UNRAE, per taglio CO2 sfruttare la neutralità tecnologica

Crisci, presidente 'favorire rinnovo parco anche con l'usato'

Redazione ANSA MILANO

Guardando alle scadenze del 2035 e soprattutto del 2050, l'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE) si auspica che il Governo italiano, assieme agli altri europei coinvolti nella transizione verso l'elettrico sostengano e attuino decisioni che "puntano all'abbattimento della CO2 sfruttando la neutralità tecnologica" e quindi facendo ricorso nell'intervallo che manca a queste scadenze ad atti concreti e immediati.
    Lo ha detto ad ANSA Michele Crisci, presidente dell'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri: "Ci sono due aree con cui dovremo interloquire con il Governo, così come lo dovranno fare anche gli altri Paesi europei. Il primo è accelerare il rinnovo del parco circolante. Per questo siamo sempre stati favorevoli alla neutralità tecnologica. Un conto è guardare alla elettrificazione, altro è poter usare motori endotermici di nuova generazione e di piccola cilindrata, ma anche microibridi per sostituire gli Euro 1 ed Euro 2 che sono ancora in circolazione".
    Crisci ha aggiunto che "a questo scopo va bene anche l'usato di ultima generazione perché la CO2 si abbatte anche così, in maniera molto pragmatica. Vogliamo coinvolgere in questo ambito le aziende, che posseggono flotte e quindi sono in condizioni di reimmettere sul mercato dell'usato auto moderne a prezzi convenienti".
    Trattando della situazione generale di difficoltà del settore, Crisci ha ribadito che "l'atteso aumento prezzi di listino e la rivoluzione del sistema di vendita e di assistenza delle auto - ha detto Crisci - sono temi molto caldi. Dopo la pandemia e le conseguenze della guerra in Ucraina anche l'aumento dei costi di produzione e dei prezzi di listino va a sovrapporsi ai cambi nella distribuzione" così come previsto dal nuovo regolamento Block Exemption Regulation (Ber).
    Il presidente dell'Unrae ha ribadito che si tratta di una situazione preoccupante, anche perché da solo il comparto della produzione e del commercio di autoveicoli vale in Italia il 10-12% del Pil. "Come sempre, quando avvengono grandi cambiamenti, come quello della digitalizzazione, ci sono grandi opportunità. Ci auguriamo - ha detto Crisci - comunque che il ritorno alla normalità avvenga al più presto e che tutto questo duri ancora 6-8 mesi".
   

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