Moda

Jean Paul Gaultier: "Addio, ma il meglio deve ancora venire"

"Finale fedele a me stesso", ma il suo è un arrivederci

Jean Paul Gaultier - Runway - Paris Haute Couture Fashion Week S/S 2020 © EPA
  • Patrizia Vacalebri
  • Parigi
  • 23 gennaio 2020
  • 23:18

"Addio, ma il meglio deve ancora venire!" . Con queste parole che alludono a qualche altro progetto dei suoi, creativo e irriverente, si congeda Jean-Paul Gaultier, che a 67 anni ha chiuso 50 anni di carriera con un fashion show di quasi un’ora e mezza, al Théâtre du Châtelet a Parigi, lasciando tutti i suoi numerosi fan con il fiato sospeso. Chissà cosa avrà in mente quel "ragazzaccio" che va per i 70, ma ancora si fa lanciare in aria a fine sfilata facendo smorfie e boccacce, sotto gli occhi attoniti del suo parterre, tra cui brillano una evergreen Amanda Lear, una conturbante Dita Von Teese, Boy George, Eva Herzigova, Paris Jackson, Jasmin Le Bon, l’attrice Farida Khelfa, Rossy de Palma, il calciatore Djibril Cissé, l’ex Miss Francia Iris Mittenaere. Una passerella da urlo con top e celebrities come Irina Shayk, Karlie Kloss, Gigi e Bella Hadid, Joan Smalls, Coco Rocha, Erin O’Connor.

 
 
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Gaultier è tra gli stilisti che hanno fatto la moda del Novecento: ha uno stile molto riconoscibile, righe e bustini non mancano mai nelle sue collezioni, per disegnare una figura femminile curvilinea. È celebre anche per aver disegnato il reggiseno con seni a cono indossato da Madonna durante il Blonde Ambition Tour del 1990 e per aver vestito molte celebrità, come Kylie Minogue, Nicole Kidman, Cate Blanchett, Lady Gaga e Rihanna. Per il suo atteggiamento divertito e il gusto provocatorio dei suoi abiti e delle sue sfilate, è stato considerato l’enfant terrible della moda francese. Ora fa sensazione leggere le sue parole in una nota che commenta l'addio alla vigilia della sfilata. "Cinquant'anni? Ma va! - scrive lo stilista - Per questa collezione finale, che segna i miei 50 anni di moda, volevo essere fedele alle mie ossessioni: jeans, corsetti, camicie da marinaio, androginia ... ma volevo portarli ancora più lontano, finalmente, e lasciare che tutto si strappi ! Festeggiare ieri, oggi e soprattutto domani. Credo che la moda debba cambiare. Ci sono troppi vestiti, tanti vestiti messi da parte. Non buttarli fuori, riciclarli. Un bellissimo capo è un essere vivente. Quando ero piccolo, mia madre mi diceva come avrebbe riparato i pantaloni logori di mio padre e ne avrebbe fatto delle gonne. Quella storia mi ha segnato. Puoi amare di nuovo un capo se lo trasformi in qualcosa di nuovo! È quello che ho fatto dal mio primo spettacolo in passerella, soprattutto con i jeans. I miei jeans! Quel primo spettacolo, come il mio ultimo, presentava dei jeans che avevo indossato. Il denim è il materiale più bello e come certi esseri umani, migliora solo con l'invecchiamento". "Stasera - scrive ancora - assisterete alla mia prima collezione di alta moda. Ho svuotato tutti i miei cassetti, ho rivisitato le mie vecchie collezioni, ho raccolto cose trovate nei miei viaggi e nei mercatini delle pulci: ho tagliato il lotto e riutilizzato i pezzi. Anche i miei archivi: li ho strappati, li ho mescolati, li ho fatti a pezzi... Un puro lavoro di artigianato e moda. Addio a setacciare il nuovo, ciao a setacciare il vecchio? Quello che facevo in passato, quando non avevo risorse, ora lo faccio con il mio archivio personale di design couture, in modo da poter dare vita a nuove creazioni. Questo è quello che amo davvero fare! Soprattutto con cose che non dovrebbero andare insieme. Adoro mescolare materiali, persone, classi sociali, generi, divertendomi un sacco! Quando sai come guardare, la bellezza è ovunque. La bellezza non è unica, ha milioni di sfaccettature. Cerco sempre, osservando, ovunque io vada, non posso farne a meno (ecco perché non guido, tra l'altro). Tutto m'ispira". E così continuerà, con nuove avventure in vista. Credetemi, il meglio deve ancora venire! Grazie mille per questi primi 50 anni. E ora ... divertitevi!"

  • Patrizia Vacalebri
  • Parigi
  • 23 gennaio 2020
  • 23:18

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