutti gli autori di Isagor: Mariachiara Giorda, Sara Hejazi, Luca Mariani, Anna Mastromarino, Davide Mattiello, Marco Omizzolo, Leonardo Palmisano, Francesca Rispoli "C'è una parola - scrivono gli autori - che forse più di "collettivo" esprime il concetto di un sodalizio che voglia farsi carico dell'azione politica: "consorzio". Il termine "consorzio" rimanda al comune destino che lega diversi individui, rimanda alla corresponsabilità e cioè all'interdipendenza di ciascuno da tutti gli altri. Da più parti si alza il grido che l'Europa sia finita, che l'esperimento nato dalla volontà di portare pace ed equilibrio economico al continente sia fallito sotto i colpi di burocrazia, immigrazione, finanza. Su questa tesi si costruisce il consenso di cittadini arrabbiati, si propongono soluzioni estreme come l'uscita dall'euro, si parla di un ritorno al sovranismo nazionale, in un'ottica di chiusura al mondo che verrà. Schiacciata da queste spinte e attaccata da più fronti, l'Europa deve trovare una nuova strada per garantire a se stessa e ai suoi cittadini uno spazio di diritti condivisi, di sviluppo sostenibile e di capacità di accoglienza dei nuovi flussi migratori del mondo. Uno spazio che sappia governare il proprio tempo e non subirlo". (ANSA).
   

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