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La pizza di Barbie? Ricotta e pomodoro

Lo storico pizzaiolo di Napoli Gino Sorbillo con la figlia Ludovica firma la ricetta

Ludovica e Gino Sorbillo © ANSA

  Barbie pizzaiola, ultima versione della celebre bambola impegnata ad accrescere nelle bambine che ci giocano maggiore consapevolezza e tutte le loro potenzialità, secondo il "Dream Gap project" voluto dalla casa produttrice, la Mattel, che finora ha fatto interpretare alla Barbie 200 professioni diverse, doveva avere anche una pizza che la rappresentasse.

Obiettivo del Dream Gap project è quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità. Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno identificato che a partire dai 5 anni, le bambine sono meno propense rispetto ai maschi, a considerarsi brillanti e di successo e iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità. Stereotipi culturali, pregiudizi impliciti e le rappresentazioni a cui sono esposte attraverso i media rafforzano ulteriormente questa problematica. Negli Stati Uniti questo fenomeno è chiamato “Dream Gap”, ma situazioni simili si verificano in tutto il mondo.

A pensare gli ingredienti migliori per una real Pizza Barbie ci ha pensato il celebre pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, che assieme alla figlia Ludovica ha firmato la prima pizza ispirata a Barbie. 

 

Come è fatta la Pizza di Barbie? Per poter ottenere una pizza di un bel colore rosa ,  Sorbillo, classe 1974, pizzaiolo da tre generazioni e Ambasciatore della Pizza Napoletana nel mondo, premiato dal Presidente della Repubblica come Maestro d'Arte e Mestiere per la categoria pizza nel 2016, ha creato una ricetta speciale a base di ricotta e salsa di pomodoro, una base irresistibile da farcire con fiordilatte e basilico.

   Tutto è cominciato quando sua figlia Ludovica ha espresso il desiderio di prendere per un giorno il posto di papà Gino in pizzeria. L'esperienza indimenticabile per la bambina è stata quella di gestire per un giorno la storica pizzeria di via Dei Tribunali a Napoli con l'aiuto delle sue amiche. Ludovica e le altre piccole apprendiste pizzaiole sono state eccezionali: hanno impastato e cucinato, preso le ordinazioni, servito tutta la clientela arrivata per l'occasione, seguendo fedelmente le direttive di Gino Sorbillo. Una giornata fuori dagli schemi per le bambine ma anche per lo chef pizzaiolo che ha visto la sua bambina realizzare il suo sogno.

   "Ho due figlie che hanno sempre giocato con le Barbie, la bambola per eccellenza - rivela Sorbillo - che con la sua evoluzione le ha accompagnate ed insegnato loro a sognare di poter diventare tutto ciò che desiderano, senza porsi limiti, perchè questi ultimi esistono solo per essere superati. Magari una Barbie Pizzaiola potrebbe rappresentare per le bambine di oggi, donne di domani, la chiave di accesso per un mondo ancora inesplorato". Il risultato dell'esperienza di Ludovica è dar vita alla vera pizzeria di Barbie! 

 La Casa della Pizza a Napoli nasce nel centro storico di Napoli, a pochi passi dalla pizzeria Sorbillo, in quella che fu l'abitazione della zia Esterina, donna simbolo della Pizza Fritta Napoletana, la prima dei 21 figli della famiglia Sorbillo (nonni di Gino). La Casa della Pizza, aperta non solo ai pizzaioli, ma a tutti gli amanti della pizza, si propone come luogo di confronto, di scambio, di incontri e dibattiti sul piatto napoletano più famoso e amato al mondo. Questo luogo, già sede dell'Accademia della Pizza, accoglie, come la pizzeria, anche numerose opere di artisti ed artigiani napoletani, al fine di promuovere sempre più le varie arti partenopee. La nuova frontiera di Gino è l'utilizzo di farine di agricoltura biologica e l'aggiornamento continuo dei propri menù data la continua e costante ricerca delle migliori eccellenze gastronomiche italiane.

Obiettivo del Dream Gap project è quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità. Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno identificato che a partire dai 5 anni, le bambine sono meno propense rispetto ai maschi, a considerarsi brillanti e di successo e iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità. Stereotipi culturali, pregiudizi impliciti e le rappresentazioni a cui sono esposte attraverso i media rafforzano ulteriormente questa problematica. Negli Stati Uniti questo fenomeno è chiamato “Dream Gap”, ma situazioni simili si verificano in tutto il mondo.

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  • 08 novembre 2018
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