Tempo Libero

Le abitudini più strane all'estero per gli italiani, i culture shock da sapere

Ci sono paesi dove baciarsi è vietato, altri dove non si butta la carta igienica nel Wc

Una coppia si bacia in pubblico - a Dubai e in Malesia è vietato per legge - foto iStock. © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 17 luglio 2022
  • 17:46

Viaggiare, per vacanza, per studio, per lavoro: sono sempre grandi opportunità di crescita e di conoscenza di altre culture. Ma a volte può esserci un 'culture shock', una delle sensazioni più comuni sperimentate andando in un nuovo Paese e magari restando più di pochi giorni. Se poi ci si trasferisce per un periodo fare i conti con questo disorientamento all'inizio non è facile e può creare disagio questa mancanza di riferimenti. Tra gli aspetti che più possono contribuire a tale sensazione vi è sicuramente la barriera linguistica: parlare la lingua locale consente non solo di comunicare con le persone del posto, ma anche di cogliere e comprendere quelle dinamiche e sfumature culturali che permettono di sentirsi realmente a casa. Per questo è importante investire fin da subito nella propria preparazione linguistica per poter affrontare al meglio un’esperienza all’estero.
Ecco da Babbel in collaborazione con Wep, organizzazione internazionale che si occupa da oltre 30 anni di scambi culturali, una guida con alcuni suggerimenti utili ad affrontare il culture shock.
I culture shock più strani per gli italiani all’estero
Alcune delle abitudini che si incontrano all’estero possono essere molto distanti dagli usi e costumi italiani:
In Messico, Brasile e altri Paesi dell’America Latina non si butta la carta igienica nel WC: uno dei traumi che più frequentemente colpisce l'italiano all'estero è entrare in un bagno e non trovare il bidet. Ma la sorpresa potrebbe essere ancora più grande in molti Paesi del Sud America, dove spesso si trova un avviso che recita “por favor, não jogue papel higiênico na privada” o “por favor, no tires papel en el inodoro”. Questo perché i sistemi idraulici non riescono a smaltire la carta igienica e l’unica soluzione è quella di raccogliere il tutto in un sacchettino di plastica per poi gettarlo in un secondo momento.
Prezzi “falsi” negli Stati Uniti: una cosa importante da sapere per evitare brutte sorprese al momento di pagare è che negli USA i prezzi esposti nei negozi in genere non sono comprensivi delle tasse. Queste vengono infatti stabilite dai singoli Stati e possono quindi variare a seconda della zona in cui ci si trova. Bisogna inoltre ricordarsi del “tipping”, l’abitudine di lasciare la mancia al bar o al ristorante, di solito non inferiore al 20% del conto totale.
Nel Nord Europa i bambini dormono fuori al freddo: in Paesi come Finlandia, Svezia e Norvegia è normale vedere neonati dormire in passeggini lasciati incustoditi all’aperto, soprattutto fuori da bar e ristoranti. Questa pratica non dovrebbe destare alcuno scandalo perché oltre ad essere molto diffusa ha anche diversi benefici: assicura ai bambini la loro dose giornaliera di aria fresca durante la pennichella e permette ai genitori di prendersi qualche ora per sé.
Dal Brasile alla Grecia, gesti a rischio fraintendimento: in Brasile il gesto di “ok” con la mano alzata e l’indice e il pollice a formare uno zero può essere interpretato come un gesto volgare, al pari del dito medio alzato in Italia. Chi si sta preparando per la Grecia dovrà invece considerare che il tipico saluto con la mano e le cinque dita tese è in realtà il gesto della mountza, uno dei più gravi insulti che si possano rivolgere a un greco.
In Giappone sono tutti pazzi per le Idol e le strade non hanno un nome: con la parola “Idol” ci si riferisce a band o cantanti creati a tavolino per affermarsi nell’industria della j-pop, la musica pop giapponese. La figura dell’Idol è un vero e proprio modello da seguire, incarna la dedizione al lavoro e al raggiungimento dei propri obiettivi che serve a spronare i giovani. Per quanto riguarda gli indirizzi, fatta eccezione per le vie principali, dove il nome della strada è seguito dalla parola “dori” - l’equivalente dell’italiano “via” - per orientarsi in Giappone si usa un metodo molto diverso da quello italiano, chiamato “jūkyo hyōji”. L’indirizzo parte infatti dalla zona geografica più ampia per restringere via via il campo, riportando nell’ordine il codice postale, la prefettura, la città, il quartiere, l’isolato, il blocco e il numero civico, che può infine essere seguito dal nome del palazzo.
In Cina usare i fazzoletti per soffiarsi il naso è considerato disgustoso: esattamente come per gli italiani può risultare strano vedere qualcuno sputare in pubblico, pratica molto comune in Asia, agli occhi dei cinesi conservare in tasca un fazzoletto usato è considerato alquanto antigienico.
Da Dubai alla Malesia, niente baci in pubblico: in alcune parti del mondo è meglio non scambiarsi gesti d'affetto nei luoghi pubblici. Contrariamente a quanto avviene ad esempio negli Stati Uniti, dove tale pratica è talmente comune da essersi guadagnata l’acronimo PDA (public display of affection), in altri luoghi, come in Malesia e a Dubai, baciarsi in pubblico è addirittura vietato per legge.
A Singapore è vietato il chewing gum: è proibito anche semplicemente introdurlo nel paese in virtù di una legge del 1992 introdotta per porre un freno al brutto vizio di masticare la gomma e poi sputarla per terra. La cultura del cibo: impossibile non considerare anche l’aspetto culinario, una delle differenze più difficili da digerire per l’italiano in trasferta. Oltre alla varietà di pietanze che si possono sperimentare nel mondo, come uno spiedino a base di insetti in molti mercatini asiatici, gli italiani potrebbero essere sorpresi dal vedere la carne lasciata all’aria aperta nei mercati del Marocco o dal fatto che in molti Paesi arabi si mangi con le mani.

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