Maserati Classiche, riflettori puntati su innovativa Ghibli

Disegnata da Giugiaro, fece evolvere il concetto di gran turismo

Redazione ANSA ROMA

Vera icona della storia del Tridente di ieri, con una denominazione diventata protagonista di quella odierna con la berlina lanciata nel 2013, Ghibli occupa una posizione di spicco nel mondo delle Maserati Classiche. Un 'patrimonio' della cultura automobilistica, quello delle vetture sportive del Tridente, che combacia perfettamente con lo spirito e le finalità della nuova divisione che la Casa di Modena ha dedicato alla valorizzazione dei modelli del passato. Presentata nel 1967 la prima Ghibli si distingueva per essere una nuova interpretazione del concetto di vettura gran turismo.

Maserati Ghibli 1966

Una particolarità legata all'originalità del disegno firmato da Giorgetto Giugiaro, che la realizzò durante il suo periodo in Ghia, azienda che era stata incaricata del progetto.
Il grande designer descrive così le caratteristiche delle linee e delle forme della Ghibli: 'Uno straordinario cofano particolarmente lungo e piatto, una calandra a tutta larghezza, fari a scomparsa, un parabrezza fortemente angolato, ampie luci di posizione che terminavano in un segmento verticale e fiancate estremamente pulite nonostante la linea della vettura risultasse molto mossa. Il posteriore era piuttosto alto, per motivi sia aerodinamici che funzionali'.

Partendo da quel prototipo, diventato modello di produzione l'anno successivo, Maserati ottenne importanti successi commerciali (vendendo come la Ferrari Daytona e più di Lamborghini Miura) e soprattutto realizzando una importante crescita della sua immagine a livello globale.
Il nome richiamava un vento, una tradizione iniziata nel 1963 con la Mistral e che si rinnova ancora oggi con l'attuale Ghibli, con Levante e - nella nuova era della Casa del Tridente - con l'imminente Grecale. Ghibli, va sottolineato, è un vento forte e caldo del Nord Africa, una scelta non casuale in quanto la vettura si caratterizza per la velocità e per il 'calore' del suoi contenuti tecnici e stilistici capace di accendere la passione per le forme e le prestazioni di questa gran turismo.

Presentando 55 anni fa la prima Ghibli, Maserati propose una vettura dall'impronta sportiva, ma non esasperata. il motore era un nuovo progetto basato sull'esperienza del ben noto 8 cilindri della Mexico, capace di erogare 330 Cv nella versione 4,7 litri, a cui fece seguito nella Ghibli SS una versione ancora più prestazionale da 4,9 litri.
Per lasciare più spazio allo stile attraverso la riduzione dell'altezza del cofano, il motore venne dotato di carter secco, soluzione prettamente di stampo racing che prevedeva il montaggio sul telaio, di tipo tubolare, in posizione molto bassa. Ciò permetteva di conferire alla vettura quel caratteristico aspetto aggressivo e slanciato che fu uno dei cardini del successo della Ghibli.

Il dettaglio stilistico più significativo, che segna un deciso cambiamento con i modelli che precedevano Ghibli, era l'integrazione dei volumi: non c'era distinzione tra corpo vettura e abitacolo, non separato e nemmeno sovrapposto, ma allineato in un'unica superficie.

Altra novità di stile era il frontale, decisamente originale per Maserati: i fari a scomparsa e la calandra (sottilissima) occupavano tutto il muso della vettura con al centro- seppure in dimensioni ridotte - l'iconico logo del Tridente. La vista laterale valorizzava la linea slanciata di Ghibli: cofano lungo e basso, parabrezza molto inclinato, proporzioni perfette senza alcun decoro superfluo. Il montante triangolare posteriore assumeva una propria identità, diventando un elemento iconico ripreso anche in successivi modelli della Casa del Tridente.

In tutto, tra il 1967 e il 1972, sono state prodotte oltre 1.200 Ghibli coupé e 128 Ghibli Spyder (lanciata nel 1969). Un esemplare fu acquistato da Henry Ford (nipote del fondatore) che la fece esporre nella hall del Ford Product Development Center di Detroit, presentandola come 'esempio da seguire e fonte di ispirazione'. Un'ispirazione che ha guidato anche alla Casa del Tridente, che nel 2013 ha deciso di presentare un nuovo modello, riproponendo il nome Ghibli per l'attuale berlina sportiva e iniziando così un'altra storia di successi.

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