Società & Diritti

Fai shopping compulsivo o sei prudente? 8 nuovi profili dei consumatori 2022

Report mondiale Euromonitor, più degli influencer seguiamo i consigli degli amici

Due donne fanno shopping foto iStock. © Ansa
  • (di Agnese Ferrara)
  • 14 agosto 2022
  • 22:39

 A fronte del boom di App che regolano lo shopping compulsivo (e gli acquisti sbagliati in aria di saldi e tranelli, l’offerta è vasta), e della recente decisione di Meta-Facebook di interrompere dall’autunno la funzione di shopping con tag di prodotti a favore di acquisti in brevi video (sui reels e in streaming, come già succede su Tikok e come fanno già Kylie Jenner e Kim Kardashian con un successo schiacciante soprattutto in Cina, anticipa BOF, The Business of Fashion, la bibbia del lusso), i comportamenti dei consumatori nel mondo stanno mutando profondamente. La torta ha sempre più fette, segmentandosi sempre di più. Come spendiamo i  nostri averi l’ha sondato il nuovo report di Euromonitor International dedicato alle abitudini d’acquisto della popolazione mondiale che segnala come siano in aumento gli spendaccioni e gli 'avidi' di shopping come status ma anche chi punta a risparmiare e chi pensa all'ambiente prima di aprire il portafogli. Tutti comunque consultiamo parenti e amici per fare acquisti e un po' meno influencer e celebrities sui social. Usato e vintage tra i trend del 2022.
Gli shopping addicted (gli spendaccioni) salgono  (sono il 10% della popolazione, erano il 5% nel 2018) e nelle loro spese pazze si stanno disinnamorando degli oggetti griffati preferendo acquisti di ‘esperienze su misura’. La parte del leone però la fanno ancora i ‘tradizionalisti’ che, seppure siano il 18% (seppure in calo rispetto allo stesso report del 2018 che ne contava il 20%) sono anche i più vecchi e perciò numerosi e costituiscono la fetta più grande della torta dello shopping globale. Mantengono un ‘basso profilo’ sui social, sono sicuri di sé e non si fanno influenzare da celeb e influencers o brand online. Non fanno sport, non si sentono stressati e l’87% non fanno acquisti compulsivi. Il 78% di loro non va a spasso per negozi se non ha bisogno di nulla ma li preferisce allo shopping online anche se negli ultimi anni ha preso confidenza con la tecnologia ed i canali di vendite del web (usati dal 42% di questa fetta di consumatori).
Aumentano gli ‘avidi’ della propria immagine e del proprio status (il report li classifica come undaunted strivers e sono il 16% mentre nel 2018 erano il 13%) sono affamati di nuovi trend. “Voglio avere il meglio’ è il loro motto: l’88% punta a prodotti e servizi su misura e pensa che il giudizio degli altri su loro stessi sia importante. L’87% segue i brand preferiti online, l’86% vuole distinguersi dalla massa e condivide sui social il proprio look e i propri acquisti. Provano nuovi prodotti ma amano soprattutto comprare ‘esperienze’ (per l’86% di loro).
Crescono anche gli ‘ottimisti equilibrati’: sono il 14%, erano l’8% quattro anni ‘fa.  Ambiscono ad uno stile di vita stabile, amano condividere il presente e pianificare il futuro.  Nelle priorità di shopping l‘81% pensa a sé in primis, il 65% alle attività preferite ed il 63% al partner . Il 58% di loro punta all’affare, il 38% ai prodotti di seconda mano, il 23% invece preferisce spendere piuttosto che risparmiare.
In calo invece  gli ‘attivisti responsabili’ (sono il 14%, erano il 17% nel 2018).  Preferiscono prodotti a connotazione ecocompatibile e rispettosi dell'ambiente e danno molta importanza al rapporto qualità-prezzo. “Io posso cambiare le cose” è il loro motto da consumatori responsabili consci che i comportamenti umani lasciano una impronta ambientale e sociale che non si può più trascurare (per l’83%).  Il 78% di loro è preoccupato per i cambiamenti climatici, il 69% compra da company che si mostrano trasparenti e il 25% boicotta i brand che non condividono i loro intenti politici e sociali.
In aumento i consumatori attenti a spendere: il 13% dei consumatori si comporta da ‘prudenti pianificatori’ (erano il 9% nel 2018). Guardano al futuro, mettono i soldi da parte. Lo shopping compulsivo non fa per loro, dimostrano un’elevate fedeltà a specifici marchi e prodotti (per l’85% di loro) e provano difficilmente novità. Preferiscono sconti e offerte.
Nel report spuntano per la prima volta i minimalisti (sono il 9%). “Scelgo le cose semplici” ( e sostenibili) dicono. Sono consumatori green, il 50% taglia il superfluo e il 73% riduce gli scarti di cibo. Il 71% vuole avere un impatto positivo sull’ambiente e il 55% mette da parte i suoi soldi per il futuro.  Il 52% ripara gli oggetti invece di ricomprarli, il 68% fa ginnastica o pratica degli hobby a casa propria.
L’ultima fetta della torta è formata dai ‘conservatori casalinghi’ (in calo: sono il 6%, erano il 16%).  Felici a casa propria, l’81% ama cucinare, il 52% lavora da casa il weekend e ha un legame molto stretto tra lavoro e vita personale. Vanno per mercatini, il 55% non consulta internet per scegliere cosa comprare e il 57% non compara neanche i prezzi online. Preferiscono l’esperienza diretta.
Se lo shopping online ha preso piede comunque in tutti questi diversi profili di comportamento, Euromonitor segnala per tutte le diverse categorie di consumatori un comportamento comune: guardare meno le celebrities e i blogger/influencers, preferendo i consigli di amici e parenti per fare affari e aggiudicarsi l’acquisto migliore e al miglior prezzo. Molti riparano quello che possiedono già oppure danno una occhiata all’usato e ciò vale anche nel lusso che lo chiama ‘vintage’. 

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