Tempo Libero

La bicicletta piace ma in Italia è ancora per pochi

E per i ciclisti appassionati ecco le strategie sulla giusta alimentazione

Un giovane al lavoro in bici foto iStock. © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 02 giugno 2022
  • 22:33

Dà autonomia, favorisce il movimento fisico e aiuta l’ambiente. Tuttavia, è scelto come mezzo di trasporto per il tragitto casa-ufficio solo da una percentuale minima di persone, un dato di per sé contenuto. E' la situazione in Italia della mobilità in bicicletta (il 3 giugno è la Giornata mondiale) che sta conoscendo un grande innamoramento e una consapevolezza del suo essere un mezzo sostenibile oltre che economicamente ad alto risparmio.
Cosa spinge le persone a scegliere di andare al lavoro in bici? In primis il motivo è la vicinanza con la sede dell’azienda (35,1%), seguita dai benefici per la salute (25,7%), da un risparmio economico (12,2%), mentre l’aiutare l’ambiente e l’innata passione (entrambe le voci all’8,1%) chiudono la classifica, dell'indagine InfoJobs sul commuting (ossia il pendolarismo casa-lavoro). L’emergenza sanitaria, che ha portato a riflettere le persone sul mezzo più adatto per mantenere il distanziamento, ha impattato sulla decisione di inforcare la bicicletta però solo per il 10,8% degli intervistati che hanno scelto questo mezzo di trasporto.
A decretare la scelta fra il recarsi al lavoro utilizzando la comodità dell’auto e delle due ruote (bici, ma anche moto) e l’andare a piedi, è anche la stagionalità: l’inverno frena bruscamente la voglia di recarsi verso la sede di lavoro in sella, mentre la primavera e l’estate motivano lo sfrecciare in città a bordo di un mezzo a due ruote. Per il 29,4% in caso di mal tempo è un categorico no agli spostamenti in bici o piedi. Mentre c’è chi in questo bivio fra quattro o due ruote, vede solo un rettilineo senza possibilità di scorciatoie: si va a piedi o in bicicletta sempre, anche contro le avversità metereologiche (19,4%).
Di contro, per molti l’uso della bicicletta è legato al motivo dell’uscita dalle mura domestiche: il 42,8% vede questo mezzo solo in versione relax e tempo libero, mentre il 31,3% preferisce di gran lunga ammirare dal finestrino chi usa la bici, seduto comodamente sull’auto o su un bus. E se il 13,3% concepisce l’utilizzo della bici solo d’estate gli irriducibili pari al 12,6% usano la bicicletta per tutto, dalle commissioni personali al lavoro.
L'istituto di ricerca di mercato Ipsos ha realizzato un report sulla mobilità sostenibile, utilizzo e percezione della bicicletta per gli italiani. L’indagine ha rilevato un consenso diffuso sul ruolo chiave che le bici svolgono per ridurre le emissioni di carbonio e, più in generale, il traffico. Il sondaggio, condotto in 28 paesi (fra i quali l'Italia), lancia messaggi di speranza, ma smonta anche trionfalismi eccessivi. Nel mondo, solo il 14% degli adulti usa la bicicletta per i brevi spostamenti, quelli entro i due chilometri. Il 25% va in auto. In Italia, su quelle distanze prende la bici solo il 13%, e ben il 29% preferisce la macchina. Il pendolarismo in bici è ancora poco diffuso. Nel mondo solo il 12% degli adulti pedala per andare al lavoro o a studiare. In Italia, appena il 10%. L'86% dei 20.000 intervistati da Ipsos (fra 16 e 74 anni) pensa che la bici sia importante per ridurre le emissioni di carbonio. In Italia, la percentuale sale all'88%. Però, il 52% ritiene troppo pericoloso pedalare nella sua zona, e nel nostro paese è addiritttura il 62%. Naturalmente, ci sono differenze profonde fra i paesi. La percentuale di chi va in bici è più alta dove questa è percepita come un sistema di trasporto sicuro, come in Cina, Giappone e Olanda. La bicicletta è il sistema di trasporto più frequente per brevi spostamenti in Olanda (45%) e Cina (33%), ed è anche ampiamente usata in Giappone (27%), India (21%), Germania (21%) e Belgio (20%). Per contrasto, vanno al lavoro o a scuola in bici solo il 4% in Canada e il 5% in Sudafrica, Stati Uniti e Regno Unito. Globalmente, il 28% degli intervistati dice che va in bicicletta per esercizio, il 12% per pendolarismo.
Per i ciclisti provetti, quelli che programmano anche le gare, ecco alcuni consigli dal nutrizionista Iader Fabbri con il Cyclist Food Program, un piano fatto di strategie per raggiungere una performance ottimale attraverso corrette pratiche alimentari. Il segreto? Mantenere sempre un equilibrio nei 3 momenti cruciali attorno alla performance: il prima, il durante e il dopo. Che tu sia un ciclista professionista o un bike lovers l’importante è sempre bilanciare in maniera equilibrata e consapevole – e nelle giuste tempistiche – macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e micronutrienti (vitamine e minerali).
Ecco le 4 strategie 
1.     La sera prima della gara Sì al pasto completo e qualche jolly in più: durante la cena prima della competizione si possono consumare carboidrati ad alto indice glicemico come un piatto di pasta o di riso, un secondo proteico come pollo o pesce sempre abbinato a delle verdure e perché no un jolly in più, come per esempio delle patate. Il tutto condito con del buon olio spremuto a freddo. Così facendo si riempie correttamente il piccolo serbatoio di glicogeno muscolare ed epatico (ovvero la riserva di energia che il nostro corpo immagazzina a livello dei muscoli e del fegato). L’organismo avrà quindi a disposizione tutto ciò che gli è necessario per sostenere quello che una performance intensiva comporta.
2.     La mattina prima della grande pedalata NO alle “abbuffate” a colazione. L’ideale? Mangiare almeno 3 ore prima – Quello che mangiamo non dipende da quanto dobbiamo pedalare. Prima di partire e iniziare la performance è necessario riempire solo quella piccola parte di serbatoio di energia che abbiamo utilizzato durante il sonno, perciò non bisogna optare per grandi colazioni ma basterà poco per rimettere nel nostro organismo il quantitativo di “carburante” che ci manca. Quindi è consigliato fare una colazione leggera sempre con il giusto abbinamento proteico per bilanciare e mantenere la glicemia stabile e introdurre il giusto quantitativo di zucchero per essere performanti, leggeri e liberi dai processi digestivi del corpo. Un esempio? Una fetta di pane tostato con 50/80 g di affettato magro oppure con 1 o 2 cucchiai di marmellata o miele. E per i ciclisti amanti della pasta “per forza” ammesso anche 1 porzione di pasta abbinata sempre a dell’affettato magro. Importante, se l’orario lo permette, mangiare almeno 3 ore prima della partenza per agevolare ancora di più la digestione.
 3.     Durante la gara sì a piccoli “food break” – Fondamentale durante la pedalata è nutrirsi ogni 30/40 minuti così da idratare regolarmente il nostro corpo e reintegrare gli elettroliti persi nella performance. Come per esempio utilizzando soluzioni pratiche e veloci come gel o barrette con magari degli zuccheri aggiunti, che andranno così a reintrodurre nel nostro organismo minerali e liquidi consumati. Attenzione però a utilizzare sempre prodotti già testati in allenamenti precedenti.
 4.     E post gara? Al via la fase “recupero e gratificazione” – Al termine della pedalata sarà importante cercare di nutrirci recuperando al meglio tutto quello che abbiamo perso e, perché no, gratificarci con qualcosa di buono che ripaghi dalle fatiche dell’allenamento. Si potrà optare per preparati energetici come gli integratori post workout chiamati recovery che aiuteranno ad assumere tutte le sostanze nutrienti di cui abbiamo bisogno nel minor tempo possibile. E ci si potrà concedere finalmente i carboidrati ad alto indice glicemico come pane, pasta, pizza e tutto ciò che possa gratificare con gusto il recupero fisico, ricordandoci di abbinare sempre una fonte proteica al fine di mantenere la glicemia stabile e non sottoporre a stress il nostro organismo.



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