Zero CO2, obiettivo è raggiungibile anche con auto a benzina

Studio presentato a Vienna, vettura e-Fuel a controlli avanzati

Redazione ANSA ROMA

Si chiamano Demuynck, Mendoza Villafuerte, Bosteels, Pannwitz, Tietze, Sens, Williams, Bouet e Chaillou. Un gruppo di progettisti e ricercatori di altissimo livello, i cui nomi sono però noti solo all'interno del mondo automotive e in particolare dei motori benzina e diesel, ma che fra 40-50 anni potrebbero essere ricordati come coloro che hanno salvato i propulsori termici ICE.
    Un lungo e articolato lavoro di questi studiosi dei 'segreti' di funzionamento dei motori e soprattutto delle soluzioni per abbattere i gas ad effetto serra (CO2) e gli inquinanti emessi dallo scarico è stato infatti presentato meno di due mesi fa al 43mo International Vienna Motor Symposium 2022.
    Questo studio - si legge nel documento presente al sito https://vienna-motorsymposium.com - descrive l'implementazione di un sistema avanzato di controllo delle emissioni su un veicolo dimostrativo a benzina e la convalida di bassissime emissioni inquinanti su combustibili rinnovabili sostenibili, tanto da giustificare il titolo 'Zero-Impact Emissions from a Gasoline Car with Advanced Emission Controls and E-Fuels'.
    Quanto descritto a Vienna e lungamente sperimentato nell'ambito di grandi aziende e grandi organizzazioni, andrebbe dunque ad impattare sulla recente decisione del Parlamento Europeo che per realizzare l'abbattimento del 100% al traguardo del 2035 imporrebbe di fatto la sola scelta delle auto elettriche, senza tener conto di altre tecnologie o altre categorie di fonti energetiche Lo studio 'Zero-Impact Emissions from a Gasoline Car with Advanced Emission Controls and E-Fuels' è arrivato, tra l'altro, a meno di 2 anni di distanza dalla pubblicazione del rapporto della Commissione Europea 'JEC Well-to-Tank report v5' (Well-to-Wheels analysis of future automotive fuels and powertrains in the European context).
    In questo corposo lavoro la stessa Ue raccomandava nelle conclusioni che "per quanto riguarda elettricità e idrogeno, vale la pena notare che non sono da considerarsi fonti energetiche primarie, ma vettori. Le prestazioni ambientali dei percorsi dei propulsori basati sull'elettricità sono dunque determinate dalla fonte primaria utilizzata per la sua produzione". Nel documento della Commissione Europea si legge anche che "il confronto mostra che i combustibili fossili convenzionali offrono percorsi energetici altamente efficienti".
    La proposta presentata a Vienna va dunque esattamente in questa direzione, perché svincola il raggiungimento degli obiettivi di CO2 dalla propulsione elettrica, con tutti i problemi di qualità di produzione dell'energia, e punta a sfruttare il miglioramento delle tecnologie di combustione, di trattamento dei gas di scarico e di impiego di combustibili di nuova generazione.
    Il veicolo dimostrativo è dotato di un propulsore a benzina mild-hybrid da 48 V con un motore turbo a iniezione diretta da 1,5 litri. Il sistema di controllo delle emissioni è costituito da un catalizzatore a tre vie (TWC) in posizione accoppiata, in combinazione con un filtro antiparticolato catalizzato sotto il pavimento (cGPF), un secondo TWC e un catalizzatore di scorrimento ad ammoniaca (ASC). In una seconda fase, un catalizzatore riscaldato elettricamente (EHC) è incluso come prima parte all'interno del TWC monoblocco.
    Lo studio ha riscontrato bassissime emissioni inquinanti ottenute nel confronto con la benzina di riferimento (E10) sfruttando due combustibili rinnovabili sostenibili, la cosiddetta Blue Gasoline (già disponibile e in gradi di ridurre almeno il 20% della CO2) e l'e-Fuel disponibile a medio termine per raggiungere il 100% di contenuto rinnovabile.
    Gli autori sottolineano che si prevede che "per decenni a venire nel contesto mondiale la maggior parte dei nuovi veicoli sarà equipaggiata con un motore a combustione interna" ed è quindi importante per ridurre il riscaldamento globale agire subito perché "tutte le emissioni che possono essere ridotte ora avranno un impatto significativo sulla mitigazione del cambiamento climatico a causa dell'effetto cumulativo di ogni grammo di CO2 emesso nell'atmosfera".
    I dati dello studio mostrano che un veicolo con un motore a combustione interna adeguatamente riprogettato e alimentato soddisfa l'obiettivo carbon neutral, simile a un Bev alimentato con elettricità rinnovabile e un FCEV rifornito con idrogeno verde. La ricerca ha validato bassissime emissioni inquinanti con combustibili rinnovabili sostenibili, che consentono di ridurre significativamente le emissioni di CO2 Well-to-Wheel (WtW) puntando così "verso il raggiungimento di emissioni a impatto zero con questa combinazione".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie