Società & Diritti

Lo shopping 2020 sarà ultra personalizzato ma attenzione alla privacy

Dopo Alexa anche il sushi è digitalizzato. Ma c'è anche trend "off" per uscire dal digitale

Sushi Singularity, ideato dai designer. Report Euromonitor © ANSA
  • di Agnese Ferrara
  • 22 gennaio 2020
  • 18:27

Dopo le casse smart che rispondono ad ogni nostra domanda e imparano a conoscerci, anche sushi e sashimi saranno cucinati con i nostri ingredienti preferiti, senza sostanze a cui siamo intolleranti o allergici e perfino tarati sulla nostra dieta. Accade a Toxyo dove si attende l’apertura del primo e più futuristico ristorante che ci sia sulla terra, il Sushi Singularity, progetto di Open Meals company specializzata in produzione di ‘cibo digitalizzato’ . In nome di un servizio altamente personalizzato, una piattaforma digitale analizzerà i campioni biologici dei clienti (che li invieranno prima del pasto) per valutare le loro esigenze nutrizionali. Questi dati biometrici saranno usati per informare anche quali sostanze nutritive sono comprese nelle singole porzioni di sushi che verrà servito loro. Le pietanze saranno stampate con stampante 3D in grado di dosare i singoli ingredienti scelti e sfornare bocconcini eleganti, anche quadrati, esteticamente perfetti.
Il mondo digitale lancia beni e servizi una volta inimmaginabili e ci permette anche di difenderci dalla stessa tecnologia, se la riteniamo eccessiva, ad esempio indossando un paio di occhiali in grado di bloccare ogni tentativo di riconoscimento facciale digitale. Siamo ad una nuova evoluzione dello shopping che, grazie alla tecnologia, agli algoritmi e allo scambio di dati personali, si farà ancora più personalizzato. Inclusa la possibilità di uscire dallo scambio e ritornare i modalità ‘off’, cioè anonimi e, perfino, decidere di vendere in prima persona i propri dati. Segnala il fenomeno Euromonitor International nel nuovo report globale ‘Top 10 Global Consumer Trends’.
“Grazie all'intelligenza artificiale, Alexa sarà una voce più frequente nel prossimo anno, assistenti virtuali, dispositivi intelligenti, chatbot e applicazioni basate sull'intelligenza artificiale stanno penetrando nelle attività aziendali, nella logistica della catena di approvvigionamento e nella vita dei consumatori. Le aziende si stanno muovendo oltre le capacità umane, creando opportunità di crescita sostenibile con la tecnologia per semplificare la vita, - spiegano gli analisti Euromonitor. – Stiamo iniziando ad accettare che determinati compiti possano essere eseguiti con l’aiuto di robot e che lo shopping sia accompagnato da assistenti virtuali che ci facilitino le scelte, piuttosto che da fare soli. Sebbene la completa fiducia e l'accesso universale a questi sistemi richiederanno più tempo, stiamo abbracciando l'idea di usare la tecnologia per il nostro benessere, convenienza, comfort e controllo personale, che saranno i grandi temi del 2020”.
La condivisione di pezzetti della nostra vita con algoritmi e sistemi proattivi ad alto contenuto tecnologico farà del 2020 l’anno dello shopping ideale in molti più settori rispetto a quanto non sia stato fatto fino ad oggi. Con la possibilità che, nel caso in cui non si gradiscano algoritmi e sistemi digitali troppo ficcanaso, si possa ritornate anonimi. Non a tutti piace ‘condividere’ pezzetti di vita con robot e algoritmi, - si legge nell’indagine, - La generazione Z ci bada poco ma a dai 30 ai 59 anni il disagio sale al 43 per cento. Dopo i 60 anni si secca oltre il 50% dei consumatori”.
La tecnologia applicata allo shopping terrà sempre più conto di questi disagi e, in nome di una condivisione consapevole e di un maggiore controllo personale, nascono progetti e start-up che creano nuovi sistemi di protezione dai nuovi sistemi di tracciabilità. Nuova l’ideazione di occhiali da sole che garantiscono l’invisibilità digitale, in gradi di proteggere il viso dalla tecnologia per il riconoscimento facciale. Li hanno progettati i ricercatori americani di Reflectacles e sono dotati di lenti che bloccano gli infrarossi per fermare le misurazioni delle fotocamere . Il progetto ha ricevuto il finanziamento di circa 34.000 dollari sulla piattaforma kickstarter e dovrebbero essere pronti entro aprile.
E’ invece nato in Danimarca una sorta di cappellino tecnologico (Alias) da mettere sulle casse smart che sono disseminate nei nostri appartamenti. Il berretto, calzato sugli speakers, blocca l’ascolto e, qualora percepisca l’attivazione degli altoparlanti a nostra insaputa, lancia l’allarme. Il sistema si disattiva con precise parole d’ordine dei proprietari. Spiega Michelle Evans, senior industry manager – digital consumer di Euromonitor: “Lo shopping sta cambiando ancora, in nome di una migliore alleanza fra consumatori e imprese nella condivisione dei dati. Le legislazioni in materia, in particolare il GDPR dell'UE, indicano che l’ago della bilancia penderà sempre di più a favore dei consumatori. Potendo stabilire chi ha accesso ai propri dati, i futuri consumatori avranno più potere di quanto non lo abbiano avuto fino ad oggi nelle transazioni commerciali. Di conseguenza, influenzeranno fortemente il futuro del commercio in tutti i settori industriali”. Probabilmente, si legge nel report, potremo annullare del tutto le esperienze digitali che non desideriamo e ritornare in modalità ‘off’. Precisa Evans: “Si potrà arrivare anche ad uno scambio commerciale in cui gli aggregatori di dati e le aziende potrebbero pagare i consumatori per accedere alle parti delle loro banche dati e ai profili personali”.

  • di Agnese Ferrara
  • 22 gennaio 2020
  • 18:27

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