Carceri: crescono i detenuti in università, boom in Sardegna

Il 5,4% nell'Isola e l'1,4% in Italia,"Così si riduce recidiva"

Redazione ANSA CAGLIARI

(ANSA) - CAGLIARI, 22 GEN - In Sardegna il 5,4% dei detenuti frequenta corsi universitari, contro l'1,4% registrato a livello nazionale. Un vero e proprio boom nell'ambito del progetto dei Poli Universitari Penitenziari, istituiti dal 2018 in tutta Italia e che ha visto crescere il numero dei carcerati interessati. Il dato è emerso durante un webinar per celebrare i 400 anni dell'Ateneo cagliaritano.
    "Abbiamo iniziato in una ventina di atenei - ha detto Franco Prina, presidente Conferenza Nazionale dei Poli Universitari Penitenziari della Conferenza dei Rettori italiani - Oggi siamo 37 e copriamo regioni nuove, come Puglia e Sicilia, in cui stiamo attivando nuove convenzioni con i provveditorati. In totale l'anno scorso erano 920 i detenuti iscritti in università italiane che offrono questo servizio".
    "Negli anni scorsi gli studi scientifici - ha spiegato Gianfranco De Gesu, direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia - hanno dimostrato che quando i detenuti delle colonie penali sarde avevano la possibilità di acquisire competenze attraverso lo studio, il tasso di recidiva crollava".
    Il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Maurizio Veneziano, ha ricordato che l'Isola è "capofila di una progettualità che sarà certamente seguita e avallata nel resto d'Italia". Dallo scorso anno, infatti, l'Università di Cagliari ha attivato un Polo universitario penitenziario che garantisce la frequenza a corsi e seminari ai detenuti e alle detenute negli istituti di Uta (Cagliari) e Massama (Oristano) che ne facciano richiesta.
    Un'attività che genera anche un indiretto risparmio di risorse: "Normalmente - ha aggiunto Veneziano - un detenuto costa allo Stato in media 300 euro al giorno. Tutto quello che spendiamo in cultura, istruzione, lavoro - elementi premianti del trattamento penitenziario che riducono la recidiva una volta terminata la pena - va a formare un grande valore economico".
    "L'unico ascensore sociale che funziona, l'unica realtà che può far cambiare di stato una persona è la cultura, la conoscenza", ha osservato la Rettrice Maria del Zompo. (ANSA).
   

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