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Amy Winehouse avrebbe compiuto 35 anni, 20 cose per ricordarla

Dalle ballerine alla passione per i gatti, il mondo di un'artista unica

Amy Winehouse al V Festival in Essex, England © AP

Doti vocali e stile inconfondibile. Le sue canzoni, un mix di jazz, soul, rhythm and blues e atmosfere d’altri tempi, le sono valse 6 Grammy Awards - 5 in una sola notte, con l'album Back to Black. Quella notte l'ha resa la prima donna inglese a vincere 5 Grammy's in una notte (dopo di lei: Adele, ovviamente).

Il 14 settembre Amy Winehouse avrebbe compiuto 35 anni, se non fosse stato per la morte prematura a 27 anni dovuta ad uno shock per l'assunzione di una massiccia dose di alcol dopo un lungo periodo di astinenza.

Cresciuta a pane e jazz, Amy Winehouse ha iniziato a suonare la chitarra a 13 anni e, all’età di 14, già componeva le sue prime canzoni. Ha frequentato per un breve periodo di tempo la prestigiosa Sylvia Young Theater School, ma la sua insofferenza nei confronti della disciplina l’ha portata ad essere espulsa e a cambiare scuola. Nel 2003, all’età di 19 anni, ha registrato il suo primo album, Frank, che ha riscosso un successo immediato grazie alla forte influenza jazz ed è stato nominato per il Mercury Music Prize. La musica di Amy aveva un sapore meravigliosamente retrò e il suo look si sarebbe presto evoluto di conseguenza: dalle femminili gonne a ruota al paio di semplici jeans, anche il suo stile sarebbe presto diventato iconico. Dopo Frank c’è stata la pubblicazione di Back to Black, che si è aggiudicato diversi dischi di platino e che era stato ispirato dalla sua turbolenta vita personale.

La piattaforma Stylight ha dedicato ad Amy Winehouse una infografica con 20 oggetti per ricordare la grande artista

Back to Black è stato scritto in soli sei mesi e ha trasformato rapidamente la sua vita, elevandola bruscamente allo status di star internazionale. È proprio grazie a questo disco che Amy è stata premiata con 5 Grammy in un’unica serata; alla fine dell’estate di quell’anno era l’artista britannica posizionata più in alto nella classifica di Billboard. Un successo di critica che, se da un lato ha incantato il suo pubblico, dall’altro ha anche esposto la sua controversa vita personale e la sua relazione con il produttore Blake Fielder-Civil.

 

Amy è sempre rimasta fedele alla sua passione per il jazz (molti dei suoi zii erano jazzisti professionisti) e alle sue radici ebraiche. Quando è diventata una musicista acclamata, il suo stile inconfondibile non ha solo influenzato l’industria musicale, ma ha anche attirato l’attenzione del mondo della moda. Le sue radici erano presenti nel suo stile iconico, riconoscibile immediatamente grazie ai 15 tatuaggi d’ispirazione rockabilly, alla caratteristica acconciatura cotonata, spesso abbellita con un foulard annodato, e allo spesso eye-liner. C'erano poi gli orecchini a cerchio, i reggiseni di pizzo rosso e gli abiti e gli accessori ispirati agli anni ‘60. I suoi segni distintivi hanno iniziato a fare apparizione sulle passerelle di diverse case di moda, ad esempio in occasione della sfilata di Chanel Pre-Fall nel 2008, della presentazione della collezione Couture di Jean Paul Gaultier p/e 2012 e della presentazione degli abiti di Michael Kors Pre-Fall, anch’essa del 2008. Il suo stile è stato catturato anche in una collezione che ha disegnato per Fred Perry, vicina al suo gusto più preppy: gonne a tubino, maglioni femminili di cachemire, con il tipico disegno a rombi, abiti a quadretti e t-shirt. La palette ricorrente? Rosa, grigio, bianco e nero.

Quando la sua carriera musicale è decollata, Amy si è trasferita a Camden, un quartiere di Londra che amava e in cui si sentiva a casa. I fan potevano avvistarla spesso mentre passeggiava per le vie del quartiere o frequentava il suo pub di riferimento, The Hawley Arms, dove occasionalmente la si poteva trovare dietro il bancone a servire drink. Dopo la sua scomparsa, la sua famiglia ha fatto erigere una statua di bronzo che la raffigura nello Stables Market: “Era innamorata di Camden” ha dichiarato suo padre, Mitch Winehouse.

La più recente testimonianza riguardante l’artista è proprio il documentario Amy di Asif Kapadia. Il regista britannico si è già fatto notare nel 2010 con un altro documentario di grande successo, Senna, dedicato al leggendario pilota brasiliano.

 

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  • Redazione ANSA
  • 14 settembre 2018
  • 11:20

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