Incidenti stradali, 4 su 10 per velocità e distrazione

Pesano l'uso del telefono al volante e il mancato rispetto delle regole- Seduto davanti un bambino ferito su 4

Redazione ANSA

Oltre quattro incidenti stradali su dieci sono dovuti alla distrazione al volante, anche dovuta all'uso del telefonino, al mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo e alla velocità troppo elevata. Questi tre comportamenti costituiscono, infatti, la causa nel 40,8% degli incidenti.

Sono i dati presentati dal direttore dell'Istat per le statistiche sociali, Vittoria Buratta, alla commissione Trasporti della Camera, che sta valutando proposte di legge per la modifica del codice della strada che includono l'innalzamento dei limiti di velocità a 150 chilometri orari in autostrada e sanzioni più salate per l'uso di telefoni alla guida.

Buratta ha spiegato che l'introduzione della legge sulla patente a punti nel 2003, ha avuto un "effetto significativo e quasi immediato" su incidenti, feriti e morti. "Meno immediati" sarebbero gli effetti dei Tutor sulle autostrade inseriti nel 2005, con una significativa riduzione dei morti solo a partire da agosto 2007. Sarebbe invece prematuro stimare gli effetti del reato di omicidio stradale, introdotto nel 2016.

Secondo lo studio, oltre un bambino con meno di nove anni ogni quattro feriti o morti in incidenti stradali nel 2017 si trovava sul sedile anteriore del veicolo (il 26%). Per dedere nei posti anteriori con sicurezza, c'è un limite legale dell'altezza che deve essere maggiore di un metro e 50 centimetri. Le contravvenzioni per il mancato uso delle cinture e dei sistemi di ritenuta per bambini sono aumentate del 16,5% tra il 2014 e il 2017 con un incremento, anche nell'ultimo anno, del 3,4% rispetto a 2016.

L'Italia, infine, risulta essere il paese europeo con più mezzi a motore. In dieci anni il numero di auto ogni mille abitanti sono passate dalle 613 ogni mille abitanti del 2007 alle 635 del 2017, secondo i dati presentati dall'Istat in un'audizione alla commissione Trasporti della Camera. I veicoli complessivi sono 841 ogni mille abitanti. L'uso di mezzi privati è rimasto stabile, ma ha cominciato a diffondersi un po' di più di l'abitudine di camminare. Chi si sposta a piedi è passato dal 16,2% del 2007 al 17,4% del 2017, oltre uno su 6, mentre chi usa solo la bici è stabile all'1,7%. Le due categorie dei pedoni e dei ciclisti restano, insieme a quella dei motociclisti, le più vulnerabili sulla strada. L'indice di mortalità per i pedoni (3,1 morti ogni 100 incidenti) è di quasi cinque volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (0,7) e per motociclisti e ciclisti il valore è oltre il doppio (1,6 e 1,4). Tra le proposte di modifica del codice della strada in discussione alla Camera c'è l'obbligo di casco per i ciclisti e la possibilità per le bici di andare contromano, oltre alla sperimentazione di monopattini elettrici e hoverboard.

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