Viktor & Rolf l'abito da casa in versione couture

Online 9 outfit che rileggono vestaglie, accappatoi, sottovesti

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 Con la loro Haute Couture, F/W 2020, presentata in digitale sulla piattaforma della Fédération de la Haute Couture et de la Moda francese, Viktor & Rolf, hanno sottolineato la straordinaria epoca di cambiamentI che stiamo vivendo, rileggendo tre capisaldi dell'abito da casa: la vestaglia, l'accappatoio, la sottoveste. Il tutto riassunto in 9 outfit raggruppati in blocchi di tre capi che sfilano nel video descritti da una voce maschile fuoricampo, come si faceva un tempo. Diretto da Marijke Aerden e narrato da Mika, il film è stato girato al Waldorf Astoria di Amsterdam. L'animazione di 'Change' è stata realizzata dallo Studio Maan Bijster.
Concetto e testo a cura di Viktor&Rolf. Il primo di tre look che incarna un sentimento di tristezza e rabbia, familiare a molti in questi giorni, è una chemise da casa in raso blu scuro. Il taglio impero e la scollatura dell'abito abbracciano delicatamente il busto, lasciando spazio a un orlo fluido. Intricate applicazioni in pizzo creano un motivo a forma di nuvole cariche di pioggia, simbolo dell'oscurità nell'aria nei giorni di isolamento. Il look successivo è pensato per essere indossato solo in casa, é in ciniglia grigio scuro ed è ispirato dalla vestaglia da uomo, ma ha caratteristiche interessanti come i polsini e collo ampi in raso trapuntato e bordo a treccia. Un fiocco elaborato lo definisce come una creazione in pieno stile Viktor&Rolf. Le maniche lunghe e morbide accentuano la gravitas del momento. Per l'apparizione finale in questa panoplia dell'oscurità ecco un maestoso cappotto in ecopelle. Ci sono molti motivi per cui essere arrabbiati e questo capo comunica la sensazione. Il volume sorprendente e il motivo a cono impressioneranno vogliono far sentire al sicuro. A proposito, la mascherina facciale ha ottenuto il successo mondiale diventando il nuovo accessorio intelligente della stagione. Nel secondo blocco la confusione si percepisce già dalla spalla della camicia da notte. Giocando con l'effetto vedo/non vedo, questo primo look è un abito monospalla in raso sintetico color rosa pallido, decorato maniacalmente con un motivo a pois di emoji contraddittorie, ognuna delle quali simboleggia uno stato d'animo. Un vortice di emozioni è realizzato con inserti di pizzo giallo e delicato raso. La morbidezza pelosa del cappotto accappatoio è giustapposta all'asimmetria nervosa del suo design. Le fasce diagonali attraversano corpo e impigliano una delle braccia. Una sequenza di fiocchi tenta di attenuare l'effetto di soffocamento enfatizzato dalla combinazione di colori svogliati come rosa pallido e giallo canarino. Un cappotto massimalista dal taglio asimmetrico realizzato in ecopelle rosa e gialla con accenni glitter completa questo mini guardaroba. Il suo generoso volume "garantisce" di rimanere nella tua zona sicura mentre ti avventuri nel mondo, creando distanza. La decorazione astratta di buchi e tunnel è allo stesso tempo inavvicinabile e attraente, l'effetto è enfatizzato dal mix cromatico di rosa e giallo. Gli ultimi tre look sono ispirati all'amore con la sua vorticosa abbondanza di cuori rossi, bianchi e neri. Le applicazioni di pizzo sono qui usate per ottenere l'effetto opposto: la malinconia diventa serenità. Il cambiamento è necessario. Se solo potessimo cambiarci facilmente come facciamo con i nostri abiti, chi non sceglierebbe l'amore? Perché l'amore vince su tutto, anche sul virus del razzismo. Lo splendido cappotto finale presenta il simbolo del cuore che mostra l'unità. Messaggio: "Tutti meritiamo di essere amati, indipendentemente da età, colore, genere, razza, religione o sessualità. Il distanziamento sociale non è mai stato così dolce in questo manteau bianco in ecopelle, decorato con dozzine di cuori scintillanti"

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L'alta moda di Valentino a Parigi è un video in attesa della sfilata di Roma

Chiude la settimana digital la visione di grazia e luce di Piccioli. Ill 21 luglio evento a Cinecittà

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Una figura femminile dalle forme quasi liquide, inconsistenti, danza sulle note di una musica dai suoni ultraterreni, librandosi nell'aria e volteggiando nel suo abito-bozzolo, diafano e trasparente: è il video teaser di Nick Knight realizzato per Valentino, trasmesso sulla piattaforma digitale della Fédération de la Haute Couture et de la Mode, nell'ambito della prima Digital Fashion Week parigina che termina oggi, anticipazione della sfilata di Valentino haute couture che si terrà a Roma, a Cinecittà il 21 luglio prossimo.
"La nostra fonte d' ispirazione è stata Loie Fuller- rivela Knight - incredibile pioniera della danza moderna, che ha influenzato il movimento Art Noveau, che a sua volta si riflette nella libertà, eleganza e grazia di questa collezione di Pierpaolo per Valentino. Pierpaolo ed io volevamo creare un Rinascimento della moda, totalmente liberi di parlare un linguaggio basato sulla bellezza e la fantasia". Il breve seppur intenso filmato ha rappresentato per Valentino, un'anticipazione della collezione Haute Couture FW 20-21 e della Live Perfomance che si terrà, come già scritto dall'ANSA, a Cinecittà, il prossimo 21 luglio, a porte chiuse e in presenza di un pubblico ristretto. Una scelta che dimostra- sottolinea l'ufficio stampa della maison - "quanto la Valentino e Pierpaolo Piccioli abbiano a cuore il benessere delle sarte e di tutti i team. La presentazione della collezione Haute Couture FW 20-21 è stata infatti posticipata al prossimo 21 luglio, perché l'attività degli Atelier ha subito rallentamenti. Inoltre, il pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza e le restrizioni Covid, hanno impedito che più di una sarta potesse lavorare contemporaneamente allo stesso abito. Pierpaolo Piccioli ha quindi voluto dare al suo team tutto il tempo necessario per lavorare in sicurezza, con la stessa qualità con cui opera abitualmente. L'essere umano è al centro di questo progetto. Un dialogo in cui il tocco umano e quello digitale confluiscono senza volersi sovrapporre".
Per il Direttore Creativo Pierpaolo Piccioli "nessun effetto digitale infatti, può sostituire l'humanita
s. Il risultato vuole essere l'espressione dei valori propri della couture: creatività, immaginazione ed emozione". Un momento di Grace, come titola il video, è una visione di Piccioli attraverso i suoi abiti, nell'armonia nei movimenti attraverso gli abiti elevati da Nick Knight. Nato da un'idea a cui Piccioli aveva già pensato prima della pandemia, "il progetto vuole unire l'aspetto umano a quello digitale creando un legame, eredità del periodo di rinascita che stiamo vivendo, i cui limiti possono essere trascesi attraverso grazia e leggerezza". "Una creazione Couture prende vita solo attraverso il movimento, la luce, i colori e la musica, ma soprattutto attraverso l'essere umano che si trova in essa, avvolto, accolto dal tessuto. Che danza e che sogna. La Couture è viva, e così il sogno" sostiene Pierpaolo Piccioli. Il video è stato realizzato a Londra. Nick Knight Obe è uno dei creatori d' immagini più visionari, innovativi e creativi al mondo. Lavorando principalmente nel campo della moda, le sue pluripremiate immagini hanno contribuito a sfidare le nozioni convenzionali di bellezza e identità. Per sostenere il fashion film e sviluppare un forum per esplorare le tecnologie sperimentali, nel 2000 ha lanciato quello che sarebbe diventato il pluripremiato sito web Showstudio.com. La musica ha avuto un ruolo fondamentale nel video. Le note dell'artista Fka Twigs scelte personalmente da lei, sono diventate la colonna sonora del progetto. Fka Twigs è una voce contemporanea, non definita da un momento storico specifico. Artista che si slega dal tempo, per poter creare un legame con il sogno di questa Couture.

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Johnny Depp da accusatore ad accusato in processo contro il Sun

Attore nega violenze su Heard. Ma è shock su cannabis a figlia

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Da accusatore ad accusato: avvocati della difesa al contrattacco contro Johnny Depp nella seconda giornata di deposizione di fronte all'Alta Corte di Londra nell'ambito del processo per diffamazione intentato dall'attore di Hollywood contro il britannico Sun che lo aveva additato per i denunciati maltrattamenti all'ex moglie Amber Heard. Pressato dai legali del tabloid, decisi a metterlo in cattiva luce come una persona in passato fuori controllo se non violenta, Depp non ha rinnegato la sua storia di abusi di alcol e droghe, ma ha insistito a negare categoricamente di aver mai colpito la donna. L'attore aveva querelato a suo tempo il giornale di Rupert Murdoch per un articolo, pubblicato nell'aprile 2018, nel quale veniva bollato come un "picchiatore coniugale" dopo che la stessa Heard l'aveva accusato di almeno 14 episodi di violenza domestica. Il primo dei quali - secondo la testimonianza dell'attrice e modella - risalente all'inizio del 2013, dopo una sua banale battuta ironica su un tatuaggio dell'allora partner dedicato all'ex fiamma Winona Ryder (che tuttora lo difende al pari di una seconda compagna del passato, Vanessa Paradis da cui ha avuto due figli). La star statunitense, presente in aula per il secondo giorno consecutivo, è stato incalzato dalle domande di un avvocato della difesa, Sasha Wass, la quale ha provato a far leva sugli eccessi di Depp o persino sulla sua amicizia con personaggi dallo stile di vita estremo come Keith Richards, lo scrittore Hunter Thompson o Elton John. Durante l'udienza è stato poi mostrato un video, girato di nascosto dalla Heard, nel quale l'attore - in evidente stato d'ebbrezza - rompeva un armadietto della sua cucina prima di versarsi un bicchiere di vino rosso di mattina. Johnny Dopp ha ammesso con franchezza di aver vissuto fasi di dipendenza da alcolici e stupefacenti, ma ha definito ancora una volta "bugie" tutte i riferimenti a suo presunti schiaffi o violenze contro l'ex moglie, continuando ad affermare che il linguaggio violento di alcuni messaggi sarebbe stato "solo" una reazione verbale d'ira alle aggressioni fisiche subite a suo dire proprio dalla Heard. Non sono mancati del resto momenti sconcertanti nel botta e risposta con l'avvocato del Sun: come quando Depp ha riconosciuto di aver lasciato fumare cannabis a sua figlia Lily-Rose quando aveva solo 13 anni. "Volevo che si fidasse di me - ha risposto in tono di sfida alle contestazioni al riguardo-, così quando mi ha detto che era pronta ho voluto provasse fumo di qualità e non qualcosa di scadente".

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Intellettuali liberal Usa contro il clima d'intolleranza di destra e di sinistra

Atwood, Rowling, Chomsky, Rushdie firmano lettera aperta

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Fatal Shooting at Occupied Protest in Seattle (ANSA) Fatal Shooting at Occupied Protest in Seattle

No a tutte le nuove intolleranze, da destra e da sinistra: oltre 150 intellettuali di area liberal - icone come Margaret Atwood, Noam Chomsky, Salman Rushdie e J.K. Rowling - hanno diffuso sulla rivista Harper's una lettera aperta in cui denunciano "nuove forme di censura" negli ambienti progressisti che stanno creando "un clima intollerante all'interno della società". Nella lettera, la cui gestazione e' cominciata un mese fa su iniziativa dello scrittore nero Thomas Chatterton Williams, i firmatari prendono atto della resa dei conti in atto negli Usa sui temi del razzismo, ma affermano anche che "le nostre norme di dibattito aperto e tolleranza stanno scomparendo a favore dell'uniformità ideologica". La lettera ha portato in superficie un dibattito in corso nelle redazioni dei giornali, le università, case editrici e musei sul costo che il "free speech" rischia di pagare a fronte dei necessari radicali passi avanti sul fronte dell'inclusione. "Inizialmente eravamo preoccupati per la tempistica", ha spiegato Williams al New York Times: "Il dibattito su questi temi ci stava a cuore da tempo ma non volevamo che la lettera venisse considerata una reazione alle proteste contro gli abusi della polizia". Secondo i firmatari, che includono anche giornalisti come Fareed Zakaria, il musicista jazz Wynton Marsalis, lo scrittore Jeffrey Eugenides, la femminista Gloria Steinem e il coreografo Bill T. Jones, "il libero scambio di idee e di informazioni, linfa vitale di una società liberale, sta quotidianamente diventando più limitato. Ce lo aspettavamo dalla destra radicale, ma la censura si sta diffondendo sempre di più nella nostra cultura: una intolleranza delle opinioni divergenti, una moda per l'ostracismo pubblico e la tendenza a dissolvere complessi temi politici in una accecante certezza morale". La lettera ha provocato polemiche sui social. Un detrattore ha contestato ai firmatari di essere dei privilegiati e di avere "piattaforme più vaste e più risorse della maggioranza degli esseri umani". Altri hanno attirato l'attenzione sulla firma della Rowling, che di recente e' finita alla gogna per frasi infelici sui transgender. Almeno due firmatari hanno fatto marcia indietro dopo la pubblicazione. Altri sono rimasti sulle proprie posizioni: Richard Thompson Ford, un giurista di Stanford, ha difeso il documento come "importante e necessario". Ford, che e; nero, ha detto di aver visto "troppi casi di feroci rimozioni per opinioni difendibili seppure non ortodosse o per minori violazioni dell'etichetta politica. Non capita solo tra i conservatori alla Trump, ma anche in mezzo ai progressisti"

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Tutti insieme i brand design di lusso made in Italy

Lifestyle Design (già Poltrona Frau) con Haworth acquistano Luxury Living Group

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi Luxury Living Group (ANSA) Luxury Living Group

Lifestyle Design (già Poltrona Frau Group) insieme a Haworth hanno completato l'acquisizione di Luxury Living Group, storica azienda italiana dell'arredo alto di gamma su licenza. L'acquisizione avverrà attraverso Haworth Italy Holding, filiale Italiana della capogruppo Haworth, e opererà nella divisione lifestyle design, aggiungendosi ai marchi Cappellini, Cassina, Ceccotti, DZine, Karakter, Janus et Cie, Luminaire e Poltrona Frau.
Luxury Living Group, fondata da Alberto Vignatelli, la cui moglie, Olga Shvilli Vignatelli, resterà vicepresidente, progetta, produce e distribuisce da oltre 30 anni arredi di alta gamma Made in Italy per alcuni dei più importanti brand internazionali del lusso: Fendi Casa, Bentley Home, Trussardi Casa, Bugatti Home oltre al marchio stesso Luxury Living. Con un giro d'affari di 90 milioni di euro e circa 250 impiegati opera principalmente attraverso una rete di 80 rivenditori nel mondo insieme a 7 prestigiosi negozi di proprietà: Milano (2), Forlì, Parigi, New York, Los Angeles, Miami. Il gruppo prevede inoltre la prossima riapertura di Londra e lo sbarco a Shanghai e San Francisco nel 2021.

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Mahmood per Rajel, webseries su ragazzi di seconda generazione

"Parliamo di amore, diversità, uguaglianza". Dal 9/7 su youtube

Lifestyle Teen
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Si parla di "nuova generazione, amore, cultura diversità, uguaglianza, inclusione, pregiudizio, razzismo, radici, identità. Parliamo di Rajel, una nuova serie per andare oltre le differenze". Così Mahmood, da 'ambassador' del progetto, introduce nel promo la webseries in quattro episodi (ne uscirà uno a settimana) al debutto dal 9 luglio su You tube, dedicata proprio ai ragazzi di seconda generazione. La serie, diretta da Andrea Brunetti è nata da Oltre - 'Oltre l'orizzonte, Contro-narrazioni dai margini al centro', progetto italiano realizzato da un partenariato guidato dall'Università di Roma Tor Vergata e composto con Università "La Sapienza" di Roma e le Università degli Studi di Cagliari e di Palermo, insieme a varie associazioni e con il sostegno della Commissione Europea, Direzione Generale Migrazioni e Affari Interni. L'obiettivo è sostenere i giovani di nuova generazione attraverso una narrazione positiva con esempi di inclusione, promuovendo anche percorsi di prevenzione della radicalizzazione.
    La serie unisce attori professionisti e non. Protagonisti, Ramzi Lafrindi, nato in Marocco, arrivato in Italia a sette anni, e già conosciuto come stand-up comedian che ironizza sui pregiudizi razziali, e Dounia Filali, classe 1997, italiana di seconda generazione, nata a Castiglione delle Stiviere (Mn).
    Ognuno dei quattro episodi è accompagnato da una clip di Mahmood che riflette sui temi della puntata o racconta proprie esperienze. Nella colonna sonora non c'è musica del vincitore di Sanremo 2019, ma figura "Tutto il mondo è paese" di Maruego, cantante trapper milanese di origini marocchine.
    La trama di Rajel (è la parola araba per dire 'uomo'), che ha un tono di dramedy, ruota intorno al personaggio di Raf (Lafrindi), giovane musulmano di seconda generazione, testardo e ribelle che si ritrova 'costretto' ad entrare nel cast di una serie . Rajel "vuole parlare di una componente della società - spiega il regista - che un po' per colpa dei pregiudizi, un po' per politici idioti, viene spesso malintesa o stereotipata".
    (ANSA).
   

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Couture in video per la principessa punk di Chanel

Viard, direttrice creativa, firma 30 capi pensando a Lagerfeld

Lifestyle Moda
Chiudi Chanel Haute Couture F/W 2020/21 foto di MiKael Jansson (ANSA) Chanel Haute Couture F/W 2020/21 foto di MiKael Jansson

    Presentazione in video anche per la haute couture di Chanel che nell'ambito della Digital Paris Haute Couture Week (6-8 luglio), ha mostrato online 5 delle sue 30 nuove opere di alta sartoria, ispirate ad una "ragazza", anticonformista, dal cuore punk, che ancora ha voglia di divertirsi nei locali, anche in tempi di Coronavirus. Immagini e corto che dura il tempo di una canzone, sono stati realizzati da Mikael Jansson.

   "Stavo pensando a una principessa punk che esce da Le Palace - un celebre locale di Montmartre ndr - all'alba" rivela Virginie Viard, direttrice creativa della maison. Una tipa che secondo la stilista che ha ereditato il timone della griffe dopo la scomparsa di Karl Lagerfeld, si mostra alle ore piccole uscendo dai locali, "Con un abito in taffetà, capelli grandi, piume e molti gioielli". "Questa collezione - prosegue Virginie - è più ispirata a Karl Lagerfeld che a Gabrielle Chanel. Karl sarebbe andato a Le Palace, avrebbe accompagnato queste donne molto sofisticate e molto vestite, che erano anche molto eccentriche". Mentre la collezione Haute Couture Primavera-Estate 2020 è stata chiaramente influenzata dalla semplicità e dal rigore dell'abbazia di Aubazine, dove Gabrielle Chanel era stata collocata come una bambina, i trenta look della collezione Haute Couture Autunno-Inverno 2020/21 sono contrassegnati da un desiderio di opulenza che si traduce in ricami floreali e gioielli luccicanti. Alcuni sono abbinati a parure delle collezioni di Alta Gioielleria Chanel.

    "Mi piace lavorare in questo modo, andando nella direzione opposta a quella che ho fatto l'ultima volta. Volevo complessità, raffinatezza. Tutti i partner per i ricami di Chanel, inclusi i laboratori di Métiers d'art Lesage e Montex, nonché Lemarié e Goossens, hanno contribuito ad arricchire i preziosi tweed con fantasie floreali di paillettes, cristalli Swarovski, pietre e perline". Una treccia a forma di diamante adorna i tailleur pantaloni nero inchiostro. Abiti corti con vita attillata e gonne a corolla sono leggeri e fruscianti nel raso di seta, e si affiancano ad abiti lunghi dal fascino molto Grand Siècle o ispirati a nobili eroine femminili che fuggono dai tableaux del XIX secolo.

    "È vero che ho pensato ai dipinti, ma erano più dipinti tedeschi", afferma Virginie Viard. Insomma, "Avevo davvero in mente il mondo di Karl". Le tonalità del nero e del grigio antracite sono illuminate da lampi di rosa lampone. I lacci dipinti arricchiscono le giacche bolero assieme ai tweed percorsi da nastro striato d'argento. Una giacca è ricamata in vita interamente a punto smock e viene indossata su stivaletti affusolati in pelle scamosciata nera, segno estremo di un romanticismo ultra-rock. "Per me conclude Viard - l'Haute Couture è romantica per la sua stessa essenza. C'è così tanto amore in ognuno di questi modelli".

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Johnny Depp vs Sun in tribunale, mai picchiato Amber Heard

Nel vivo causa attore Usa per diffamazione contro tabloid Gb

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E' entrato stamattina 7 luglio nel vivo, di fronte all'Alta Corte di Londra, il processo per diffamazione intentato da Johnny Depp contro il tabloid britannico Sun, che lo aveva definito un "picchiatore di mogli". In tribunale, oltre al divo americano di Hollywood, assistito dai suoi avvocati, si è presentata l'ex consorte coinvolta nel caso, l'attrice Amber Heard, in compagnia della sorella. Depp ha denunciato il colosso editoriale News Group Newspapers di Rupert Murdoch, che possiede il tabloid, e il direttore del Sun per un articolo dell'aprile 2018 nel quale gli si rinfacciavano maltrattamenti coniugali.
    A presunta conferma della veridicità delle accuse, il tabloid aveva poi pubblicato messaggi dai toni violenti nei quali l'attore parlava di "ammazzare e bruciare" l'ex moglie.
    Il protagonista della saga Il pirata dei Caraibi, apparso in tribunale vestito di nero, con occhiali da sole e il volto coperto da una mascherina, ha sempre negato ogni colpa, dicendo d'essere stato al contrario vittima di aggressioni fisiche da parte di Amber e che le sue erano solo parole, mosse dall'ira.
    Nei prossimi giorni sono previste testimonianze in video anche di altre sue ex compagne come la cantante francese Vanessa Paradis e l'attrice Winona Ryder, che difendono Depp. La causa s'era aperta con un'udienza preliminare a febbraio, salvo interrompersi subito in seguito al coronavirus e al lockdown. La sentenza è attesa per fine luglio e potrebbe condizionare anche quella in corso negli Stati Uniti tra i due ex coniugi. .
    (ANSA).
   

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Sfila online anche la couture di Maurizio Galante

Nel video A primise, l'iconica modella Amalia Viairelli

Lifestyle Moda
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Sfilata in diretta streaming su varie piattaforme social, nell'ambito della fashion week parigina il 6 luglio, anche per la nuova collezione del geniale stilista italiano Maurizio Galante, che, dopo aver mostrato le sue capacità di couturier raffinato, ha scelto di vivere e lavorare a Parigi da oltre 20 anni. Intitolata A Promise, la collezione di alta moda di Maurizio Galante rende omaggio a quei preziosi momenti di anticipazione che precedono un incontro o un evento speciale. Momenti in cui tutto sembra possibile, con un potenziale illimitato, quando immaginiamo con gioia ciò che sta per accadere. Questi magici momenti di preparazione sono caratterizzati da una qualità particolare; il tempo passa lentamente, con calma.
    L'iconica modella Amalia Viairelli, una donna senza tempo ma contemporanea e sofisticata (si consideri che Galante è stato il sarto preferito di una grande attrice e donna elegantissima come Valentina Cortese), ravviva questa collezione con gesti felini e pause. La modella scende un' interminabile scala di marmo con una serie di outfit, a cui dona vita, trasmettendo il piacere e la delicatezza di istanti preziosi. Come in una poesia di Marina Tsvétaïeva, in cui le emozioni sono legate una ad una, come perle di una fantastica collana, i capi appaiono uno dopo l'altro. Gli abiti sono un trionfo di lavorazioni plissè e nei drappeggi, di cui Galante è maestro, tanto da essere spesso accostato a Roberto Capucci, nei colori viola, lilla, inchiostro e nero (ANSA).
   

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Alto Gradimento, 50 anni fa debutto del programma radio cult

Arbore, fu grande rinnovamento negli anni dominati dalla tv

Lifestyle Tempo Libero
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Il 7 luglio del 1970, giusto 50 anni fa, debuttava in radio Alto Gradimento, la trasmissione cult amata da tutti gli italiani. Era un programma nuovo diverso dai precedenti: chiacchiere in libertà, non sense, parodie, canzoni e personaggi paradossali e comici. Si respirava un'atmosfera di grande allegria e libertà. Così Renzo Arbore la ricorda oggi: "Io e Gianni Boncompagni, insieme a Mario Marenco e Giorgio Bracardi, abbiamo rinnovato una radiofonia che in quel periodo sembrava destinata a essere prevaricata dalla tv".
    "A maggio di 50 anni fa salutammo per sempre Bandiera gialla, programma con cui dimostrammo che la radio poteva continuare a essere la beniamina dei giovani. Ma con Alto Gradimento - sottolinea - l'operazione di rinnovamento fu ancora più importante perché fece capire che la radiofonia era e restava il media più veloce, versatile e virale". (ANSA).
   

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Borse da uomo: è il momento della pochette, la busta morbida

Dalle passerelle all'urban street style. E la miniborsa è in ascesa

Lifestyle Moda
Chiudi Fashion: Men's Fall/Winter 2019/20 collections; Versace (ANSA) Fashion: Men's Fall/Winter 2019/20 collections; Versace

Lo zaino dietro le spalle è un classico di sempre, il più amato e diffuso. Negli anni Settanta c'era la borsa di tolfa di cuoio cucito a mano portata di traverso (retaggio dei butteri maremmani) e rimasta nella memoria con una connotazione politicizzata da anni di piombo, negli stessi anni più o meno c'era il mitico borsello immancabile al braccio di ogni maschio dell'epoca, poi il passaggio sportivo mai davvero chic del marsupio e successivamente la giovanile messanger (la tracolla), l'informale tote bag (la semplice sacca di tela o pelle), la cartella da lavoro tipica dei professionisti: parliamo della borsa indossata dagli uomini, zaino a parte, o la ami o la odi. 
E' comoda per definizione, detta uno status dell'immagine e dell'estetica e gli stilisti da anni esercitano la loro creatività per riportarla definitivamente in auge.
Le passerelle è noto vanno sempre in anticipo sul costume così quello che sembrava un eccentrico accessorio due - tre anni fa ora si sta imponendo: la pochette detta anche borsetto o pouch e si comincia a vedere anche la miniborsa con una connotazione che da donna è diventata unisex.  
Parliamo della pochette, l' l'ultima moda: una busta capiente, non rigida, senza manici corti nè lunghi, al limite solo con un minimo cappio, da portare stretta in una mano, più simile ad un beauty case morbido, ad una trousse che ad una borsa portadocumenti vecchia maniera La portano soprattutto i giovani, quelli che seguono le tendenze delle passerelle ma ha superato la stretta, si fa per dire, cerchia dei modaioli patiti del fashion per arrivare nello streetstyle. Così se alle sfilate di Pitti era nelle mani di tutti oggi la pochette si vede tra i giovani al bar per l'aperitivo, Versace, Prada, Gucci, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Burberry, Supreme tra i tanti brand. Più estrema la miniborsa: va di moda trapuntata in pelle, tipo Chanel.
Sarà una moda duratura? Chissà. Di sicuro ora c'è un picco di vendite. Gli analisti di Lyst, piattaforma globale di ricerche di moda, hanno registrato un aumento di ricerche per borse maschili (+12%) a livello globale nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Nonostante la crisi sanitaria, le ricerche non si sono arrestate e hanno subito un radicale cambio. Così nel 2015 il modello più cercato era il backpack ossia lo zaino, nel 2016 la pochette clutch, nel 2017 il marsupio (beltbag), nel 2018 lo zaino capiente (da sopravvivenza), nel 2019 lo sportivo crossbody ascellare, nel 2020 almeno stando alle ricerche nel mondo il modello top è la borsa piccola vintage unisex: + 346%. La spesa media per ordine per la categoria di borse da uomo era di 500 dollari nel 2015 e 2016. Le borse erano maggiormente di luxury brand o marchi di nicchia con loghi, texture e colori riconoscibili. Dal 2017, la spesa media è scesa con l'arrivo dello streetwear e la crescita delle vendite per brand più mass market. Dalla fine del 2019, la spesa media mostra segni di crescita in quanto gli utenti della piattaforma stanno ricercando maggiormente borse vintage di brand iconici. Oer questa categoria anche se ci sono molte differenze tra Nord e Sud Italia. Il Nord preferisce brand più sostenibili e streetwear mentre il Sud ricerca maggiormente brand storici del lusso con pattern scuri e loghi più evidenti. Il Sud Italia spende in media maggiormente per la categoria borse maschili rispetto al Nord.

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Epilogue di Gucci chiude la Milano Digital Fashion Week

Il 17 luglio in diretta digitale su varie piattaforme

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S'intitola Epilogue, Epilogo, la collezione Gucci che il direttore creativo Alessandro Michele presenterà nel corso di una speciale diretta streaming venerdì 17 luglio, ultimo giorno della prima edizione della Milan Digital Fashion Week, su varie piattaforme digitali in tutto il mondo. Il video andrà in onda alle 14.00, durante la diretta streaming di 12 ore che inizierà alle ore 8:00.
    Alessandro Michele ha voluto scrivere un epilogo a conclusione dell'arco narrativo iniziato con la sua ultima sfilata, "An Unrepeatable Ritual" (Un Rito Che Non Ammette Repliche), il capitolo iniziale che celebrava la magia della moda svelando ciò che si cela dietro le quinte di un'amata liturgia. Il 17 luglio presenterà l'atto finale di questo percorso, un'ulteriore gioiosa sperimentazione volta a ribaltare le regole e le prospettive tradizionali della moda.
    Interpretata dal team dell'ufficio stile, Epilogue sarà presentata come una collezione unificata, gettando i semi di quello che sarà il futuro a breve e brevissimo termine. L'evento completo, inclusi la diretta streaming di 12 ore e l'esclusivo video narrativo, sarà trasmesso a partire dalle 8.00 su Gucci.com, YouTube, Twitter, Weibo e la Gucci App, e dalle 12:00 sull'account Facebook di Gucci. 

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Couture da fiaba, sfila Dior ma è un film di Garrone

Surrealismo e magia nell'alta moda di Chiuri

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In tempi dominati dalla paura del contagio, la presentazione della nuova collezione di haute couture da Christian Dior, non è una sfilata ma diventa un film-fiaba, intitolato Le Mythe Dior, diretto da Matteo Garrone, emblematico regista italiano che ha firmato Pinocchio. Il film è online sul sito della maison. Ambientato tra boschi incantati, laghi abitati da sirene albine, fauni e statue femminili che si animano come per magia, appena vengono mostrati loro i piccoli capolavori di abiti di alta moda che le mani operose delle sarte di Dior hanno confezionato in miniatura, facendoli arrivare alle muse e ninfee del bosco fatato, in un baule che evoca la sede storica dell'atelier in Avenue Montaigne, portato a spalla da due giovani in divisa da addetti ai bagagli da grande albergo. Inutile dire che ognuna di queste figure femminili fiabesche sceglie di indossare un abito-capolavoro, tutti in tessuti lavorati con mille plessè, drappeggi, fitti ricami, assemblati in complesse costruzioni che miracolosamente svolazzano nel segno della leggerezza. "Le immagini surrealiste riescono a rendere visibile quello che di per sé è invisibile. Sono incuriosita dal mistero e dal magico, che offrono anche un modo per esorcizzare la morte e l'incertezza del futuro" confida Maria Grazia Chiuri parlando della sua collezione haute couture autunno-inverno 2020-2021. La collezione Cruise invece sfilerà live a Lecce il 22 luglio.
La direttrice artistica delle collezioni donna di Dior ritorna, in quel periodo bloccato, appena passato, e di cui viviamo ancora le risonanze, a guardare il surrealismo. Lo fa attraverso il lavoro di Lee Miller, Leonora Carrington, Dora Maar, Jacqueline Lamba, Dorothea Tanning. Artiste capaci di superare il ruolo di musa a cui la loro bellezza le aveva confinate inizialmente, e di mettere in scena con la loro vita e la loro opera una femminilità altra. Un omaggio al Théâtre de la mode, un evento unico del 1945 promosso in Francia. Un viaggio immaginato da Maria Grazia Chiuri tradotto in 37 abiti. Racchiusa in un baule, la collezione haute couture in miniatura intraprende il suo viaggio nel mondo. Evocazione del viaggio tracciato nella mappa di Monsieur Dior, ed eco di quel Théâtre de la Mode, mostra itinerante tra Europa e America delle creazioni dei sarti francesi che nell'immediato dopoguerra aveva viaggiato per il mondo. Gli atelier Dior hanno compiuto l'impresa. Dall'alta moda giorno, con i suoi tailleur in tessuto maschile in cui la modellistica perfetta che riduce al minimo i tagli diventa ulteriore sfida nel virtuosismo di una creazione perfettamente in scala. Le superfici di alcuni abiti degradano nei rossi spettacolari delle barriere coralline, s' increspano nei bagliori opachi delle onde del mare. I colori delle tele di Leonora Carrington, in cui la sospensione metafisica dei suoi immaginari si accende di colori pieni e lucenti. Il corpo femminile dei surrealisti evoca anche il manichino interpretato in miniatura, che diventa oggetto poetico al centro del mondo del progetto della couture. L'artista Cindy Sherman ha fatto suo questo oggetto quasi magico in uno dei primi lavori video, che oscilla fra le atmosfere della storia della moda e le possibilità di una nuova rappresentazione. Il mantello riesce a essere imponente nelle stratificazioni plissettate. Luminescenze che accendono i grigi e i gialli dorati, e li rendono guizzanti e indescrivibili. La plissettatura a mano che fascia questi piccoli corpi restituendo la ricchezza del gesto creativo che definisce la couture. Fino alla sorpresa finale: l'abito da sposa, come imponeva una delle regole, disattesa da tempo, della couture.

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Tra robot e moda slow, come il Covid cambia i business model

Banca Ifis, svolta nel lockdown per il 76% delle Pmi top

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Robot collaborativi nelle industrie meccaniche per produrre nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Smart work di massa. Meno moda usa-e-getta e collezioni stagionali, più capi iconici e tessuti riciclati.
    Eventi in streaming, digital showroom e un nuovo rapporto con la clientela. L'emergenza Covid ha cambiato il modello di business di moltissime imprese. Il Market watch di Banca Ifis ha rilevato che hanno intrapreso questa svolta, durante il lockdown, il 76% delle Pmi "top", che già prima della crisi avevano risultati da due a tre volte sopra la media in termini di ritorno sul capitale (ROE) e una posizione finanziaria solida.
    Lo studio, parte del progetto fattore I, mostra come circa l'82% delle Pmi più forti abbia continuato a investire in 4.0, a partire dalla realtà virtuale e dall'e-commerce, fino alla disintermediazione del rapporto con i clienti, l'accorciamento della filiera e nuovi servizi per la gestione a distanza.
    Questa accelerazione della trasformazione digitale ha riguardato sia i settori che si sono rafforzati nell'emergenza (come tecnologia, chimico-farmaceutico e logistica-trasporti), ma anche i settori del Made in Italy classico, più colpiti dall'impatto della crisi, come il sistema casa, le costruzioni e l'automotive. Solo le imprese del settore Moda, alle prese con la crisi del modello fast fashion, hanno registrato un rallentamento degli investimenti 4.0, in questa fase.
    Lo studio, realizzato tra febbraio e maggio 2020, è basato sul web listening di quasi 780 mila conversazioni dio 460 mila autori unici intercettati sul web e su 37 interviste su un campione significativo di Pmi "top". 
   

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Ennio Morricone diceva: 'aspiro alla musica assoluta'

Il maestro: "ridurre tutto a orecchiabilità porta alla depressione"

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Chiudi Ennio Morricone, addio maestro (ANSA) Ennio Morricone, addio maestro

"I film nei quali sono riuscito ad applicare la musica delle mie aspirazioni rappresentano appena il 5 per cento dei film che ho fatto": aveva detto Ennio Morricone nella lectio magistralis a Brera. Era stato accolto come una rockstar, come capitava da tanti anni al maestro scomparso il 6 luglio quasi a sfidare la sua proverbiale riservatezza. Studiando al Conservatorio di Santa Cecilia "non immaginavo che sarei giunto a comporre musica per il cinema. Avevo allora, e ho ancora oggi, altre aspirazioni. Non che io disprezzi ciò che ho fatto e faccio per il cinema, ma non è certamente la soddisfazione spirituale che ritengo sia stata appagata, almeno in parte" aveva ripetuto.
    La musica per Morricone è quella in una sala di concerto, "dove la musica si ascolta per sé stessa e non è supporto complementare dell'immagine. Purtroppo sempre più raro, e non solo per me, riuscire a difendere dignitosamente la propria personalità e le proprie naturali esigenze creative. Ridurre tutta, o quasi tutta, la musica del cinema a un tema 'orecchiabile' significa condurre il compositore a uno stato di depressione che a lungo andare può annullarlo", aveva confessato rivendicando di aver trovato negli anni 'uno stile'.
    Aveva amore per la musica assoluta Morricone, non a caso l'autobiografia l'aveva intitolata "Inseguendo quel suono" e invocando la libertà di fare scelte forti, non popolari aveva più volte aveva ammonito le istituzioni: "Gravissimo che lo Stato italiano non aiuti la musica e i compositori". Per tutta la vita gli era rimasto nell'orecchio il rimprovero del suo maestro di Conservatorio, Goffredo Petrassi, che gli aveva rimarcato di "aver messo da parte la musica alta" per lavorare in tv e al cinema perché "con la musica assoluta si faceva la fame". "Non potrò mai dimenticare ciò che mi disse", ecco perché la sua meta, al di là degli enormi successi, dei premi dal Leone d'oro agli Oscar (con cui ebbe un rapporto travagliato, tante delusioni per le nomination andate a secco sin dai Giorni del cielo nel '78 e la rivincita con l'Oscar alla carriera nel 2006 quando ormai non ci credeva più) fu per tutta la vita "recuperare quel tempo perduto e "sperimentare nuove strade".
    "Se non scrivessi musica non saprei cosa fare" ha detto in varie occasioni, cercava "l'ispirazione casualmente". L'inizio del cinema fu con Sergio Leone, compagni di classe alle elementari, li univa la ricerca della perfezione, uno degli ultimi impegni con Quentin Tarantino: per 'The Hateful Height vinse nel 2015 il secondo Oscar: "Ennio è come Mozart" lo aveva appellato il regista americano che sull'onda della commozione ha scritto "Rip the legendary #enniomorricone" postando una foto di loro due insieme. Quella volta Morricone pensò quasi "ad una presa per i fondelli": "il giudizio su qualsiasi artista, e non parlo solo di compositori, puoi darlo davvero solo dopo la sua morte". (ANSA).
   

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Bambini sedentari, in 10 passi come fargli fare sport

False convinzioni e come combattere l'analfabetismo fisico

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Chiudi bambino sedentario foto iStock. (ANSA) bambino sedentario foto iStock.

I nostri bambini, teenagers inclusi, non si muovono più? ‘Tarati’ da madre natura per correre e saltare di continuo, oggi si scatenano meno di 60 minuti al giorno e hanno perso una buona dose di prontezza di riflessi, fibre muscolari, resistenza e forza che invece le vecchie generazioni possedevano alla loro età. “Siamo all’analfabetismo sportivo, che vuol dire che i bambini hanno perso confidenza, competenza e motivazioni nel fare attività fisica con interesse ed entusiasmo, i ragazzi moderni non hanno più l’argento vivo addosso” - si legge in un nuovo report pubblicato sul numero estivo del Journal of the american college of sports medicine.

In cosa si traduce l’analfabetismo fisico di cui soffrono i ragazzi oggi? Mancanza di fiducia, competenza e motivazione per impegnarsi in attività fisiche significative con interesse ed entusiasmo che restano nel corso della vita. Questo approccio negativo farà evitare confronti fisici non essenziali, anche semplici giochi di gruppo in occasione di feste, per evitare il fallimento e l’umiliazione. “Senza regolari opportunità di apprendimento e pratica in un ambiente progressivamente impegnativo, i giovani potrebbero saranno sempre meno disposti a giocare all'aperto con gli amici o far parte di una squadra sportiva locale, ad esempio. Non basta cominciare a farli muovere quei fatidici 60 minuti al giorno, che sono inoltre poco per loro, ed è improbabile che i giovani che sono fisicamente analfabeti acquisiranno le conoscenze, le capacità e la comprensione per partecipare a una varietà di attività sportive e sportive senza istruzione, orientamento e incoraggiamento da parte di genitori, insegnanti qualificati e comunità”, spiega l'analisi.

Gli ‘sdraiati’ dilagano e a nulla bastano perciò i rimproveri delle famiglie per scollare i ragazzi dagli schermi e accompagnarli in palestra, piscina o a calcio. Inascoltate le raccomandazioni dei medici e le campagne di sensibilizzazione in chiave salutistica intraprese a spot dalle istituzioni. Ci vuole un cambio di passo e i primi a farlo dovrebbero essere le famiglie, seguite a ruota dalle scuole e dalae comunità intera. La nuova chiave per risolvere la pandemia di analfabetismo fisico che contagia le nuove generazioni, sta nel guardare l’aspetto sociale e non più medico. E scrollarsi di dosso i luoghi comuni che ci fanno fare scelte sbagliate con i figli.

Guardiamo in casa: in quanti danno l’esempio? Guardiamo a scuola: come si svolge l’ora di ginnastica, quando si svolge? Guardiamo ai loro amici, coetanei, gruppi social: la sedentarietà dilaga. Guardiamo la comunità: quanto città e paesi lasciano giocare e muoversi liberamente e in sicurezza bambini e ragazzi nei cortili, nelle piazze e nelle strade? Gli autori del report ci invitano a darci da fare e ci ricordano anche le principali convinzioni (sbagliate) sullo sport per i bambini, con alcune indicazioni di massima:

False convinzioni sullo sport per i figli

"Mio figlio non fa sport ma i bambini hanno l’argento vivo addosso, non stanno mai fermi." SBAGLIATO. Si muovono meno di 60 minuti al giorno.
"Le capacità sportive calano invecchiando". SBAGLIATO, il principio valeva una volta. Oggi i giovani partono già con capacità fisiche limitate. Si stancano prima.
"I bambini nascono già dotati, basta dare loro un pallone e vedrai che calci" SBAGLIATO. Saltare, correre, fare scatti e capriole sono movimenti che oggi hanno bisogno di essere ‘appresi’ con la pratica e l’allenamento
"Gli sport di resistenza e gli sforzi intensi fanno male ai più piccoli", SI e NO. Gli sforzi intensi sono raccomandati in alcuni casi ma vanno affrontati con allenatori qualificati ed esperti.
"Vincere è la migliore motivazione a proseguire lo sport". SBAGLIATO oltre che diseducativo. Moltissimi ragazzi fanno attività per divertirsi, fare amicizia e imparare qualcosa di nuovo. Lasciateli perdere, non stressateli.
"E’ da piccoli che si decide lo sport preferito". SBAGLIATO. Far provare i figli fin ad piccoli tante specialità è una buona strategia per avere giovani atleti.
"Se i ragazzi si allenano due o tre volte la settimana, non hanno tempo per i giochi ‘attivi’ che non servono". SBAGLIATO. I giochi fisici stimolano l’immaginazione, la creatività, incoraggiano la socializzazione e fanno da base per le capacità fisiche.

Lo sport che fa bene ai giovani, 5 suggerimenti:

far provare ai figli tante specialità sportive, cambiare e ascoltare cosa vogliono provare. Tutti gli sport vanno bene.
favorire la loro creatività nelle attività di qualunque tipo. Solo dopo si può scoprire dove è il loro ‘talento’ , dove sono più portati
l’attività fisica deve divertirli e fargli fare nuovi amici, da frequentare anche fuori palestra
lo sport deve far loro nascere un senso di appartenenza
l’attività ha il beneficio di insegnare loro ad intraprendere con prontezza e sicurezza nuovi movimenti e abilità anche intellettive

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Dal barcone al gol a S.Siro, la favola di Musa Juwara

Nel 2016 la traversata della speranza da minore non accompagnato

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Chiudi Serie A ; Inter-Bologna: Musa Juwara (ANSA) Serie A ; Inter-Bologna: Musa Juwara

Il 10 giugno 2016, Musa Juwara viveva una giornata decisamente diversa rispetto a quella di oggi. Quattro anni fa, infatti, sbarcava in Sicilia, dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone, a 15 anni e senza genitori. Uno dei 25mila minori che, in quell'anno, sono arrivati nel nostro paese da soli. Nato nel 2001 e originario del Gambia, i genitori lo avevano fatto imbarcare su uno dei gommoni della disperazione, per cercare fortuna in Italia. Dopo lo sbarco a Messina, fu inviato in un centro di accoglienza a Ruoti, in provincia di Potenza: lì ha iniziato a dare i primi calci al pallone, con l'allenatore della Virtus Avigliano che lo prende talmente a cuore che se lo porta a casa, diventandone genitore affidatario insieme alla moglie. Nel 2017 un'altra svolta, perché si accorge di lui il Chievo, che lo aggrega alla squadra primavera. Il Toro lo prova in un torneo di Viareggio, in cui Juwara segna tre gol in tre partite, ma poi ritorna a Verona, dove esordisce in Serie A nel maggio 2019. A credere in lui la scorsa estate è invece il Bologna, con Mihajlovic che ne intravede le qualità e lo porta in prima squadra. Qualche spezzone di partita, mostrando tutte le sue doti tra tecnica e velocità anche contro la Juventus. Fino alla grande giornata di domenica 5 luglio a San Siro: nel giro di 25' segna il suo primo gol in Serie A, fa espellere Bastoni e dà il via alla rimonta del Bologna. ''Il gol è merito di Mihajlovic. Lo ringrazio perché mi ha fatto giocare contro l'Inter. Sono contentissimo per questa giornata, ho solo 18 anni e ho segnato a San Siro, la ricorderò tutta la vita'', le sue parole, emozionato, dopo la partita. Una domenica da ricordare per sempre, quattro anni dopo quella traversata piena di paura e di speranza. 

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Il rapper Kanye West si candida alla presidenza Usa

'Realizziamo la promessa dell'America fidandoci di Dio'

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Il rapper statunitense Kanye West si lancia nella corsa alla presidenza degli Usa. Lo fa con un messaggio sul suo profilo Twitter, che conta quasi 30 milioni di follower.
    "Ora - scrive il marito del personaggio televisivo Kim Kardashian - dobbiamo realizzare la promessa dell'America fidandoci di Dio, unificando la nostra visione e costruendo il nostro futuro. Corro per la presidenza degli Stati Uniti".
    La candidatura ha già ricevuto il sostegno, sempre su Twitter, dell'imprenditore Elon Musk: "Hai il mio pieno sostegno", scrive il patron di Tesla. (ANSA).
   

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Ambiente e giustizia sociale, le persone in tutto il mondo unite sulle questioni che contano

La ripresa coincide con desiderio di sostenibilità e cambiamenti reali

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Chiudi People. foto Shutterstock (ANSA) People. foto Shutterstock

In diversi paesi e in diverse culture le persone richiedono un mondo più giusto e più sostenibile per la ripresa post lockdown. Da un sondaggio condotto in sette paesi dalla società inglese A Bird's Eye View emergono differenze e aspettative comuni. Gli intervistati  di Italia, Francia, Inghilterra, Chile, Perù, Indonesia, Nigeria ritengono che la pandemia di Coronavirus possa essere un'opportunità per trasformare in meglio società, ambiente ed economia. Lo studio rivela il desiderio di un mondo più giusto e più sostenibile. Quasi tre quarti delle persone (71%) intervistate nei sette paesi credono che la "nuova normalità" cambierà definitivamente la società. Quasi nove su dieci (85%) ritengono che la crisi stia "accelerando" cambiamenti che sarebbero comunque dovuti avvenire. Solo il 25% prevede che la "vecchia normalità" ritorni. I risultati della ricerca di A Bird’s Eye View rivelano un sorprendente spirito di speranza in diverse culture, paesi, economie e società. Nonostante i timori di difficoltà finanziarie, c'è un forte senso di solidarietà, più di due persone su tre intervistate (72%) hanno dichiarato di sentirsi positive per il futuro. In tutti i paesi intervistati, più di nove su dieci hanno affermato che la ripresa dovrebbe tenere conto delle questioni ambientali e sociali, nonché economiche. 

Le persone in tutto il mondo unite sulle grandi questioni che contano

Il cambiamento sociale è una priorità assoluta, l'82% afferma che i problemi sociali sono cresciuti di importanza dopo la pandemia di Coronavirus. Più di due su cinque (43%) affermano che la disuguaglianza sociale conta per loro. Oltre la metà delle persone (52%) desidera un migliore accesso all'assistenza sanitaria, arrivando al 69% nei paesi in via di sviluppo.

Nei paesi sviluppati, l'equità è un problema critico. Quasi la metà (47%) desidera che il governo fornisca salari più equi e migliori condizioni di lavoro per insegnanti, operatori sanitari e altri ruoli nei settori essenziali. A livello globale, il 48% si rivolge alle grandi aziende per migliorare i salari e le condizioni di lavoro e il 37% chiede di migliorare la distribuzione della ricchezza nella società. L'economia rimane in cima all'agenda. Oltre la metà (56%) delle persone afferma di essere preoccupata per il rispetto degli impegni finanziari e il 54% teme la disoccupazione.

Nel mondo sviluppato, più di due persone su cinque (45%) desiderano che i governi sostengano la ripresa delle piccole e medie imprese. Un ulteriore 49% desidera investimenti in settori trasformativi come l'energia e l'economia a basse emissioni di carbonio. Nei paesi in via di sviluppo, dove molti lavoratori fanno parte dell'economia informale, la metà (53%) richiede alle aziende la creazione di posti di lavoro più sicuri e inclusivi. Si crede nel potere e nell'importanza della tecnologia, due terzi (65%) si aspettano che la tecnologia acceleri i cambiamenti nel modo in cui viviamo, lavoriamo e socializziamo. Nei paesi in via di sviluppo, dove mancano le infrastrutture, quasi la metà (48%) desidera che il governo migliori l'accesso alla tecnologia e fornisca servizi virtuali nazionali come la telemedicina e la scolarizzazione.

Le persone vogliono che il governo e la comunità lavorino insieme per guidare la ripresa

Un grosso onere di aspettativa è per i governi nazionali: in quasi tutti i paesi esaminati è il governo nazionale ad essere sotto osservazione, al di sopra del governo locale, le ONG, le organizzazioni internazionali, le imprese e le istituzioni finanziarie, che sono visti come critici per la ripresa post-pandemia.

Quattro persone su cinque (79%) ritengono che la comunità abbia un ruolo importante nel condurre il recupero post-Coronavirus. Due su cinque (43%) ritengono che la società diventerà meno individualista a causa del Coronavirus e oltre la metà (58%) afferma di dare maggior valore alla collaborazione con familiari, amici, comunità e colleghi. I leader politici e le istituzioni regionali hanno un ruolo significativo da svolgere, il 77% si aspetta che il governo locale assuma un ruolo guida nella ripresa.

L'ambiente è una priorità
Oltre i due terzi (69%) affermano che le questioni ambientali sono diventate più importanti dall'inizio della pandemia. Ben oltre la metà delle persone afferma che i cambiamenti climatici dell'inquinamento (62%) (59%) e la scarsità di risorse naturali (58%) sono problemi importanti che incidono sulla loro vita quotidiana. Quasi la metà delle persone (46%) si aspetta che la protezione dell'ambiente abbia una maggiore priorità mentre pianifichiamo la ripresa e ci sono forti aspettative da parte delle imprese a guidare il cambiamento, il 61% desidera che le imprese migliorino il loro impatto ambientale e sociale.

L'Italia chiede una rivoluzione verde

In Italia oltre i due terzi delle persone (69%) ritiene che le questioni ambientali siano diventate più importanti da quando il Coronavirus ha colpito, il 63% è interessato dai cambiamenti climatici, il 57% dall'inquinamento. Quasi la metà degli italiani (44%) desidera che il governo incentivi gli investimenti in settori trasformativi come l'energia e la tecnologia a basse emissioni di carbonio, e due su cinque (41%) ritengono che sia importante che il governo si concentri sulla ricostruzione delle infrastrutture nazionali per la ripresa e il futuro.

Gli italiani sono pronti ad apportare modifiche al proprio stile di vita per sostenere una ripresa verde, oltre la metà (56%) afferma che darà più priorità all'ambiente, una proporzione maggiore rispetto a qualsiasi paese intervistato.

Le differenze tra paesi evidenziate dallo studio mostrano che l'ampia domanda globale di cambiamento sociale, ambientale ed economico trova espressione diversa nelle diverse nazioni e culture.

L’Italia richiede una rivoluzione delle infrastrutture. Più di due terzi degli intervistati (69%) ritiene che le problematiche ambientali siano diventate più importanti dall’inizio del coronavirus, il 63% è preoccupato per i cambiamenti climatici e il 57% per l’inquinamento. Quasi metà degli italiani (44%) vuole che il governo investa in settori come l’energia e in tecnologie a basse emissioni di carbonio, il 56% afferma che in prima persona darà più importanza all’ambiente.

La Francia è leader mondiale nel porre l'ambiente al centro della sua ripresa. Quasi due terzi (61%) delle persone in Francia hanno invitato il governo a investire nell'economia a basse emissioni di carbonio e il 90% chiede alle imprese di agire sul proprio impatto ambientale e sociale.

Il Regno Unito vuole un accordo più equo per i lavoratori. Oltre la metà (52%) desidera che il governo migliori i salari e le condizioni di lavoro per insegnanti e operatori sanitari, il 60% desidera che le grandi imprese offrano salari e condizioni di lavoro più equi e il 70% desidera che migliorino il loro impatto ambientale e sociale.

Il Perù chiede grandi miglioramenti per l'assistenza sanitaria e l'istruzione, il 77% delle persone sostiene un miglioramento dell'assistenza sanitaria universale, quasi 1,5 volte la media globale. Un ulteriore investimento del 55% in infrastrutture sanitarie, più di qualsiasi altro paese. Il Perù è anche il paese che più probabilmente richiederà investimenti nell'istruzione (50%).

Il Cile richiede una soluzione alla disuguaglianza sociale. Quasi due terzi (60%) affermano che la disuguaglianza sociale è una questione prioritaria e desiderano che il governo nazionale e regionale e la comunità si riuniscano per affrontarlo. Oltre la metà (58%) ritiene che la società diventerà meno individualista e più orientata alla comunità. Oltre i due terzi si aspettano che le aziende offrano salari e condizioni di lavoro più equi e il 53% desidera che migliorino la distribuzione della ricchezza nella società.

L'Indonesia è focalizzata sul sostegno alla sua economia informale e desidera che i governi nazionali, regionali e locali lavorino insieme per trovare soluzioni. Quasi due terzi (60%) vogliono che il governo dia la priorità al supporto per le piccole e medie imprese e il 56% chiede al governo di costruire una rete di sicurezza sociale più forte. Ben oltre la metà (59%) degli indonesiani desidera che le aziende creino luoghi di lavoro più sicuri e inclusivi.

La Nigeria vuole una migliore assistenza sanitaria per tutti. Le persone sono preoccupate per la sicurezza della propria famiglia (63%), la minaccia di malattia (74%) e la parità di accesso all'assistenza sanitaria (54). Ben oltre i due terzi (71%) desiderano che il governo migliori l'offerta di assistenza sanitaria universale e il 53% richiede una migliore infrastruttura sanitaria.

 

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Anziano a chi? La soglia si alza 73 anni per gli uomini, 76 per le donne

Istat certifica in base all'aspettativa di vita, 65 anni ancora giovani e ad 80 tanti in ottima salute

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Nei "mitici anni '60" si diventava anziani al 65/o compleanno, ma oggi a questa età ci si sente e si è considerati ancora nel pieno del benessere psico-fisico, si può essere ancora inseriti nel mondo del lavoro o ci si può occupare attivamente dei propri interessi personali o familiari.
Nel 1980 un uomo era anziano a 66 anni e una donna a 70, nel 2000 l'anzianità arrivava a 70 anni per gli uomini e 74 per le donne. L'età anagrafica, però, non è più indicativa della terza età, merito soprattutto dell'aspetattiva di vita che si è allungata, per cui oggi un uomo è anziano da 73 anni e le donne da 76. Nel 2060, stando alle previsioni, si potrebbe arrivare rispettivamente a 76 e a 79. Un bel balzo rispetto agli anni Sessanta.
L'analisi è contenuta nel Rapporto annuale dell'Istat che nel capitolo dedicato alle condizioni di vita degli anziani rileva come non valga più neanche "lo stereotipo di persone isolate e bisognose di assistenza continua tanto da rappresentare un peso per la società e per le famiglie". La qualità della vita, ovviamente, è correlata alle condizioni di salute - osserva l'Istituto di statistica - e anche quando non sono ottimali, si esprime un grado "buono" di soddisfazione per la vita. "Quasi il 50% degli ultraottantenni vive un'ottima qualità della vita, dimostrando di essere molto attivo, di avere una rete di relazioni estesa e una partecipazione culturale discreta, a volte anche intensa", sottolinea l'Istat precisando che nelle aree metropolitane, vive "circa l'11,9% degli ultraottantenni, che hanno un livello di istruzione mediamente più elevato, che si associa a una più intensa partecipazione sociale: l'88,5% prende parte ad attività culturali, il 93,9% si interessa di politica, oltre il 70% si dedica alla lettura ed è molto più attivo della media rispetto all'utilizzo di internet" e nell'insieme "svolgono più spesso attività fisica".
Circa il 33% di questa fascia della terza età (cioè 2 milioni e 137mila), gode di buona salute, risiede soprattutto nel Nord e dichiara risorse economiche ottime o adeguate. Quindi "esprime elevati livelli di soddisfazione per la vita nel complesso, frequenta gli amici assiduamente, ha una rete anche di parenti e e conoscenti su cui può contare in caso di bisogno". In sostanza, sintetizza l'Istat, "gli anziani non sono gli stessi di una volta" e queste considerazioni offrono l'opportunità di valutarne meglio l'impatto progressivo dal punto di vista sociale ed economico. C'è però anche una quota di anziani, pari al 27%, che si trova in condizioni svantaggiate: sono persone affette da una o più patologie croniche, con gravi limitazioni nelle funzioni e risorse economiche quasi sempre scarse o insufficienti. Quelle che vivono in piccoli centri sono in forte isolamento sociale, senza una rete di amici o di conoscenti su cui contare, in prevalenza donne, vedove e vivono nel Mezzogiono

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Orto, giardinaggio e inviti, la casa è al centro di tutto

Dati Gfk Sinottica, 27% coltiva ortaggi, Esterno è sfogo fondamentale e così ci sentiamo al sicuro

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Chiudi Pomodori coltivati in terrazzo foto iStock. (ANSA) Pomodori coltivati in terrazzo foto iStock.

Durante il periodo del lockdown, avere una casa con uno sfogo all’aperto si è rivelata una risorsa fondamentale per gli italiani. Balconi, terrazzi e per i più fortunati anche giardini ed orti sono stati un vero salvavita durante questo periodo così duro. Questi spazi rimangono centrali anche in questa fase dell’emergenza, in cui la casa rimane un punto di riferimento, ma con la bella stagione e le giornate calde si ha voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta e in compagnia, continuando a sentirsi al sicuro e protetti. E' una tendenza che va avanti con gli anni ma adesso ha un vero e proprio picco. gli italiani hanno maturato nuove abitudini e nuove esigenze legate al modo di vivere la propria abitazione. In crescita il tempo dedicato alla cucina e il 29% invita spesso gli amici a mangiare a casa. Sempre più diffusa anche la passione per la cura delle piante: il 39% degli italiani dedica tempo al giardinaggio e il 27% possiede un orto.
Secondo i dati GfK Sinottica, la maggior parte degli italiani gode almeno di uno spazio esterno “casalingo”: il 74% ha almeno un balcone e quasi uno su due (47%) ha un terrazzo. Ancora più fortunato quel 42% della popolazione italiana che vive in una casa con giardino. In questi spazi all’aperto si esprime la voglia degli italiani di stare a contatto con il verde. Infatti, uno dei trend in crescita negli ultimi anni è quello della cura delle piante: secondo i dati GfK Sinottica il 39% degli italiani dedica tempo al giardinaggio. Un dato in crescita del +3% rispetto al 2012 sul totale popolazione e di ben il +13% tra i Baby Boomer. Non solo fiori e piante d’appartamento: un quarto della popolazione italiana (27%) possiede e coltiva un orto. E di conseguenza si assiste alla moltiplicazione di orti sociali, comunitari e urbani: orti negli spazi comuni di grandi condomini o terreni pubblici che vengono dati in affidamento a chi intende coltivarli e curarli utilizzando per proprio consumo i prodotti. Ci sono ormai in tutte le città per contadini di nuova generazione che amano mangiare ciò che vedono crescere sotto i loro occhi con esperienze anche innovative come la CSA, un'azienda agricola collettiva composta da soci lavoratori, fruitori, sovventori e prestatori (tutti insieme prendono le decisioni sull'azienda), come la Semi di Comunità a Roma.

Assieme allo smart working, la maggiore richiesta di spazi verdi (possibilmente all’aperto) sarà sicuramente uno dei trend che influenzerà la nuova concezione di casa nei prossimi anni: non più luogo da frequentare pienamente solo nei fine settimana, ma spazi ed ambienti disegnati per rispondere alle esigenze dei suoi abitanti durante tutto l’arco della giornata.
Ma quali sono le attitudini e le aspettative degli italiani nei confronti della propria abitazione? In generale, dovrebbe essere un luogo caldo, fatto per la comodità e l’espressione del sé, per l’accoglienza di chi lo vive e per coltivare le relazioni. Il 58% degli italiani desidera una casa dove gli oggetti e gli arredi raccontino la propria personalità. Questa ambizione è particolarmente forte tra Millennial e Generazione X. Il 29% invita spesso gli amici a mangiare a casa propria (un’abitudine consolidata soprattutto tra i Millennial) e oltre la metà (55%) dichiara di dedicare molto tempo alla cucina. Anche questo è un trend in crescita: +5% rispetto al 2012.

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L'economia circolare serve, Italia record per rifiuti elettronici da smaltire (bene)

15-20 chili a testa tra batterie, circuiti, telefonini e altro, va usato il sistema di riciclo e corretto smaltimento

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Siamo arrivati a 53.6 milioni di immondizia elettronica prodotta solo lo scorso anno nel mondo, equivalenti a 350 transatlantici messi in fila. In cinque anni la mole di oggetti fatti con circuiti, parti elettroniche, con o senza batterie, è salita del 21% ed è destinata ad aumentare ancora perché siamo dipendenti dall’elettronica. Noi italiani possediamo dai 15 ai 20 chili di rifiuti elettronici a testa, un vero record, ed è urgente porvi rimedio.
Lanciano l’allarme i firmatari del nuovo report ‘Global e-waste monitor 2020’ a cura della United Nations University, componente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’unica soluzione - dichiarano gli autori- risiede nell’adottare i principi dell’economia circolare che va dal corretto smaltimento al riciclo dei pezzi elettronici fino alle riparazioni degli oggetti usati.

Condizionatori, televisori, monitor di ogni misura, lampadine, elettrodomestici, stampanti, ventilatori, giocattoli elettrici ed elettronici, telefoni cellulari, trasformatori, pile. Inoltre vestiti e devices ‘smart’. Quanti ce ne sono negli uffici e nei luoghi pubblici? Quanti ne avete in casa? E nella stanza dei vostri bambini? Con quanti giocattoli elettronici giocano i vostri figli, magari mettendoli in bocca anche quando rotti? Quanti ne gettate ogni anno e quanti ne fate riparare? Si tratta di oggetti che inquinano l’ambiente, sono tossici per la nostra salute e invece finiscono nelle discariche mentre potrebbero valere perfino un tesoro se riciclati in modo corretto da tutti, istituzioni, municipi e singoli cittadini. I rifiuti elettronici contengono una lunga lista di metalli preziosi e quelli prodotti lo scorso anno varrebbero 57 miliardi di dollari perché contengono oro, platino, argento, rame e così via. Invece sono finiti negli inceneritori e nelle discariche, quando non dispersi in giro. Come interrompere questo trend? L’economia circolare prevede lo smaltimento attraverso una precisa filiera organizzata fra municipi e società private che permetta il recupero dei ‘pezzetti’ e la loro rigenerazione. Una montagna di pezzi di seconda mano che potrebbe essere reimpiegata e che invece viene buttata via. Se in media nel mondo ogni uomo, donna o bambino genera 7.3 kg di immondizia di questo tipo, gli europei ne possiedono 16,2 chili a testa. Gli italiani fanno ancora peggio: fra i paesi del sud Europa siamo in fondo alla lista e possediamo dai 15 ai 20 chili pro capite di rifiuti elettronici.
“Se non si frena questo trend, i prodotti elettronici che finiscono nelle discariche diventeranno 74 tonnellate entro il 2030 e raddoppieranno nei prossimi sedici anni. Siamo sempre più dipendenti da questi oggetti che hanno anche un ciclo di vita più breve e meno possibilità di essere riparati”, precisano gli autori. “Si tratta di rifiuti che possiedono un elevato rischio per l’ambiente e per la salute per il rilascio di CO2 e per il contenuto di composti tossici come ad esempio il mercurio che può danneggiare il cervello umano e il sistema nervoso". E non si tratta di tracce: annualmente si stimano almeno 50 tonnellate di mercurio derivanti da monitor vecchi, circuiti e lampadine fluorescenti e a risparmio energetico.

"I risultati del report di quest'anno ci segnalano che l'umanità non sta implementando in modo sufficiente i sistemi di riciclo. Sono urgenti maggiori sforzi per garantire una produzione, un consumo e uno smaltimento globali più intelligenti e sostenibili delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. E' urgente ribaltare questo pericoloso modello seguito globalmente” , dichiara David M. Malone, rettore alla United Nations University e sottosegretario generale delle Nazioni Unite.

Come recuperare questo genere di rifiuti? Gli autori spiegano che le attività di raccolta oggi non bastano e anche laddove si parte con la raccolta attraverso rivenditori, punti di raccolta comunali e servizi di ritiro a domicilio per la raccolta differenziata non è detto che i ‘pezzetti’ elettronici non finiscano negli inceneritori o nelle discariche invece che essere recuperati. Senza contare quello che accade nei paesi in via di sviluppo dove milioni di persone raccoglie e ricicla i rifiuti elettronici in prima persona per poi venderli a chi ripara, rinnova o smantella nel proprio 'cortile', provocando gravi danni all'ambiente e alla salute umana.
Ognuno può fare la sua parte imparando a separare i pezzi elettronici dal resto, laddove possibile, recandosi ai punti di raccolta pubblici per lo smaltimento formale o usufruire del 'porta a porta' seguendo le indicazioni del proprio municipio, anche segnalando eventuali disservizi. Gli esperti delle Nazioni Unite raccomandato inoltre di non far giocare i bambini con giocattoli elettronici rotti e mal conservati che spesso mettono in bocca e di far attenzione alle riparazioni ‘fai da te’ in casa anche se ci sono adolescenti o ‘smanettoni’ appassionati. Circuiti e piccoli pezzi elettronici disperdono tracce nell’ambiente e sono pericolosi.

L'economia circolare si applica anche nel 'piccolo', a livello locale e nei singoli quartieri. Dopo anni di consumismo ‘elettronico’ sfrenato, infatti, si segnala un fiorente incremento di botteghe per la riparazione degli oggetti elettronici nelle città di tutta la penisola. La frenata dei consumi registrata nei mesi neri da Covid-19 sta facendo ripensare le proprie abitudini e i centri di assistenza e riparazione di elettrodomestici e oggetti elettronici hanno una sempre più lunga lista di attesa. A Milano in piena Chinatown è ‘Johnny aggiustatutto’ (e i suoi fratelli) il re indiscusso per le riparazioni di ogni genere di gingillo elettronico (in via Giordano Bruno). A Roma le cliniche per la riparazione di telefonini e talbet spuntano come funghi ed ogni quartiere possiede negozi (anche bugigattoli senza insegna ma rinomati per il passaparola) dove ragazzi giovani e molto esperti, spesso indiani, riparano ogni tipo di oggetto elettronico, raccogliendo pezzetti di scarto utili per rigenerare altri oggetti. Anche sul fronte degli elettrodomestici fanno sempre più affari i rivenditori che offrono anche assistenza in loco, senza contare che il mercato di oggetti elettronici ‘rigenerati’ e garantiti anche dagli stessi marchi che producono quelli nuovi è sempre più fiorente.  

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Nuovo minimo storico per le adozioni internazionali

Nel 2019, per la prima volta, le coppie sono scese sotto mille

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Nuovo minimo storico per le adozioni internazionali. Nel 2019, per la prima volta, le coppie che hanno adottato un bambino straniero sono scese sotto le mille: sono state 969, -14% rispetto all'anno precedente e circa la metà (-46,7%) rispetto a cinque anni prima quando erano state 1.819. Il numero dei bambini adottati scende a 1.205 (-13,6% rispetto al 2018 quando erano stati 1394, -45,6% rispetto al 2015). Sono i dati della Commissione per le adozioni internazionali (Cai) riportati nell'ultimo report relativo al 2019 in cui si sottolinea, fra l'altro, che il tempo medio per un'adozione, dal momento della domanda, è di 45 mesi. Si tratta di un trend negativo che l'Italia condivide con il resto del mondo. Il nostro paese resta comunque il primo in Europa per numero di bambini adottati all'estero e si conferma al secondo posto del mondo dopo gli Usa per numero assoluto. Tra il 2004 e il 2018 nei ventiquattro principali paesi di accoglienza si è passati da 45.483 a 8.299 adozioni, ossia l'81,7% in meno. Dato significativo riguarda l'elevato numero di minori adottati portatori di uno o più special needs, oltre il 60%. Questo dato, per la Cai, "da un lato testimonia meglio di ogni alto la funzione sussidiaria dell'adozione internazionale, dall'altro la centralità e l'importanza dei servizi territoriali nell'informare e supportare le famiglie adottive nel loro percorso".
   

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Pierre Cardin compie 98 anni e festeggia con Depardieu

A Parigi promuove il suo festival nel castello Lacoste

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Completo scuro e camicia bianca, il nodo della cravatta solo un po' allentato com'è normale dopo il relax di un ritrovo tra amici. Pierre Cardin compie 98 anni e non risparmia energie festeggiando il traguardo a pranzo con l'amico Gerard Depardieu e il nipote Rodrigo Basilicati Cardin che lo stilista veneto naturalizzato francese ha da tempo nominato suo erede artistico. Un incontro di festa e di lavoro visto che si trattava anche di definire i particolari della partecipazione di Depardieu all'edizione 2020 del Festival de Lacoste, la manifestazione che Cardin organizza ogni estate a Luberon, in Provenza, nei ruderi del fascinoso maniero che fu del marchese De Sade, oggi di sua proprietà. L'attore si esibirà il 15 agosto in un recital di canzoni , "Gérard Depardieu chante Barbara", con l'accompagnamento al piano di Gerad Daguerre. Ad aprire la manifestazione, il 12 di agosto, sarà invece Andrea Bocelli con un concerto dedicato alle arie d'opera più celebri e ai cavalli di battaglia del tenore toscano.
   

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Quanti anni ‘umani’ ha il tuo cane? Più di quanto pensi. Ecco come calcolarli

Ad un anno Fido può già mostrarne 30 dei nostri. A quattro oltre 50. Lo sport lo salva

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Chiudi Il grafico per calcolare l'esatta età del tuo cane (ANSA) Il grafico per calcolare l'esatta età del tuo cane

Quanto dimostra il tuo cane in ‘anni umani’? Il gioco universalmente accettato da tutti invita a calcolare l’età canina in multipli di 7 anni rispetto a quella umana ma la vecchia regola non sembra valere più. I cani invecchiano ancora più velocemente e un cucciolo di un anno in realtà può corrispondere ad un umano di 30 anni, mentre un bel cagnolino di quattro anni avere una ‘età umana’ paragonabile ad un cinquantenne. Lo hanno scoperto gli scienziati della University of California, San Diego, che oggi su Cell Systems hanno pubblicato un aggiornamento ad uno studio curioso nel quale hanno messo a punto la prima formula scientifica obiettiva per contare gli anni di Fido paragonandoli ai nostri. Gli autori hanno anche disegnato un grafico emblematico e divertente dove ognuno può calcolare l'età del proprio cane paragonandola con quella umana, prendendo come riferimento l'età dell'attore e regista Tom Hanks che di anni quest'anno ne ha compiuti 63. 

Per fare la curiosa scoperta i ricercatori hanno sottoposto a dei test epigenetici (che incrociano l’influenza dell’ambiente e dello stile di vita sul genoma) un gruppo di Labrador, fra i cani più diffusi e amati al mondo che godono perciò di uno stile di vita sano e ben monitorato. Nonostante ciò questi cani invecchiano velocemente e la curva della senescenza inizia rapidamente, fin dalla nascita. Non tutti invecchiano allo stesso modo, certamente, ma gli autori invitano i veterinari a considerare questo tipo di senescenza più veloce di quanto non pensato fino ad oggi.

Certo, il limite dell’indagine è legato all’avere monitorato solo una razza canina ma i ricercatori avvieranno nuovi controlli su alte tipologie e comunque l’osservazione dimostra che i fattori ambientali e lo stile di vita incidono eccome sulla vita dei cani, proprio come su quella dei loro padroni. Forse una volta sia esseri umani che cani si muovevano di più e valeva la regola dei multipli di sette per il migliore amico dell’uomo, oggi invece siamo tutti più sedentari e anche il cane è colpito dagli acciacchi tipici dell’immobilità. Ne è convinto Massimo Perla, addestratore, responsabile nazionale gruppo cinofili di Csen e responsabile internazionale ‘agility dog’ per Fidasc, che spiega ad ANSA LIFESTYLE: “I cani nascono come collaboratori degli uomini e sono stati selezionati per cacciare, nuotare o badare ai greggi, ancora per fare la guardia ma il nostro stile di vita è profondamente cambiato e così il loro. L’invecchiamento canino si previene facendo fare loro più movimento. Non sono nati per fare la passeggiatina sotto il palazzo, magari col padrone che consulta il cellulare e il povero cane che tira il guinzaglio pur di muoversi un po’. Per mantenere il cane in forma è necessario fargli svolgere attività fisica insieme a noi”.


Fra gli sport canini che incrementano l’agilità e la forma fisica l’esperto raccomanda alcune specialità mutuate da concorsi di tipo agonistico come i corsi ‘agility dog’ con percorsi ed attrezzi e le corse ‘cani-cross’ in cui cane e padrone corrono insieme con un guinzaglio elastico. “Non portare però Fido a correre sull’asfalto, - raccomanda Melosi. - I cani devono correre su sentieri sterrati”.


Ottimi anche gli sport acquatici, dal nuoto ai tuffi. “Il cane sedentario abita con una famiglia di umani altrettanto sedentari e gli acciacchi si sentono prima” sentenzia l’addestratore.

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L'artista Takashi Murakami sull'orlo della bancarotta

Rivela una "triste storia" in confessione su Instagram

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Takashi Murakami, uno degli artisti più di successo sul mercato internazionale, rivela di essere sull'orlo della bancarotta. In un video di 15 minuti postato su Instagram l'acclamata star dell'arte contemporanea racconta ai due milioni di fan la storia "che spezza il cuore" della sua "catastrofe economica": di come cioè sia arrivato praticamente sul lastrico e costretto a sospendere molte delle sue produzioni, tra cui quella che da tempo più gli stava a cuore, il lungometraggio di fantascienza "Jellyfish Eyes Part 2 Mahashankh" su cui era al lavoro da ben nove anni.
    "Jellyfish Eyes Part One" era uscito negli Usa e in Giappone nel 2013 e "non era stato un gran successo dal punto di vista finanziario", spiega Murakami, che tuttavia aveva continuato a spendere e spandere sul progetto nel tentativo di realizzare uno dei suoi "sogni di infanzia". Murakami appare nel video in uno dei suoi studi mentre alle sue spalle sono al lavoro alcuni assistenti. "Con l'improvviso arrivo del Coronavirus la mia società è alla bancarotta", spiega il giapponese annunciando che "per motivi fiscali perfettamente legali" comincerà a distribuire una serie di video clip "in si annuncia pubblicamente l'abbandono del progetto del film".
    Nel panorama dell'arte contemporanea, Murakami non è solo uno degli artisti più celebri del momento: è anche un. beniamino della moda streetwear, protagonista di fortunate collaborazioni di successo con stilisti di serie A come Louis Vuitton, Virgil Abloh, Comme des Garçons e Supreme e a progetti con Billie Eilish, Kanye West e Pharrell Williams. (ANSA).
   

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