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Roma Pride: P&G sfila per la cultura dell'inclusione

Dipendenti e famiglie sul carro con lo slogan We see equal

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La cultura dell'inclusione, nel rispetto della libertà di genere e dell'orientamento sessuale, è anche un valore aziendale, affinché ognuno possa dare il meglio di sé rispettando se stesso: è questo lo spirito che ha portato Procter & Gamble a partecipare oggi al Roma Pride 2019, sfilando a bordo di un carro con il coinvolgimento diretto degli operai degli stabilimenti e della rete di vendita. Mentre tutto intorno è un tripudio di colori dell'arcobaleno, striscioni e cartelloni contro ogni forma di discriminazione, parrucche, tacchi vertiginosi e trucchi sgargianti, musica a tutto volume, tanti sorrisi, bottiglie d'acqua per il caldo afoso e selfie a ripetizione, anche il carro di P&G procede con il suo carico di allegria al grido di "We see equal", lo slogan scelto dall'azienda per annunciare la propria partecipazione alla parata capitolina che festeggia 25 anni. E proprio questa frase è riportata sulle magliette indossate dai dipendenti e dalle loro famiglie che oggi hanno voluto essere sul carro, per testimoniare quanto conti sentirsi accettati anche sul luogo di lavoro: ci sono giovani e meno giovani, coppie regolarmente sposate e altre no, omosessuali ed eterosessuali, ragazzini quasi adolescenti e perfino una bambina di pochi mesi in un passeggino, tutti pronti a sfilare insieme per contribuire a creare, anche solo con una semplice presenza in un corteo, un mondo più libero ed equo.
Dopo aver partecipato anche lo scorso anno, nel 2019 P&G sceglie dunque di rafforzare la propria presenza lanciando attraverso il carro un messaggio più incisivo di libertà e uguaglianza. Un impegno, quello per promuovere l'inclusione e il rispetto di ogni identità, che l'azienda declina in vari modi, rivolgendosi a tutti i dipendenti, non solo LGBT, anche in un'ottica di rapporto di parità tra uomini e donne: oltre ad aver introdotto una policy che consente ai neopapà, eterosessuali o omosessuali, di disporre di 8 settimane di congedo di paternità retribuito al 100% fino al compimento del 18° mese di età del figlio/a, P&G ha anche aderito a Parks - Liberi e Uguali, associazione senza fini di lucro che aiuta le aziende a sviluppare al proprio interno una cultura di inclusione. L'azienda inoltre supporta il gruppo GABLE (Gay, Ally, Bisexual, Lesbian, Transgender), attivo a livello mondiale del 1993 per favorire connessioni tra i dipendenti e scambio di esperienze, nonché la rete degli "Allies" (alleati), rete di dipendenti in prima linea sui temi della diversità e dell'inclusione, che quest'anno in Italia ha quasi raddoppiato i suoi aderenti.
"Il Pride per noi è davvero una grande festa della diversità e dell'inclusione, valori fondamentali per la nostra azienda", spiega Francesca Sagramora, Direttore Risorse Umane di P&G Sud Europa, "siamo convinti che chiunque debba esprimersi nel rispetto della propria identità per dare il meglio anche nel lavoro". "Siamo qui per esprimere la nostra voglia di essere inclusivi: nella nostra azienda ti puoi sentire a casa anche se sei gay come me, perché vengono rispettate le esigenze di tutti", spiega Raffaele, dipendente di 27 anni. "E' importante lavorare in una azienda che dà attenzione alle persone: io prenderò il congedo di paternità", afferma subito dopo Maurizio, 33 anni, un figlio piccolo di 3 mesi, "oggi sono qui per difendere la libertà di scelta: come possiamo scegliere liberamente davanti a uno scaffale, così nessuno deve dirti cosa fare nella vita".

In collaborazione con:
Procter & Gamble

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