Tempo Libero

In bici tra Roma e Ostia sulle tracce dei set di Federico Fellini

Dal bar dei Vitelloni all'Eur di Anita Ekberg, itinerari della ciclovia DolceSpiaggia

Ciclovia Dolcespiaggia - 04_ciclabileOK © ANSA
  • di A.M.
  • 25 luglio 2022
  • 20:24

In bicicletta tra Roma e Ostia sulle tracce di Federico Fellini attraverso le location dei suoi film. Itinerari suggeriti da Fellini Guarda il Mare di Anna Longo con Romano Puglisi
OSTIA, PEDALARE ATTRAVERSO LE LOCATION DI 8½, I VITELLONI, AMARCORD, GIULIETTA DEGLI SPIRITI  E LE NOTTI DI CABIRIA.
L’itinerario parte da Fiumicino e si dirama in due direzioni di viaggio – la prima dedicata al territorio di Ostia, la seconda diretta a Roma – che offrono la possibilità di visitare numerose location dei film di Fellini ma anche tanti siti di valenza monumentale e paesaggistica.  Dai casali alle ville, dai resti romani alle necropoli, dalle oasi naturalistiche alle zone che invece meriterebbero di essere tutelate, il percorso è una continua scoperta di luoghi noti e meno conosciuti segnalati e descritti con acume e passione. Dopo aver superato Fiumicino e Isola Sacra, la Ciclovia Dolcespiaggia approda a Ostia, cui è dedicata una lunga variante, la 7a frazione di viaggio, con la quale è possibile esplorare anche il Borgo di Ostia Antica e il Parco Archeologico. Le prime location che si incontrano si trovano nella zona dell’Idroscalo e all’interno del CHM - Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia, nei pressi della foce del Tevere, dove sono state girate alcune sequenze significative di 8½, in particolare l’animato girotondo finale con, sullo sfondo, l’emergenza architettonica di Tor San Michele. La pedalata prosegue poi sul lungomare di Ostia dove, oltre all’omaggio a Pier Paolo Pasolini con il Parco Letterario a lui dedicato, si incontrano le location tratte da film come 8½, I vitelloni, Roma e Giulietta degli spiriti. Un esempio valga per tutti: il bar de I vitelloni nel centro storico di Ostia – che in realtà è la Rimini di Federico adolescente, reinventata appunto a Ostia – luogo di incontro e di sollazzo per i cinque giovani sfaccendati protagonisti del film. Dopo Castel Fusano, attraversando un’altra porzione della Riserva Statale del Litorale Romano e l’area della Bonifica, si raggiunge Ostia Antica dove archeologia e cinematografia si incontrano per dare vita a numerose scene memorabili di Amarcord, come quella iniziale nel Borgo con le lenzuola stese e sbattute dal vento o l’altra sequenza nella zona di via Capo Due Rami durante la quale lo ‘zio matto’ Teo (Ciccio Ingrassia) si arrampica su un albero e grida “Voglio una donnaaa!”. Ma prima che questa frazione si concluda a Centro Giano, non si può non citare la percorrenza lungo il ‘Sentiero Pasolini’ e la zona di Dragona – piuttosto irriconoscibile rispetto agli anni Cinquanta – dove si trovava la misera casupola nella quale abitava la protagonista del film Le notti di Cabiria, la grande Giulietta Masina.
ROMA, IL TEVERE, L’EUR, SAN PAOLO: SU DUE RUOTE PER RITROVARE I SET DE LA DOLCE VITA, LA STRADA, LE TENTAZIONI DEL DOTTOR ANTONIO E ANCORA I VITELLONI.
La seconda direzione dell’itinerario, che si sviluppa in due frazioni di viaggio, si snoda invece lungo il Tevere e raggiunge Roma usufruendo quasi esclusivamente di percorsi ciclabili, quali la Regina Ciclarum e la Ciclabile Tevere Sud. Anche in questo lungo tratto di percorso, accanto ai siti di interesse cinematografico, non mancano le emergenze archeologiche, come il Museo delle Navi Romane e l’area dei Porti imperiali di Claudio e Traiano della città di Portus, o i luoghi con valenza ambientale come l’Oasi del ‘Fiume morto’ facente parte della Riserva del Litorale Romano. Ancora una volta, gli autori ci catapultano in un passato non lontano cronologicamente ma che, attraverso i film di Fellini, ci mostra una Roma a volte completamente diversa, quella degli anni Sessanta, quando la cementificazione non era ancora dilagante e il GRA era ancora in costruzione. Come non citare la memorabile scena de I vitelloni, girata proprio sul cantiere del Grande Raccordo Anulare, in cui Alberto Sordi sporgendosi dall’auto decappottabile sfotte una squadra di operai urlando “Lavoratooriii…#!!” e fa­cendo il famoso gestaccio con il braccio.  E finalmente il cicloviaggio arriva all’EUR, quartiere molto amato dal regista e set privilegiato di tanti film come “Le tentazioni del dottor Antonio”, episodio di Boccaccio ’70, La dolce vita e Giulietta degli spiriti. “L’EUR è un quartiere che mi piace moltissimo. Io non so perché mi piaccia tanto. Ci sono parecchie ragioni probabilmente. Forse la più ovvia […] è per questo senso di metafisico […]. Ecco, l’EUR ti restituisce questa leggerezza, come di abitare in una dimen­sione di un quadro. Quindi ha una atmosfera liberatoria, in quanto in un quadro non esistono leggi se non quelle estetiche. È un quartiere che per me è anche un teatro di posa.”  spiega Fellini nel documentario Fellini e l’EUR (1972) realizzato da Lu­ciano Emmer per la Rai. Prendono vita le sequenze girate presso il Palazzo dei Congressi dei film La dolce vita e Giulietta degli spiriti, quelle lungo il laghetto del Giardino delle Cascate nel Parco Centrale del Lago o quelle dell’incubo notturno del dottor Antonio in cui una gigantesca Anita Ekberg dialoga con lui nei pressi del Palazzo della Civiltà Italiana (immagine evocata in copertina), o ancora le scene diurne e notturne che mostrano il grande spiazzo dove attualmente si trova il Centro Congressi ‘La Nuvola’ di Massimiliano Fuksas e dove nell’episodio “Le tentazioni del dottor Antonio” è stato collocato il grande cartellone pubblicitario con la donna conturbante (sempre A. Ekberg) che invita a “bere più latte”, origine dell’ossessione del protagonista, il bacchettone Antonio interpretato da Peppino de Filippo. Lasciato l’EUR, ci attende l’ex Cinodromo Marconi dove, nel film La strada, viene allestito il circo nel quale si ritrovano a lavorare Gelsomina (G. Masina), Zampanò (A. Quinn) e ‘il Matto’, giovane girovago acrobata interpretato da Richard Basehart. Infine, con il magnifico fondale della Basilica di San Paolo, meta finale del cicloviaggio, gli autori ci propongono l’ultima location tratta dallo stesso film, nella quale Gelsomina attende che Zampanò esca di prigione.
I NUMERI DI CICLOVIA DOLCESPIAGGIA.
Nel Volume 1 è descritta la prima parte del tragitto (sei frazioni) lunga complessivamente 87 km e composta da cinque frazioni relative all’itinerario principale (da Santa Severa a Fiumicino, 69 km) e da una variante (da Maccarese a Ponte Galeria, 17 km) descritta nella 5a frazione.
Nel Volume 2 è descritta la seconda parte del percorso di 86 km complessivi, suddiviso in tre frazioni di viaggio. Quindi, ai 32 km del percorso principale (8a e 9a frazione) – da Fiumicino alla Basilica di San Paolo in Roma – si ag­giungono 54 km della lunga variante da Fiumicino a Casal Bernocchi (7a frazione), che esplora l’area a sud della foce del Tevere, con l’Isola Sacra, Ostia, Castel Fusano, Ostia Antica e Dragona.
Si intitola “Fellini guarda il mare. Ciclovia Dolcespiaggia 2, in bici alla scoperta delle location felliniane nel Lazio” la seconda parte della Guida firmata per dei Merangoli Editrice dalla giornalista Anna Longo, con Romano Puglisi, scrittore di cicloguide e socio fondatore FIAB, in anteprima domenica 24 luglio al Festival Appunti di viaggi di Città di Castello.
Il volume contiene inoltre contributi originali di Alessandro d’Alessio, direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica, Massimiliano Fuksas, progettista del Centro Congressi ‘La Nuvola’, Dante Ferretti, scenografo di Fellini e premio Oscar, e di Vittorio Emiliani, giornalista e autore del libro Il riscatto dell’Agro, sulla Bonifica di Ostia. Realizzato, come il primo volume, Italian filmmaker on il patrocinio di FIAB, Italia Nostra e Wigwam, anche il secondo volume di “Fellini guarda il mare” è corredato dal codice QR che consente di scaricare le tracce GPS dei percorsi. Dopo aver esplorato nella prima parte il litorale romano tra Santa Severa e Fiumicino, in un viaggio fra natura e cultura pieno di sorprese, la Cine-ciclo si sosta adesso verso Ostia e poi nel cuore dell’Urbe, fra il corso del Tevere, l’EUR – quartiere particolarmente amato da Federico Fellini – e la Basilica di San Paolo Fuori dalle Mura. Sogno nel cassetto degli autori è che la Ciclovia Dolcespiaggia, progettata collegando tratti di ciclabile esistenti alternati a sentieri e percorsi misti, diventi in un futuro non troppo lontano una vera Ciclovia ufficiale. I libri sono dedicati non soltanto a Federico Fellini – del quale nel 2020 è stato celebrato il centenario della nascita – ma anche ad altre importanti personalità legate al litorale romano: Giulietta Masina e Antonio Cederna, nati nel 1921 e ricordati nel 2021, senza dimenticare Pier Paolo Pasolini, il cui centenario dalla nascita ricorre quest’anno. Soprattutto Cederna rimane per ambientalisti e amanti della bicicletta un punto di riferimento imprescindibile per aver dato vita alla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano

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