Boldini, moda e muse della Belle Époque

A Ferrara viaggio nell'edonismo parigino di fine secolo

Lifestyle Moda
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 Le donne dai volti ammiccanti, ingenui o misteriosi, con gli audaci décolleté e i corpi fasciati da voluttuose stoffe, che iniziano a prendere consapevolezza di sé. E poi il trionfo dell'eleganza della Belle Époque, negli intrecci tra alta moda, arte e letteratura. E' l'immagine luccicante e sfaccettata di un mondo che corre verso la modernità quella restituita dalla mostra "Boldini e la moda", allestita a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 16 febbraio al 2 giugno. A cura di Barbara Guidi con la collaborazione di Virginia Hill, la mostra approfondisce il rapporto di reciproca influenza che il ferrarese Giovanni Boldini ebbe con la moda e i grandi couturier della Parigi di fine secolo. Il percorso (tra dipinti, disegni e incisioni di Boldini accanto ad alcuni lavori di colleghi come Degas e Manet, e abiti d'epoca, libri e accessori) documenta la capacità dell'artista di intercettare e interpretare il gusto dell'epoca, ma anche di influenzarlo con la sua pittura dinamica.
   

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Aretha Franklin, la voce divina di Amazing Grace

Il film sullo storico concerto del 1972 nella chiesa battista di Los Angeles

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'Amazing Grace' è il titolo di un leggendario album di Aretha Franklin, realizzato con il Southern Community Choir e il reverendo James Cleveland nella New Temple Missionary Baptist Church a Los Angeles. Era il gennaio del 1972. Ora un film, firmato da Alan Elliott (ma i materiali sono di Sidney Pollack), e presentato in chiusura al festival di Berlino 2019, racconta il ritorno della regina del gospel da dove era partita, ovvero da quella chiesa dove Aretha e le sue due sorelle, Carolyn ed Erma, intrattenevano i fedeli del padre, il famoso predicatore battista C.L. Franklin. E questo prima che la cantante diventasse un'icona del soul e del R&B e quando aveva già all'attivo brani come Respect, I Say a Little Prayer, (You Make Me Feel Like a) e Natural Woman.

Nel documentario tanti brani di questo album (il diaco gospel di più successo di tutti i tempi), tra cui una straordinaria versione di 11 minuti di Amazing Grace, ma anche Never Grow Old, la straordinaria Wholy Holy e la corale Climbing Higher Mountains. Oltre la voce straordinaria di Aretha (lo Stato del Michigan l'ha dichiarata "una meraviglia della natura") nel documentario il contesto parla ancora con più forza. Si vede infatti un pubblico scatenato che si alza, balla, urla e mima le frasi delle canzoni-preghiera al ritmo incessante della musica estatica dell'orchestra e, da contraltare, un coro altrettanto anarchico, stranamente seduto e che, di volta in volta, si muove all'unisono e poi, subito dopo, si ritrova in preda al più sfrenato individualismo. Nel concerto compare poi il padre della cantante, C.L. Franklin, predicatore e grande voce gospel e, a sorpresa, due giovanissimi Mick Jagger e Charlie Watts dei Rolling Stones in città per registrare l'album Exile On Main Street.

   Ecco la prima strofa di Amazing Grace: "Incredibile grazia, dolce suono che ha salvato un disgraziato come me...Ero perso ma ora mi sono ritrovato, ero cieco, ma adesso vedo"...".

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Italia, il linguaggio di un paese scettico da 'antitutto' a 'no vax'

1000 nuove voci nell'edizione 2019 del dizionario Zanichelli

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"Antitutto", "antibufale", "buare" "spoilerare", "stalkerare". Sono alcune delle 1000 nuove voci e significati entrati nella nuova edizione dello Zingarelli 2019, a cura di Mario Cannella e Beata Lazzarini. I neologismi del vocabolario edito da Zanichelli, che comprende in totale oltre 145 mila voci e 380 mila significati, disegnano il ritratto di "un Paese scettico, spesso 'contro' e antagonista a prescindere". Vale a dire "antitutto", cioè che si oppone sistematicamente a ogni iniziativa o proposta. Si è sempre pronti anche a "buare", cioè a disapprovare un artista, uno spettacolo, mediante ripetuti 'buu'. E si è diffusa l'abitudine a "spoilerare", cioè ad anticipare alcuni particolari della trama di un film, di un romanzo e di "stalkerare", cioè a molestare insistentemente qualcuno. Siamo nella società in cui convivono fianco a fianco "tecnoscettici" e "tecnoentusiasti". Specchio dei tempi pieni di "anti" sono poi: "antivaccinista" o "no vax", cioè chi è contrario alla vaccinazione obbligatoria. Per contrastare la diffusione delle fake-news arrivano le misure "antibufale". E l'"allertatore" (chi segnala qualcosa di anomalo o di preoccupante) è sempre attivo.

Nel dizionario anche l'Italia dell'"analfabetismo funzionale", la condizione di chi, pur non essendo analfabeta, non è in grado di comprendere o redigere un testo minimamente complesso; del "credito deteriorato", vale a dire quando il debitore è in una situazione di permanente difficoltà nell'onorare il debito e della paura dei "radicalizzati", cioè di chi ha assunto posizioni più radicali e in particolare si è avvicinato a quelle dell'estremismo islamico. Siamo anche nel Paese dove aumentano gli "elusori", cioè chi riduce o elimina il carico tributario mediante comportamento giuridicamente lecito, del "badantato", servizio di assistenza svolto da badanti e dove si discute della "flat tax" e si ostenta il "muscolarismo", esibizione di forza muscolare o, talora, di aggressività. Tra i neologismi dell'edizione 2019 anche "salottismo", il fenomeno delle riunioni nei salotti mondani, "vipparoli", cioè i frequentatori o esponenti del mondo dei vip, "figaggine" che nel gergo giovanile è la caratteristica di chi o di ciò che piace, si fa ammirare, è alla moda. Ed ecco poi i modelli "aspirazionali", detto di chi aspira a livelli di vita e di consumo più elevati e dove si è "iperconnessi" (persona che fa ampio o eccessivo uso di dispositivi digitali connessi alle reti telematiche).

E per lo sport ecco: "var" -v(ideo) a(ssistant) r(eferee), ovvero la tecnologia che consente all'arbitro di rivedere un'azione al replay, nel corso della partita, "triplete", cioè la vittoria ottenuta da una squadra, nel corso dello stesso anno sportivo, nelle tre competizioni principali e "tuttocampista", nel linguaggio del giornalismo sportivo, è il calciatore in grado di coprire con profitto ogni ruolo nelle varie zone del campo. Molte le voci prese dal basket: "lay up" nella pallacanestro, tiro effettuato con una mano a breve distanza dal canestro dopo un'avanzata in palleggio; "imbucata" che nel calcio e nel basket significa passaggio che ha lo scopo di smarcare un compagno tagliando la difesa avversaria. E "pick and roll", l'azione a due nella quale un giocatore viene liberato dal blocco di un compagno, al quale poi passa la palla permettendogli di andare a tiro


   

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Hugo Boss a spasso per le gallerie d'arte di Manhattan

Curated è inno alla raffinatezza con trionfo tailleur

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L'uomo e la donna di Hugo Boss vanno a spasso per le gallerie di Chelsea a Manhattan. E' l'arte, infatti, in particolare quella della scena newyorkese, ad aver ispirato 'Curated' (Curata) la nuova collezione uomo, donna Autunno-Inverno 2019 di Hugo Boss. Una collezione realizzata attraverso gli occhi del 'curatore' Ingo Wilts che ha portato nei suoi capi un elevato senso di raffinatezza già di per se' caratteristico del brand tedesco. Punto di partenza della collezione il tailleur tuttavia che si evolve inglobando anche elementi sportivi. Gli elementi sportivi hanno accompagnato anche altri look come ad esempio lussuosi cappotti per uomo erano accoppiati con pantaloni da jogger, oppure bomber in pelle erano un match perfetto per pantaloni stile combat. Lo stesso per la donna, per la quale Witts ha pensato di introdurre una gonna più corta con stivali al di sopra del ginocchio.
   

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Da Marc Jacobs torna a sfilare Christy Turlington

L'ultimo show della super top negli anni '90

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Chiudi Christy Turlington modella per Marc Jacobs (ANSA) Christy Turlington modella per Marc Jacobs

 Come da copione Marc Jacobs ha chiuso il capitolo sfilate a New York con un finale a sorpresa che ha portato in passerella dopo oltre vent'anni la celebre super model Christy Turlington. Con una precisione a dir poco svizzera, dopo il ritardo di circa un'ora e mezza della scorsa stagione, Jacobs ha dato il via al suo show all'Armory di Park Avenue alle 18 in punto ora locale. Nel buio i riflettori si sono accesi prima su un quartetto d'archi dell'American Contemporary Music Ensemble che, intonando Aheym' di Bryce Dessner, ha accompagnato il passo delle modelle. Uscivano anche loro al buio e poi venivano illuminate solo al momento di toccare la passerella. Ultima, con grande sorpresa, è stata appunto la splendida Turlington, fresca dei suoi 50 anni appena compiuti, che con indosso un voluminoso vestito fatto di piume nere ha riportato indietro il ricordo a quando sulle passerelle dominavano modelle star come Linda Evangelista, Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Elle Macpherson e appunto lei, Christy Turlington.

"Ho compiuto 50 anni quest'anno - ha scritto la modella su Instagram spiegano il motivo del suo ritorno dopo tanti anni - e sono al punto in cui 'perché diamine no' è la risposta a tutte le domande che mi pongo". Rispetto alla stravaganza della scorsa stagione questa volta Jacobs ha scelto uno stile più sobrio a partire dal trucco e dalle acconciature. Volti quasi acqua e sapone e senza capigliature stravaganti, al loro posto beanie con piume per esaltare la bellezza vera e la semplicità. L'unica 'stravaganza' che il designer americano si è concesso sono state le piume in vari colori che hanno reso voluminosi degli abiti. Per il resto sobrietà quasi austera, come ripescata da un guardaroba in stile vittoriano. Tra le celebrity in prima fila Kerry Washington, Tracee Ellis Ross, Shailene Woodley e Sofia Coppola. In prima fila anche la direttrice di Vogue Anna Wintour.
   

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A Cosmoprof una mostra consigli beauty di Leonardo

Ricette e corrispondenze con dame celebrano cinquecentenario

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Chiudi Arcangelo Gabriele prima opera di Leonardo Da Vinci (ANSA) Arcangelo Gabriele prima opera di Leonardo Da Vinci

Anche Cosmoprof, il salone dedicato alla bellezza in programma a BolognaFiere dal 14 al 18 marzo, celebra Leonardo Da Vinci: nel cinquecentenario della morte dell'artista-scienziato, Cosmetica Italia e Accademia del Profumo dedicano una mostra al genio che fu anche cosmetologo, allestita proprio negli spazi della kermesse del beauty.
    Riproduzioni di codici, scritti e studi, ma anche ricette e corrispondenze tra Leonardo e alcune delle più importanti figure femminili delle corti rinascimentali compongono "Leonardo. Genio e bellezza", esposizione curata dall'esperta Maria Pirulli. Una collezione di vere e proprie innovazioni in ambito cosmetico: procedure di distillazione oggi base della chimica (come l'enfleurage), pratiche per "ricavare odori soavi", o ancora consigli per tingere i capelli di biondo o altri colori o tonalità, tecniche rinascimentali per rimuovere i peli superflui o per acconciare i capelli.
    "Per i suoi contemporanei queste ricette erano viste come una sorta di magia - ha spiegato la curatrice Pirulli - e oggi possiamo ritenerlo senza ombra di dubbio un apripista di tutto ciò che concerne la bellezza femminile e la cosmesi". 
   

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Cosmoprof 2019, 3000 espositori beauty dal mondo

Dal 14 al 18 marzo la cosmetica in scena a BolognaFiere

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Conto alla rovescia a BolognaFiere per Cosmoprof Wordwide Bologna: l'evento di riferimento per il settore beauty, hair, spa e per l'intera filiera del comparto cosmetica si aprirà il 14 marzo nell'ormai efficace targetizzazione e settorializzazione delle aperture dei padiglioni. Dal 14 al 17 marzo spazio ai produttori e alla filiera con macchinari di processo e confezionamento, packaging, innovazioni in ambito logistico e supply chain protagonisti in Cosmopack 2019; stessa quattro giorni sarà dedicata anche al settore profumeria con Cosmo Perfumery & Cosmetics, mentre dal 15 al 18 marzo i riflettori si accenderanno sui trattamenti di bellezza e i centri estetici con Cosmo Hair & Nail & Beauty Salon.
    In totale saranno 2.947 gli espositori presenti al salone, provenienti da oltre 70 paesi, e oltre 250 mila operatori professionali arriveranno nel capoluogo emiliano.
    "Cosmoprof Worldwide Bologna, fiore all'occhiello di BolognaFiere, registra anche nel 2019 risultati in crescita - ha spiegato Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere - la manifestazione cresce complessivamente dell'8,2%", con un aumento di tutti gli espositori e delle aree espositive in fiera (+9% Cosmopack, +4.5% Cosmo Hair&Nail e +21% per l'area estetica e spa). Un trend positivo dovuto anche ai roadshow con cui è stato promosso Cosmoprof nel mondo, dal Giappone alla Corea, dal Kenya alla Russia, passando per India e Arabia Saudita, e con cui conferma la sua vocazione internazionale, anche fuori dai confini dell'Europa. 

Filo conduttore della kermesse sarà la sostenibilità ambientale, con allestimenti realizzati in materiali riciclabili, un minor utilizzo di tinture e vernici e uno sguardo a una produzione sempre più sostenibile: nell'area dedicata alla filiera saranno esposte le più innovative soluzioni tecnologiche nel rispetto della sostenibilità ambientale e improntate allo sviluppo di un'economia circolare, mentre il 'Green Prime' del settore profumeria e cosmesi raccoglierà l'offerta a basso impatto ambientale.
Spazio anche alla formazione: oltre 30 sessioni di dibattiti, approfondimenti ma anche dimostrazioni live con 150 professionisti e speaker internazionali compongono il programma di CosmoTalks.
"L'industria cosmetica italiana è un'eccellenza per la qualità manifatturiera dei suoi prodotti e per l'innovazione tecnologica che esprime - ha detto Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia -. La solidità della nostra industria è testimoniata dai dati: nel 2018 il fatturato globale ha mantenuto un trend positivo (+2%) con 11,2 miliardi di euro; le esportazioni sono in crescita del 3,5% con un valore di 4.800 milioni di euro.
Cosmoprof permetterà di confermare ancora una volta la competitività del sistema italiano della cosmetica richiedendone il giusto riconoscimento alle istituzioni". 
 
   

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A tutto colore verso la primavera, dal mango al verde

Fantasie, abbinamenti, miniguida cromatica ai trend dalla moda allo smartphone

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Chiudi mood colori primavera 2019 (foto @Wiko) (ANSA) mood colori primavera 2019 (foto @Wiko)

È finita l’era del monocromatismo del nero e del grigio che spopolavano sugli scaffali e nelle vetrine dei prodotti hi-tech. Oggi il colore trionfa su qualunque tipo di device o elettrodomestico, la tecnologia si veste di cromatismi diversi, vivaci e inaspettati, perfino in tonalità pastello tanto vicine a quelle che sfilano sulle passerelle.

Rossella Migliaccio, image consultant e fondatrice dell’Italian Image Institute ha realizzato, per Wiko, il brand che tra i primi ha colorato gli smartphone, una miniguida sui colori più trend della primavera: cromie dagli abiti all'home decor. 

1) Lunga vita alle tonalità del giallo e dell’arancio
Le giornate a breve si allungheranno e si riscalderanno. Nella scelta dei colori di outfit e accessori, Rossella Migliaccio punta quindi sulle tonalità del giallo e dell’arancio. Si parte dalle cromie più chiare, come il giallo ocra, il colore della curcuma che, esattamente come la spezia, richiama una tonalità calda, profonda e avvolgente, in grado di valorizzare gli incarnati più dorati. Il ventaglio delle tonalità arriva fino al color mango che si sposa bene con il viola per il contrasto, ma stupisce anche accostato all’oro. Come già anticipato da Pantone, non può mancare un tocco di corallo, che si abbina perfettamente ad ogni tipo di tonalità e viene portato al massimo dell’espressività, soprattutto in piena estate, se accostato ad accessori turchese. Vige un’unica regola: evitare gli abbinamenti di queste tonalità calde con il nero.

2) Lasciatevi ispirare dai colori della natura

 La natura, si sa, fa solo cose belle. Non è detto che durante i mesi primaverili o più caldi debbano essere indossate e abbinate solo tonalità brillanti e vivaci. Anzi. La regola del contrasto resta fondamentale per un effetto sorprendente.
Il toffee, un caldo color caramella, è perfetto sia per le castane chiare, sia per le bionde scure ed è anche il passe-partout perfetto per accessori e calzature, da mattina a sera. Altro protagonista è il verde oliva. Sofisticato e complesso, è un colore che può sembrare autunnale, ma che dona molto alle donne dalla pelle chiara e dai capelli rossi, soprattutto se abbinato all’avorio: la scelta ideale per un look sahariano!

3) Nessun limite alle fantasie!
Con la primavera, gli outfit tornano a riempirsi di fantasie. Non solo fiori, ma mosaici, pois, righe, composizioni astratte o pennellate fantasiose. Il dubbio è sempre lo stesso: come abbinare i colori a queste stampe? Semplicissimo: basta scegliere uno (o più) colori all’interno della fantasia stessa. La scelta non è difficile: il colore che si percepisce come meno presente, ovvero quello che risulta “in minoranza” all’interno del disegno principale, è quello giusto ed è quello che deve spiccare negli altri capi e accessori.

4) Non osare, meglio valorizzare l’incarnato e l’iride
Secondo l’esperta, è rigorosamente out abbinare ogni cosa in modo maniacale, anche quando si tratta di matchare trucco e outfit. A patto di non essere delle esperte make-up artist, la scelta risulterebbe azzardata. Per tutte le stagioni, e anche per la P/E 2019, meglio scegliere semplicemente un make-up che valorizzi l’incarnato e il colore dell’iride di ciascuno, evitando con attenzione “l’effetto anni ’80”.

5) No al matchy-matchy, neppure a casa
Nel mondo dell’home décor, è più difficile cambiare e seguire le nuove tendenze di stagione in stagione. Eppure anche a casa è possibile adottare alcuni accorgimenti, soprattutto scegliendo nuovi tessuti e complementi di arredo, per portare aria nuova e dare spazio ai colori più trendy della stagione. Le regole fondamentali di Rossella Migliaccio nell’home décor sono essenzialmente due: evitare l’effetto “matchy-matchy” che vuole tutto maniacalmente abbinato; meglio puntare su un solo colore dominante, quello più neutro e di base dell’ambiente domestico, esaltandolo con un colore “minore” e complementare, come il giallo o il turchese. Si deve poi optare per gli incroci, così non sarà necessario cambiare mobili e arredi con il passare delle mode. Il cuscino non si abbina più al divano, ma alla parete; la poltroncina non “dialoga” con il sofà, ma con i cuscini, i complementi d’arredo più semplici da cambiare e rinnovare.

 Dopo la moda, il trucco e la casa, il passo successivo è quello di abbinare l’accessorio hi-tech più importante, lo smartphone, all’outfit o anche solo alle tendenze moda della stagione. Da Wiko ci sono nella View2 Collection extended dal Gold all’effetto “glossy” del Cherry Red; dall’eccentrico Deep Bleen (una fusione di Blue e Green) all’avveniristico Supernova, che contiene al suo interno anche sfumature lavanda.

Un aiuto arriva dalla varietà di colori che un brand come Wiko mette a disposizione nella View2 Collection extended: un ventaglio di possibilità cromatiche inaspettate e splendenti, che vanno dai riflessi della versione

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Il Salone del Mobile nel segno di Leonardo

Dal 9 al 14 aprile la 58a edizione mette al centro l'Ingegno

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Chiudi Salone del Mobile di Milano (ANSA) Salone del Mobile di Milano

 Nuovi format espositivi, l'omaggio a Leonardo da Vinci e l'apertura con un concerto del maestro Riccardo Chailly, sono le novità più rilevanti della 58a edizione del Salone del Mobile, rassegna internazionale dell'arredamento, presentata oggi a Milano e che si terrà dal 9 al 14 aprile nei padiglioni di Fiera Milano a Rho. Dopo il nuovo corso varato nel 2018 con il Manifesto, il Salone punta nuovamente i riflettori sulla centralità di Milano, e sulla capacità creativa della rete industriale. "In questo particolare momento di grande successo di Milano - ha spiegato Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile - è importante consolidare la capacità attrattiva della rassegna che offre ai suoi visitatori non solo un'ampia offerta di prodotti ma, soprattutto, occasioni di relazioni internazionali e opportunità di riflessione sul rapporto tra creatività e impresa". "Nello stesso tempo - ha aggiunto Luti - 'ingegno', aggiunto al nostro Manifesto, rende omaggio a Leonardo, precursore a Milano della relazione tra creativo e imprenditore".
    "Il tributo che il Salone del Mobile riconosce a Leonardo da Vinci è un modo intelligente e per niente banale per celebrare l'estro vinciano nella sua lungimiranza e complessità - ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala - A 500 anni dalla scomparsa, infatti, Leonardo è un punto di riferimento ancora attuale per i designer e i progettisti di oggi. Questo omaggio all'ingegno rappresenta poi la dimensione in cui si muove ed evolve il Salone, una Manifestazione apprezzata in tutto il mondo che interpreta sempre al meglio lo spirito di Milano e il tempo in cui viviamo".
    Il Salone del Mobile ha anche scelto di celebrare Leonardo nel cuore di Milano, presso la Conca dell'Incoronata, con Acqua, un'installazione dedicata ai suoi studi sull'acqua.
    Quest'anno il Salone, che ha stretto un accordo triennale con la Fondazione Tetro alla Scala, si aprirà con un grande concerto: il maestro Riccardo Chailly, dirige le Ouverture da Semiramide e Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. Per il macrosistema arredamento nel 2018 i segnali positivi sono arrivati sia dal mercato interno, con un aumento della produzione destinata al mercato nazionale del +3,1% rispetto al 2017, sia dall'export che ha mantenuto un segno positivo costante: nel segmento dell'alto di gamma le aziende italiane hanno conquistato la quota principale su tutti i mercati. "È una trama straordinaria quella che lega creatività, ingegno e industria, e che fa del design italiano un punto di forza di importanza strategica per tutto il sistema Italia - ha sottolineato Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo Eventi - Il Salone è uno dei migliori biglietti da visita che la città di Milano può mostrare al mondo". Nella prossima edizione tornano le biennali Euroluce e Workplace3.0.
    quest'ultima con una modalità espositiva rinnovata, per mettere in scena al meglio l'evoluzione dell'idea di ambiente lavorativo, sempre più spazio aperto alla condivisione professionale e alla contaminazione con altre attività quotidiane. Circa 550 saranno, invece, i protagonisti del 22mo SaloneSatellite. Tema di quest'anno "Food as a Design Object".
   

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Generazione Z, 5 sfumature di like, ecco il linguaggio segreto dei nativi digitali

Monitorano i social con tre profili da usare con tattica

Lifestyle Teen
Chiudi Monitoraggio assiduo dei social è tipico della generazione Z foto iStock. (ANSA) Monitoraggio assiduo dei social è tipico della generazione Z foto iStock.

Per la Generazione Z l’amore è una questione di tattica. Z Factor, la ricerca ZooCom e Havas Media che profila la GenZ, ossia i post Millennials, nati tra il 1997 fino al 2010, rivela un nuovo quadro di equilibri e rapporti interpersonali in cui i nativi digitali mettono al centro della loro fruizione quotidiana una vera e propria strategia di approccio e flirt che rivoluziona il linguaggio dell’amore…e non solo.

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5 sfumature di “like”
Il “gesto” social più semplice è il “like”: dietro un semplice pollice all'insù esistono tanti significati e strategie. Dai focus group di Z Factor è emerso che i macro significati che può assumere un like sono 5:

1. Visibilità: essere visibili ed avere tanti followers è sinonimo di desiderabilità. La spasmodica caccia al “mi piace” è collegata all'esigenza di approvazione personale, una sorta di “vanity metric” per misurare la propria popolarità;
2. Conquista: tanti like per manifestare interesse, ma attenzione ad essere uno dei primi per essere più rilevanti ed essere sicuri di essere notati. I like con finalità di conquista vengono elargiti generosamente, ma l’approccio diretto è sempre tramite messaggio privato per evitare gossip o imbarazzanti rifiuti;
3. Amicizia: Gli amici sono gli easy like, ma l’equilibrio fra il like4like e il like tattico è sottile: non è sempre facile capire dove finisce la “friendzone”;
4. Update with: un like può essere un modo di riavviare un rapporto che si è raffreddato, di dire “ti ricordi di me?”;
5. Non like: il non like comunica disapprovazione, può significare gelosia, delusione o “sto prendendo le distanze da te”. E‘ manifesta indifferenza!

Tre profili: quello business, quello privato e quello fake

Questi processi apparentemente complessi, ma assolutamente naturali per la GenZ, si accompagnano a un monitoraggio assiduo di like, followers e visualizzazioni. I ragazzi tendono ad avere molteplici profili che usano con finalità diverse.

Due ragazzi su tre trattano il loro profilo privato Instagram come se fosse un profilo di brand o da influencer. Il motivo è semplice: hanno la necessità di tenere sotto controllo ogni metrica legata alla loro produzione social.

Allo stesso modo, il 73% dei ragazzi ha dichiarato di aver utilizzato almeno una volta il profilo privato su Instagram. Il motivo non è la privacy, che la GenZ vive in modo molto più fluido rispetto alle generazioni che l’hanno preceduta, lo fanno per non perdersi le ultime novità sulla vita dei loro amici e per monitorare meglio chi li segue e chi no.

Infine, quasi tutti hanno un profilo fake: si tratta di un’altra delle strategie di maggior successo, atte a mantenere l’anonimato o penetrare le barriere del profilo privato. La GenZ utilizza spesso e volentieri i profili fake per tenersi aggiornati, ad esempio, sugli ex!

L’amore non ha smesso di essere complesso, ma le regole del gioco sono decisamente cambiate. Esiste un vero e proprio linguaggio segreto della Generazione Z, un body language della rete che conduce tutti i loro rapporti interpersonali. Questo linguaggio si espande e tocca anche il rapporto che hanno con influencer e con le pagine ufficiali delle aziende: basta un contenuto sbagliato, un periodo prolungato di contenuti noiosi e il like salta: è la dura legge della GenZ!

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Dai ristoranti al web impazza la moda mafia-style

Marketing spregiudicato, libri di ricette e food

Lifestyle Food
Chiudi A Parigi aperto ristorante 'Corleone by Lucia Riina' (ANSA) A Parigi aperto ristorante 'Corleone by Lucia Riina'

Il ristorante parigino "Corleone" di Lucia Riina a Parigi, figlia del defunto boss è solo l'ultimo arrivato, ma nel mondo sono numerosi gli esempi di marketing legati alla mafia che impazzano anche sulla rete. E' quanto emerge dallo 'scaffale del mafia sounding' allestito dalla Coldiretti in occasione della presentazione del Rapporto Agromafie sui crimini agroalimentari in Italia elaborato insieme a Eurispes e all'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. Oltre al caso della catena di ristoranti spagnoli "La Mafia", (La Mafia se sienta a la mesa) che fa mangiare i clienti sotto i murales dei gangsters pi sanguinari da Vito Cascio Ferro a Lucky Luciano, fino ad Al Capone, in tutto il mondo si trovano ristoranti e pizzerie "Cosa Nostra" dal Messico a Sharm El Sheik, dal Minnesota alla Macedonia, mentre a Phuket in Thailandia c'è addirittura un servizio take-away.

Passando ai prodotti alimentari, i nomi non cambiano. In Norvegia, ad esempio, segnala la Coldiretti, il sito della Tv pubblica il celebre cannolo siciliano presentato come "Mafiakaker eller cannoli", ossia "Il dolce della mafia, i cannoli". In Bulgaria si beve il caffè "Mafiozzo", in Uk si mangiano gli snack "Chilli Mafia", in Germania ci sono le spezie "Palermo Mafia shooting" o a Bruxelles la salsa "SauceMaffia". Il mafia stile impazza anche su internet, continua la Coldiretti, dove è possibile acquistare il libro di ricette "The mafia cookbook", comprare caramelle sul portale www.candymafia.com o ricevere i consigli di mamamafiosa (www.mamamafiosa.com); l'autrice del blog racconta di come ha gestito con il marito mafioso per anni un ristorante prima che il consorte venisse ucciso da un killer. Nei diversi continenti poi ci sono anche i locali Ai Mafiosi, Bella Mafia e Mafia Pizza. "Lo sfruttamento di nomi che richiamano la mafia è un business che provoca un pesante danno di immagine al Made in Italy - afferma il presidente della Coldretti, Ettore Prandini - banalizzando fin quasi a normalizzare un fenomeno che ha portato dolore e lutti in tutto il Paese".
   

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Justin Bieber in cura per depressione

Popstar ha accanto anche moglie Hailey Baldwin e un pastore

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Chiudi Justin Bieber (ANSA) Justin Bieber

Justin Bieber è alle prese con la depressione. Lo rivela il settimanale People secondo cui la popstar è in cura da terapisti ma ha anche il sostegno di un pastore e naturalmente della moglie Hailey Baldwin, sposata lo scorso autunno. Sempre secondo People, Bieber sta facendo i conti con alcuni demoni del passato oltre alla mancanza di privacy legata al suo status di celebrity, fin dalla giovane età.
    In un'intervista con la moglie che sarà in copertina del prossimo numero di Vogue, Bieber ha infatti detto che il suo essere diventato famoso così giovane gli ha causato problemi mentali. In essa tra le altre cose parla della droga, del sesso promiscuo che vengono i milioni di dollari guadagnati a soli vent'anni ma anche dell'essersi sentito depresso e solo mentre in tournée.
   

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San Valentino, mai tornare con l'ex

Ricerca, storie chiuse appartengono al passato

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  Agli italiani non piacciono "le minestre scaldate", ovvero 8 su 10 non tornerebbero mai con il prorio ex. Secondo un sondaggio condotto da Groupon per San Valentino gli italiani sono piuttosto categorici nei confronti delle storie passate: il 38% considera il proprio ex partner, brutto a dirsi, morto. C'è chi lo dimentica e non lo sente più, chi lo sente solo saltuariamente. Mentre c'è una parte degli intervistati (19%) che non lo sente ma gli piacerebbe.

   Seduti uno di fronte all’altro al tavolo di un romantico ristorante, a passeggio sul lungo mare mano nella mano o semplicemente accoccolati sul divano insieme al proprio partner, San Valentino rappresenta per le coppie che si amano una giornata speciale. Ma come vivono il rapporto con l'ex? Sogni di tornarci? Per carità, l’82% dei sondati ha dichiarato che non tornerebbe mai con il/la proprio/a ex compagno/a perché ormai è una storia chiusa che appartiene al passato. Ma c’è un 18% che ammette di poterci tornare solo a certe condizioni. Quali? Se fossi certo/a che stavolta manterrà le promesse è la risposta più quotata (52%), seguita da quelli che ironicamente rispondono "se mi riprendesse" (14%) e da chi ci tornerebbe solo in caso di perdita della memoria o di elettroshock (7%).

   Altro punto affrontato nell'indagine è stato il legame tra amore e soldi. Risultato, il danaro non fa la felicità in amore! Quest’ultimo dato è confermato anche dalla classifica degli aspetti che i nostri connazionali salverebbero della loro precedente relazione: solo il 2% dice aver apprezzato il/la proprio/a ex partner per i soldi. A guidare la graduatoria troviamo la più semplice delle risposte: il 29% degli italiani non salverebbe niente della propria storia passata e si domanda il motivo per cui è stato con lui/lei per così tanto tempo. Al secondo posto con il 16% dei voti la dolcezza, al terzo il divertimento con il 15% ed al quarto l’aspetto fisico con il 14%.

    Solo un 9% ammette di apprezzare tutto del proprio/a ex… ma di essere stato lasciato. Il 38% è categorico nella risposta: lo/la considera morto e non ne vuole più sapere. Il 20% dice di sentirlo/a solo saltuariamente, e il 19% dice di non sentirlo ma gli piacerebbe farlo. Inaspettatamente i social sono il fanalino di coda di questa classifica: solo il 6% dichiara di sentire l’ex virtualmente. Ma cosa è rimasto di una storia passata? Contro ogni previsione non c’è poi così tanto astio nei confronti dell’ex: 4 italiani su 10 rispondono che hanno mantenuto un bel ricordo, ma a conti fatti non era amore, mentre quasi 3 italiani su 10 ammettono senza ombra di dubbio che si trattava di un grande amore. Il 17% dice di aver rimosso tutto ed è meglio così, mentre il 15% non ha mezzi termini e risponde "solo brutti ricordi". 

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Coach, ispirazione California per l'inverno 2019

Designer Stuart Vevers collabora con Kaffe Fassett per colori

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Coach si lascia alle spalle la praterie del Midwest e per la sua collezione uomo-donna Fall 2019 approda in California, in particolare lungo la panoramica Highway 1, l'autostrada che percorre da nord a sud tutta la costa del Golden Gate State. Nel mastodontico edificio dell'ex sede della Borsa American a Lower Manhattan, accompagnato da una scenografia composta da due sculture cinetiche in ottone quasi somiglianti ad una macchina del tempo, il direttore creativo Stuart Vevers ha presentato una collezione fatta anche di contasti, con il familiare che diventa non-familiare, il vivido e il misterioso, lo scomposto e l'assemblato, i colori e tinte scure. In particolare per i colori si è affidato all'arte di Kaffe Fassett, un artista americano conosciuto per il suo design colorato applicato alle arti decorative. "Per me è stato come aprire la mente" - ha detto Vevers a proposito della sua collezione per la quale si è ispirato ad una road trip in California lungo appunto l'Highway 1. Durante il tragitto si è fermato al 'Nepenthe', il famoso ristorante aperto nel 1949 con vista spettacolare su Big Sur e un must per qualsiasi viaggiatore. Quel famoso ristorante fu aperto ed e' ancora di proprietà della famiglia di Fassett, di li la collaborazione tra i due artisti.

"Mi sono sentito psichedelico" - continua lo stilista a proposito dell'uso del colore, il quale è ben espresso in stampe che richiamano fiori, vortici e foliage. Vevers ha presentato la sua ultima collezione a un pubblico che includeva Michael B. Jordan attore, star di Black Panther nonché produttore e volto del marchio, Chloe Grace Moretz, attrice e testimonial della fragranza Coach. Jordan è stato il primo brand ambassador per la linea uomo del brand dopo la collaborazione con Selena Gomez. Entrambi sono personaggi con una grande presenza su social media. In passerella hanno sfilato modelle celebrity come Kaia Gerber, Dree Hemingway, Missy Rayder, Tasha Tilberg e Cat McNeil.

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La New York di Michael Kors scintilla con lo spirito dello Studio 54

La nuova linea al Cipriani Wall Street

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La New York di Michael Kors e' un melting pot dello stile, una convergenza di teatro, film, ballo e moda. Lo scintillio del leggendario Studio 54 ricreato con la performance live, nel gran finale, di Barry Manilow che canta "Copacabana" con Bella Hadid e Fran Summers. Per celebrare i 35 anni di impegno nel mondo della moda, Michael Kors e' tornato al suo primo anno a New York: il magico 1977. "Tutto avveniva in pochi isolati di Manhattan, tra lo Ziegfield Theatre, Carnegie Hall, la Roseland Ballroom e i ballerini 'off duty'. Bill Cunningham fotografava la moda di strada. Quell'anno apri' anche Studio 54", il leggendario locale degli impresari Ian Schrager e Steve Rubell a cui e' ispirata la nuova linea autunno 2019 presentata nel maestoso teatro di Cipriani Wall Street davanti a 700 persone, tra cui Kate Hudson, l'influencer Olivia Palermo e la famiglia Douglas al completo: Michael, Catherine Zeta Jones e la figlia Carys. La passerella, come in un leggendario Capodanno nella discoteca frequentata da Andy Warhol, Truman Capote, Diane von Fustenberg e i Trump (Donald e Ivana), e' cosparsa di coriandoli dorati che mettono a dura prova la falcata delle modelle che ai piedi hanno saldali scintillanti con tacco 10.

Kors, che in gennaio ha finalizzato l'acquisto di Versace e cambiato ufficialmente il nome in Capri Holdings, ha proposto per il prossimo autunno lusso, romanticismo e tagli di sartoria: la gonna frusciante con l'orlo asimmetrico di organza a fiori viene indossata sotto una giacca di principe di Galles stretta in vita. In testa i cappelli con la veletta da cocktail frutto di una collaborazione con Stephen Jones. C'e' molto patchwork, compreso un cappotto di pelle. Niente abiti da sera formali, ma tanti look per la notte che non finisce mai nei locali che hanno ereditato la fama della leggendaria discoteca negli "swinging west '50s", gli isolati di Midtown a ovest di Fifth Avenue dove "la strada era una passerella": abiti di seta stretch in colori gioiello che agevolano i movimenti e brillano alla luce del night con le paillettes applicate a mano.

Il grande "haute-doors" e' andato in scena da Veronica Beard, il brand giovane fondato dalle due cognate Veronica Miele Beard e Veronica Swanson Beard. L'idea - spiegano le due stiliste prima della presentazione da Industria NYC - e' di "portare una principessa di Park Avenue nei boschi mixando temi contrastanti", motivi floreali superfemminili allo scozzese delle giacche da boscaiolo. Grazie alla collaborazione con l'influencer Katie Sturino di @the12ishstyle, da questa collezione le proposte delle due Veroniche saranno per tutte le taglie.

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San Valentino, 5 consigli per una cena perfetta

Dal menù al comportamento come farne un'occasione davvero romantica

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Chiudi Cena San Valentino (foto TheFork) (ANSA) Cena San Valentino (foto TheFork)

Cioccolatini? Palloncini? Una serata romantica o informale? Come festeggiare il 14 febbraio? Molto spesso la serata di San Valentino si trascorre al ristorante.  Ecco 5 consigli per renderlo una occasione indimenticabile,  secondo uno studio TheFork e Meetic.
La cena è un’opportunità unica per conoscersi meglio, non solo attraverso la conversazione che genera: il menu scelto, il comportamento non verbale e l’organizzazione dell’appuntamento contribuiscono a rivelare molte cose sul partner. Ecco allora cosa fare per renderla perfetta:

1. Arriva in orario.
Può sembrare un cliché, ma arrivare in ritardo è un modo sbagliato di cominciare la serata, soprattutto se stiamo parlando di una data come San Valentino. Essere soli, in attesa di qualcuno in un bar o in un ristorante, può farti sentire imbarazzato e a disagio. Non c'è dubbio che lo odi, quindi non farlo al tuo appuntamento!

2. Scegli bene cosa ordinare.
Scegli il ristorante andando incontro ai gusti del tuo partner e una volta a cena, cerca di non scegliere qualcosa di troppo difficile da mangiare, che può macchiare i vestiti che indossi o lasciarti un alito terribile o ancora il prezzemolo tra i denti. Aglio? No grazie.

3. Questo non lo mangi?
Condividere un piatto è una cosa romantica, ma prima di assaggiare il piatto del partner chiedigli se gli va. Il confine tra spontaneità e maleducazione può essere sottile.

4. Sii interessante e interessato.
Hai hobby e passioni interessanti? Sono un ottimo argomento di conversazione. Se si tratta di uno dei primo appuntamenti, stai certo che il tuo invito è stato accettato anche perché sei stato in grado di incuriosire il partner. Non deluderlo, ma allo stesso tempo mostra anche un genuino interesse per l’altra persona, ascoltandola e facendole domande.

5. Ai primi appuntamenti, non essere frettoloso.
Sappiamo che vi piacete l'un l'altro, ma ciò non significa che avrete esattamente gli stessi gusti. Solo perché non avete le stesse opinioni o non vi piacciono le stesse cose, non significa che non andrete d'accordo. Non dare giudizi frettolosi quindi!

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San Valentino, i baci rubati in ascensore o sulle scale mobili /VIDEO

Teatro di amori e passioni, 8 scene d'amore al cinema

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Chiudi Julia Roberts, compio 50 anni felice e senza ossessioni (ANSA) Julia Roberts, compio 50 anni felice e senza ossessioni

 Se l’ascensore potesse parlare chissà quanti amori segreti potrebbe svelare nei 7 miliardi di viaggi che ogni giorno si fanno su questo mezzo di trasporto. Non solo ascensori ma anche scale e tappeti mobili possono diventare il palcoscenico di un amore che sboccia all’improvviso, di una passione travolgente o di una riconciliazione. Il tempo di un viaggio in ascensore o il passaggio su una scala mobile è sufficiente a far scattare il classico colpo di fulmine ma secondo un'altra ricerca della Bengurion University di Israele, solo l’11% delle coppie che si sono formate grazie al colpo di fulmine è riuscita successivamente a consolidare un rapporto stabile e duraturo.

Secondo i dati raccolti da una ricerca di Thyssenkrupp Elevator, realizzata in occasione di San Valentino, nonostante il 66% delle persone che utilizzano l’ascensore preferisce rimanere in silenzio durante il tragitto, per i motivi di cui sopra oppure per timidezza, l'ascensore risulta rappresentare uno dei cinque luoghi più insoliti dove baciarsi appassionatamente. Gli altri? L'automobile, il parco, i camerini dei negozi, la strada.

   L'indagine è stata abbinata ad un collage di 8 scene d’amore cinematografiche:

1) Natale all’improvviso (2015) dove il colpo di fulmine  tra Olivia Wilde e Jake Lacy avviene sulle scale mobili.

2) Pretty Woman, (1990) con Julia Roberts e Richard Gere alla lora prima uscita insieme, in ascensore inizia a nascere un certo feeling.

3) Sliding Doors, (1998), verso la fine del film, Gwyneth Paltrow e John Hannah s'innamorano in ascensore, complice una battuta dei Monthy Python.

 4) Out of sight (1998) dove la poliziotta Jennifer Lopez tenta invano di arrestare l’irresistibile George Clooney che si rifugia tra le pareti dell’ascensore.

5) Shall we dance (2004) che vede un ritorno di fiamma tra Susan Sarandon e il marito distante Richard Gere grazie alle lezioni di ballo. Lui la riconquista comparendo dalla scala mobile nel grande magazzino in smoking e con rosa rossa.

6) La battaglia dei sessi (2018) in cui Emma Stone, campionessa di tennis  scambia un appassionato bacio con la sua amica in ascensore con lo sfondo di un tramonto.

 7) Cruel Intention (1999) dove Reese Whiterspoon si accorge di amare Ryan Phillippe quando lo vede in cima alle scale mobili.

8) Hunger Games, 2013. Johanna (Jena Malone) flirta con Peetha (Josh Hutchersom) e il mentore di Katniss (Jennifer Lawrence), Haymitch (woody Harrelson) in una scena molto provocante ascensore.

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Non sarà 'Un'avventura', Battisti al cinema è colonna sonora per musical romantico

In sala da 14/2 il film con Riondino e Chiatti

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 'Non è Francesca' in tango, 'Dieci ragazze' versione disco, 'Balla Linda' beatlesiana, 'Ladro' riletta con una danza di ex amori. Sono fra i 10 brani di Mogol/Battisti sui quali è costruita Un'avventura, la storia d'amore in musical di Marco Danieli, con Laura Chiatti, Michele Riondino, Valeria Bilello e Thomas Trabacchi, in sala dal 14 febbraio in 360 copie con Lucky Red.
    "Non posso dire cosa ne avrebbe pensato Lucio, ma se mi devo basare sull'uomo che ho conosciuto - dice Mogol, consulente artistico del progetto - è sempre stato sempre un artista avanti, che cercava di assimilare il contributo di tutti i più grandi artisti del mondo, passava la vita ad ascoltare. Penso che questo film gli sarebbe piaciuto perché è una storia moderna e attuale". Al centro del racconto, ambientato tra gli anni '70 e '80, il rapporto appassionato e tormentato, raccontato in 15 anni, fra Matteo (Riondino) meccanico con un grande talento nello scrivere canzoni e Francesca (Chiatti) giovane donna tenace e sensibile.
   

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Carnevale di Venezia nel segno della luna

Festa dal 16 febbraio al 5 marzo, attenzione a rispetto città

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 La Luna, ispiratrice di sogni e stravaganze, mutevole e cangiante, sarà il filo conduttore del Carnevale di Venezia 2019, un'edizione ricca di appuntamenti e iniziative diffuse su tutto il territorio comunale, organizzate con un'attenzione particolare al tema della sicurezza e al rispetto della città, nel segno della campagna #EnjoyRespectVenezia. La festa veneziana è stata presentata a Ca' Farsetti, sede del Comune. Prevede 150 appuntamenti con 300 artisti e gruppi coinvolti, trenta manifestazioni culturali, 50 iniziative per bambini e ragazzi. Il Carnevale, intitolato "Tutto colpa della Luna", animerà Venezia dal 16 febbraio al 5 marzo grazie al lavoro di squadra, coordinato dalla società Vela. Confermato lo schema organizzativo dello scorso anno per i 'voli' dell'Angelo, e poi dell'Aquila, dal Campanile in Piazza San Marco, con un limite di accessi fissato a 23mila persone.
    Per la Festa veneziana sull'acqua in Rio di Cannaregio verrà invece transennata Lista di Spagna per evitare blocchi.
   

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Etica del design, sette tendenze per una rivoluzione creativa

Fjord Trends 2019, troppa innovazione per i consumatori

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Chiudi Un giovane in città con monopattino elettrico (ANSA) Un giovane in città con monopattino elettrico

Dieta digitale, sostenibilità, soluzioni di mobilità urbana all’avanguardia, minimalismo dei dati, inclusività, nuovi spazi e modi di lavorare, c'è una nuova etica del design che colloca i valori umani nuovamente al centro dell’innovazione. Assistiamo ad un momento di svolta come emerge dai Fjord Trends 2019, sul futuro del business, della tecnologia e del design, pubblicato da Accenture Interactive. Sono 7 le tendenze che nel 2019 incideranno sulla creazione della prossima generazione di esperienze, tendenze che evidenziano il collegamento tra antropologia, valori umani e design: è dal moderno caos digitale che arriva la spinta per una nuova rivoluzione creativa.
Tra le realtà italiane che stanno realizzando progetti innovativi in linea con i Fjord Trends 2019 l’esempio di DriveNow Italia e Enel X. Come caso internazionale legato al trend realtà sintetica la campagna “JFK Unsilenced”, che ha utilizzato l’Intelligenza Artificiale per dare voce al 35° Presidente degli Stati Uniti d’America.

Secondo il report, i consumatori hanno la sensazione di essere inondati e a volte sopraffatti dall’eccessiva innovazione, che ruba loro tempo e attenzione. Se prima le persone sembravano desiderare novità e gratificazione istantanea, adesso cercano silenzio e senso in un mondo diventato troppo rumoroso. Le persone e le aziende stanno facendo una valutazione di ciò che apprezzano veramente, rifiutando prodotti e servizi che non soddisfano le loro esigenze - cambiando la natura dei rapporti con tecnologia e brand.

Ashley Benigno, responsabile di Fjord in Italia, commenta: «È il momento delle pulizie di primavera anche in ambito digitale, il momento in cui si decide se qualcosa ha ancora un valore e quanto è rilevante nelle nostre vite. Il digitale è ora così largamente adottato che non è più una novità. Nel tentativo di mettere ordine, le persone sono diventate ancora più selettive su prodotti e servizi, scegliendo di eliminare quelli che non offrono reciprocità, benefici ritenuti equi. Mai prima d’ora la responsabilità del design è stata così importante».

Questo cambiamento di mentalità ha importanti implicazioni e al contempo crea enormi opportunità per le aziende e per la customer experience. È arrivato il momento di fare il punto e ripensare prodotti, servizi ed esperienze che le persone effettivamente vogliono e apprezzano.

Fjord Trends 2019 individua sette tendenze che daranno forma alla prossima generazione di esperienze e offre suggerimenti per prepararsi alle opportunità future:

1 – SILENCE IS GOLD. Il silenzio è d’oro. Sentirsi sopraffatti è diventata una questione di salute mentale. Attraverso un design “consapevole” i brand possono trovare una strada per farsi sentire dalle persone che cercano tranquillità in un mondo rumoroso.

2 – THE LAST STRAW. L’ultima cannuccia? È l’ultima goccia! Basta parlare. Le persone si aspettano che i prodotti vengano progettati sostenibili sin dall’origine, altrimenti li scartano.

3 – DATA MINIMALISM. L’essenzialità dei dati. Persone e aziende hanno opinioni differenti sul valore dei dati personali. La trasparenza sarà la chiave per mediare tra le due posizioni?

4 – AHEAD OF THE CURB. Anticipare il futuro delle città. Dai monopattini elettrici ai droni, la nuova mobilità urbana ha reso le città terra di conquista. C’è bisogno di mettere ordine e iniziare a creare piattaforme, ecosistemi unificati in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini in tempo reale.

5 – THE INCLUSIVITY PARADOX. Il paradosso dell’inclusività. Il 2018 è stato occasione per ascoltare una molteplicità di voci, ma come si progetta per tutti senza inavvertitamente escludere qualcuno? Bisogna smettere di pensare alle persone segmentandole.

6 – SPACE ODYSSEY. Odissea nello spazio. Gli spazi di lavoro e di vendita hanno bisogno di un restyling digitale, di un ripensamento dell’approccio e degli strumenti per disegnare tali spazi.

7 – SYNTHETIC REALITIES. Realtà sintetiche. Oggi la realtà può essere creata su misura e prodotta artificialmente. Tecnologie per cambiare volto e simulare la voce sono in grado di creare realtà sintetiche e le aziende dovranno capire come capitalizzare il fenomeno ma soprattutto come gestire il rischio.

"La possibilità che un design significativo e consapevole possa rivoluzionare numerosi aspetti della nostra vita è qui, ora più che in anni recenti", afferma Ashley Benigno, responsabile di Fjord in Italia. "Siamo al punto di svolta per una rivoluzione creativa, che offre l'opportunità di ripensare prodotti e servizi per prenderci cura delle persone e del mondo in cui viviamo”.

Il rapporto Fjord Trends 2019 attinge alla conoscenza e all’esperienza degli oltre di Fjord presenti nei 28 studi sparsi nel mondo. L’analisi è basata su osservazioni dirette del cambiamento, studi specifici di terze parti e progetti svolti per i clienti. 

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Garden sharing, in Piemonte è legge

Parigi, accogliamo cambiamento verso giovani e open air

Lifestyle Società & Diritti
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Il Piemonte disciplina il 'garden sharing, sorta di airbnb del giardino, che permetterà a possiede un giardino di ospitare turisti campeggiatori. Lo prevede una nuova legge della Regione, approvata con i voti della maggioranza di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle.
    "Abbiamo lavorato a questo provvedimento sui complessi ricettivi all'aperto e il turismo itinerante, che disciplina campeggi, villaggi turistici e aree di sosta - afferma l'assessora al Turismo, Antonella Parigi - per accogliere il cambiamento che si sta affermando nel campo della ricettività.
    Questo provvedimento fornisce gli strumenti per operare al meglio nell'ambito del turismo giovane, legato alla natura e alla vita all'aria aperta".
    Il Piemonte tra campeggi e villaggi vacanze offre quasi 20 mila posti letto, suddivisi tra 158 campeggi e otto villaggi turistici, concentrati soprattutto nell'area dei laghi. 

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Dalla birra al burger il canapa food impazza

Da Canapa Mundi, guida agli indirizzi più 'canaposi' di Roma

Lifestyle Food
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Il sapore, al naturale, è simile a quello dei semi di girasoli. Mentre vira più verso la nocciola nell'olio spremuto a freddo. Le proprietà nutritive sono preziosissime, dall'alto contenuto di aminoacidi essenziali alle proteine vegetali, vitamine e minerali. Perfetta per chi ha scelto un'alimentazione vegana, bio o crudista, ma anche per celiaci o semplici buongustai ''curiosi''. Dopo il beauty, la medicina e la moda, la canapa (ri)conquista anche la gastronomia. Nessun doppio senso, ne' effetto collaterale. Parliamo della varietà priva di effetti psicotropi (quella cioè senza Thc), protagonista di Canapa Mundi, la Fiera Internazionale della canapa, al Palacavicchi di Roma dal 15 al 17 febbraio.
    Una riconquista, dicevamo, perché in realtà i semi di canapa sono stati ingrediente in cucina dall'età dei romani sino all'inizio del secolo scorso, fondamentali soprattutto nei periodi di penuria di materie prime e grano come le guerre. Ora dopo un periodo di oblio, la canapa torna prepotentemente al centro del food, non solo aggiungendo i suoi semi in insalate ricche, ma anche con il latte, l'olio, il muesli. Tutti prodotti quasi sempre a chilometro zero perché la canapa prevede una filiera molto corta.
    Tra le ricette più gettonate, si conta l'hemp-fu o tofu di canapa, ovvero un formaggio con latte di semi di canapa, e lo shichimi, miscela di sette spezie perfetta su carni bianche, piatti di riso e zuppe. Ma è ''sfidando'' le ricette tradizionali, apparentemente intoccabili, che la canapa sta conquistando il grande pubblico, come il gelato, il vino (il primo in Europa viene dalle Marche, sposa il Verdicchio e si chiama Canavì), la pasta. Prossimo must, l'uovo di Pasqua in cioccolato da semi di canapa.
    Roma pare sia la città più ''in love'' d'Italia. Tanto da meritare dei veri e propri tour, in bici o scooter elettrico, organizzati da Canapa Mundi, tra gli indirizzi più ''canaposi'' della città.
    Prima sfida, più ardua ma completamente vinta, quella con la pizza. Bianca, rossa, a lunga lievitazione, alta o sottile come piace ai romani, ma rigorosamente con farina di semi di canapa, si può provare provare in ben sette indirizzi: Fariné a San Lorenzo, The Butcher House alla Bufalotta e, il giovedì, anche da Breaking Bread al Prenestino. Versione da asporto tra Forno Spiriti in Prati, Romana Pizza in pieno centro, Opulentia al Pigneto e da Aroma, in zona Cassia. Per un brunch o un pranzo veloce dall'ufficio, c'è il buffet di iVeganEat in via Angelo Emo o l'hamburgeria-street food rigorosamente vegan di veGusta a Centocelle.
    Un aperitivo consigliato al RomeOw Cat Bistrot, circondati da mici, veri padroni di casa. Per la cena c'è solo l'imbarazzo della scelta, e del menù, tra la cucina romana Dar Parucca a San Giovanni alle prelibatezze di Al Ristoro degli angeli a Garbatella, più volte segnalato anche dal Gambero Rosso, o la cucina d'autore dello chef Davide Del Duca dell'Osteria Fernanda a Porta Portese. E ancora, pastasciuttari sono per voi le linguine alla canapa da Titta 162 a via Emanuele Filiberto. Per una serata tra patiti della birra, non perdete il Red Lodge Pub sulla Tuscolana e La pecora Elettrica al Prenestino.
    Persino un cult come il caffé si può realizzare con i semi di canapa: provare per credere da Non solo canapa all'Aurelio.
    Mentre per tisane e liquori (ma anche pinsa calabrese) ecco il Canapa Caffè a Scalo San Lorenzo. Se poi volete introdurre la canapa nell'alimentazione della famiglia, per ingredienti e piatti pronti ci sono Biopolis al quartiere africano, I canapieri a Talenti, Zia Maria a San Lorenzo e Weed 4 you a Grottaferrata.
   

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Mixologist per una sera, 10 consigli per i cocktail di San Valentino

House Bartending tendenza in crescita anche in Italia

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Chiudi Una creazione di SHEKET tra i migliori cocktail bar di Roma. Nelle stanze del nobile Palazzo Caetani arredate con velluti, broccati, luci soffuse, un'atmosfera raffinata per gustare drink e cucina fusion (ANSA) Una creazione di SHEKET tra i migliori cocktail bar di Roma. Nelle stanze del nobile Palazzo Caetani arredate con velluti, broccati, luci soffuse, un'atmosfera raffinata per gustare drink e cucina fusion

Mixologist per una sera. Magari a San Valentino. Cimentarsi nella preparazione di un cocktail per l'amato partner può essere un'idea nuova per la Festa degli innamorati, seguendo così la tendenza dell’House Bartending, che piace anche alle celebrities americane come Rihanna. Quali sono i prodotti più afrodisiaci da utilizzare? Come regolarsi con il dosaggio degli ingredienti? Questi, ma non solo, sono i consigli che Cristian Lodi, bartender milanese del cocktail bar ‘Milord’ di Milano, ha voluto dare per realizzare un drink perfetto da preparare e bere assieme al proprio partner.

 Dice Lodi "come primo consiglio suggerisco di utilizzare ingredienti che siano afrodisiaci, come per esempio lo zenzero, i mirtilli, il passion fruit, le mandorle, il cioccolato ed il peperoncino. Può andar bene, per servirlo, una normale coppetta, oppure un flûte mentre, per quanto riguarda il dosaggio degli ingredienti, si può utilizzare una tazzina da caffè, tenendo conto che la sua capienza massima è di 6 cl. Dato che tutti dovrebbero avere in casa uno shaker, si può sostituire il barspoon con un cucchiaino ed il jigger con un misurino professionale. Il cocktail, inoltre, può essere preparato ‘a quattro mani’: lui, per esempio, può versare gli ingredienti, mentre lei può divertirsi a shakerarli”.

Quella dell’House Bartending,  evidenzia uno studio condotto dall'osservatorio Sanbittèr Aperitivo Cool Hunting, sulle nuove tendenze in materia di drink e mixability. è una tendenza internazionale consolidata anche dalle scelte di diverse celebrities a stelle e strisce, tra cui Oprah Winfrey e Rihanna. Come si legge sul magazine online Coveteur, la famosa presentatrice del talk The Oprah Winfrey Show qualche anno fa ha condiviso la ricetta di un drink che è solita preparare a casa sua, il “Giving – Pomegranate Martini”. Per preparare questo cocktail è sufficiente mescolare della vodka, succo di limone, champagne rosè e del melograno. La cantante originaria delle Barbados, invece, è un appassionata di whiskey a tal punto da citarlo in un ritornello di una sua canzone, “Cheers (Drink To That)”, che ama bere assieme al ginger. In un post apparso sul sito Capitalfm.com, ha confermato come questo sia il cocktail preferito “che bevo di solito mentre sto mangiando”. “Ovviamente – continua Cristian Lodi – si può pensare ad una lista di cocktail da proporre in abbinamento ad un aperitivo romantico: sto pensando, per esempio, all’Americano o al Negroni, ma molto dipende anche dal menù che si ha in mente. Se invece si vuole fare una cena a tema San Valentino mi sento di consigliare un Rossini, che è a base di fragole e champagne, oppure il ‘Sweety’, che è a base di passion fruit. Un ruolo importante lo riveste il ghiaccio: più ce n’è, meglio è. Non usare, infine, le cannucce perché anche le decorazioni sono un elemento fondamentale del drink, e stare attenti con il dosaggio dell’alcol non superando mai i 4,5 cl. Prima di servire, per dare un tocco romantico, sistemare delle fragole, dei boccioli di rosa o dei fiori eduli”.

Ecco i 10 consigli di Cristian Lodi per preparare il cocktail perfetto che accenda la passione nel giorno più romantico dell’anno. 

1) La parola chiave è afrodisiaco. Nei cocktail sono perfetti ingredienti come cioccolato, peperoncino o frutto della passione per conquistare il partner;
2) La semplicità è tutto. Non occorrono bicchieri ricercati e preziosi, basta una semplice coppetta, oppure un flûte;
3) ‘Na tazzullella ’e caffè. E’ importante ricordarsi che la sua capacità massima è di 6 cl;
4) Fantasia al potere! Un cucchiaino al posto del barspoon, un misurino professionale sostituisce il jigger;
5) Two is megl’ che one. Preparare un cocktail “a quattro mani” può essere divertente: lui sceglie gli ingredienti, lei li shakera;
6) Abbinare il giusto cocktail ai finger food. Un drink a base di mandorle, realizzato con il latte di mandorla, si addice particolarmente bene ad un appetizer a base di pomodorini ripieni con capperi, olive nere ed acciughe;
7) Anche le decorazioni vogliono la loro parte. Non utilizzare le cannucce perché, oltre a “rovinare” la composizione del cocktail, vanno a coprire il senso dell’olfatto;
8) Più ghiaccio c’è, meglio è! Riempire il bicchiere con tre quarti di ghiaccio e, prima di servire il cocktail, raffreddarne le pareti con l’aiuto di uno shaker. Eliminare l’acqua in eccesso e, quindi, sostituire con del nuovo ghiaccio;
9) Bere responsabilmente. Come da ultime tendenza, i cocktail sono sempre più richiesti “low alcol”. Non eccedere, quindi, oltre i 4,5 cl quando si prepara un drink;
10) Love is a Flower . Prima di servire, decorare con fragole, fiori eduli oppure boccioli di rosa;

 

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Trump, il primo presidente senza un cane. "Non ho tempo"

Dal 1897 tutti i predecessori hanno avuto un first dog

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Chiudi Barack Obama dentro la Casa Bianca corre con il suo cane Bo (2009) (ANSA) Barack Obama dentro la Casa Bianca corre con il suo cane Bo (2009)

"Non mi dispiacerebbe avere un cane ma non ho tempo": cosi' Donald Trump ha giustificato davanti ai suoi fan a El Paso il fatto di non averne uno: è il primo presidente in 120 anni a non avere un 'first dog'. "Come potrei portarlo a passeggio sul prato della Casa Bianca?" si è chiesto, ricordando che un sacco di persone gli ha suggerito di prendere un cane, anche per guadagnare consenso politico. "Ma mi sembra un pò falso, non ne sento la necessità, perché non è questo il rapporto che ho con i miei elettori", ha aggiunto. Il tycoon ha risposto cosi' ad un interrogativo che si pongono molti americani, ovvero se Trump sia una persona che detesta i cani, o ne ha paura per via delle sue presunte tendenze germofobiche.
    Tutti i presidenti americani hanno avuto un amico a quattro zampe: da William McKinley, che inizio' il suo mandato nel 1897, a Barack Obama, i cui due portoghesi d'acqua Bo e Sunny erano cosi' richiesti nelle 'photo opportunity' da avere un loro programma ufficiale. Per non parlare di Warren G. Harding: Laddie Boy, il suo airedale terrier, aveva la sua sedia speciale alle sedute di governo e fu l'ospite d'onore della tradizionale corsa delle uova di Pasqua della Casa Bianca nel 1923, come primo eminente animale politico. I Beagles di Lyndon Johnson conquistarono la copertina di Life nel 1964, concedendo un break informativo nella guerra del Vietnam. E il libro che ha come protagonista Millie, lo springer spaniel di Barbara Bush, ha venduto piu' delle memorie della ex coppia presidenziale.

La tradizione e' diventata cosi' consolidata che quando l'allora governatore Scott Walker corse per la Casa Bianca nel 2016, la sua allergia ai peli del cane fu vista come un ostacolo. Ma Trump ha interrotto anche questa convenzione politica, paragonando spesso ai cani i suoi avversari, da Steve Bannon a Mitt Romney, da Ted Cruz alla sua ex collaboratrice Omarosa Manigault Newman.
    La sua prima moglie Ivana ha scritto nella sua autobiografia che Donald non e' un 'dog fan' e che la coabitazione forzata con il suo barboncino Chappy non fu felice. L'unico tentativo di convincere Trump ad adottare un cane, un mese dopo l'elezione, fu fatto da Lois Pope, un filantropo di Palm Beach che gli mise tra le braccia un Goldendoodle, mostrando poi la foto al figlio del presidente, Barron, che si commosse sino alla lacrime. Ma neppure questo basto' a far cambiare idea al tycoon. 
   

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Vedi alla voce 'Ferragnez'. Nel libro 2018 della Treccani Ferragni e Fedez

Entrano anche "orgasmometro" e "viadotticidio"

Lifestyle People
Chiudi Chiara Ferragni e Fedez in una foto tratta dal profilo Instagram del rapper (ANSA) Chiara Ferragni e Fedez in una foto tratta dal profilo Instagram del rapper

"Ferragnez" entra tra i neologismi 2018 del Libro dell'anno Treccani. La "parola-macedonia" è frutto dell'incastro tra i nomi propri (Chiara) Ferragn(i) e (Fed)ez. Il nomignolo della coppia costituita dall'influencer e dal rapper italiani è stato inaugurato il 6 settembre 2018 da vanityfair.it: "I Ferragnez (sui social) valgono più di Harry e Meghan".
    Tra le parole assurte agli onori della cronaca nel corso del 2018 e registrate dal volume edito dalla Enciclopedia Italiana ci sono anche "orgasmometro" per indicare un "test medico per misurare le caratteristiche e l'intensità del piacere sessuale femminile" e "sex doll", vale a dire "bambola al silicone, con impianto di intelligenza artificiale, destinata al piacere sessuale dell'utente". Nel Libro dell'anno Treccani si trova anche "viadotticidio", in senso figurato, il procurato crollo di un viadotto e, soprattutto, la conseguente tragedia delle vite umane perse. Questo neologismo è stato creato da Massimo Gramellini che il 14 agosto 2018 nel corriere.it scriveva: "Dello scarno comunicato che Autostrade per l'Italia ha ritenuto di dedicare al viadotticidio di Genova (il riferimento è chiaramente al crollo del ponte Morandi) colpisce anzitutto l'assenza di umanità. Neanche un pensiero per le vittime, una frasetta raccattabile dal prontuario delle condoglianze". E poi c'è il sarrismo, vale a dire la concezione del gioco del calcio propugnata dall'allenatore Maurizio Sarri. Menzione anche alla locuzione "spread delle parole" o "spread verbale" ("6 miliardi in due anni: il costo dello spread delle parole", nextquotidiano.it, 14 settembre 2018) che rimanda "all'effetto negativo di aumentare la volatilità su Borse e titoli di Stato italiani provocato dalle dichiarazioni contraddittorie di esponenti della maggioranza governativa in tema di politica economico-finanziaria". Per l'Europa si aggira anche una sorta di nuova lingua, l'Eurish (Luigi Ippolito, corriere.it, 13 febbraio 2018).
   

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Polemica razzismo in Usa investe Gucci e Prada

Spike Lee boicotta brand dopo scuse per "blackface"

Lifestyle Moda
Chiudi una modella indossa una creazione Gucci evocativa, secondo alcuni del   blackface. La maison si è scusata pubblicamente ritirando il capo (ANSA) una modella indossa una creazione Gucci evocativa, secondo alcuni del blackface. La maison si è scusata pubblicamente ritirando il capo

Dalla Virginia, dove ha messo in grave difficolta' i vertici dell'amministrazione statale democratica, la polemica sul "blackface" - i bianchi che si tingono di nero la faccia per deridere la sottoclasse di colore - approda al mondo della moda. Il regista Spike Lee, candidato agli Oscar per "BlaKKKsman", ha annunciato che non indosserà piu' capi di Prada o di Gucci fino a quando i due marchi non assumeranno nei loro ranghi piu' stilisti neri. Questo dopo che le due case di moda hanno ritirato dalla vendita prodotti criticati come razzisti.
    In Virginia lo scandalo sul blackface ha messo in crisi il governatore Ralph Northam e l'Attorney General statale Mark Herring quando si e' scoperto che entrambi, quando erano ragazzi, sono stati fotografati mascherati da neri. Sia Prada che Gucci recentemente hanno ritirato dai negozi prodotti che sembravano ispirati dal "blackface" Su Instagram Lee ha detto che "e' ovvio" che entrambi "non hanno la minima idea" di cosa significano in America "immagini razziste e odiose come quelle del blackface". La scorsa settimana Gucci ha smesso di vendere un pullover-passamontagna nero da donna (prezzo online 890 dollari) il cui collo poteva essere alzato a coprire la meta' inferiore del viso per rivelare, all'altezza della bocca, due labbra rigonfie color rosso scarlatto. L'immagine e' un classico del "blackface", la mascherata in cui, dagli anni Trenta dell'Ottocento, bianchi si travestivano da neri per ridicolizzarli al tempo della schiavitù' e poi della segregazione razziale. Gucci ha fatto mea culpa: "Ci scusiamo profondamente per aver offeso. Siamo impegnati a aumentare la diversità nella nostra organizzazione e a trasformare questo incidente in una lezione per il team di Gucci, ma non solo".
    Quanto a Prada, la casa di moda milanese aveva ritirato in dicembre per una serie di ciondoli per borse e figurine nelle vetrine e che mostravano personaggi con grosse labbra rosse, evocative secondo alcuni dell'iconografia razzista. "Aborriamo le immagini razziste. I ciondoli erano creature immaginarie che non volevano avere alcun riferimento al mondo reale e certo non al 'blackface'". Lee non e' stato il solo a reagire sui social media alle scuse di Gucci. Come fedele cliente del brand, il rapper T.I. ha detto che le parole non bastano: "Sono uno che spende migliaia di dollari l'anno in prodotti di un brand, ed e' bene che questo brand impari la lezione di come si mantiene un business con clienti di colore".
   

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