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Palermo fa rivivere la tradizione del design italiano

'I sogni vanno difesi'. Torino e Fca le sue grandi passioni

TORINO ANSAcom

"Le idee e il talento non si comprano e non si vendono. Per diventare grande devo percorrere ancora tantissima strada, ma i sogni vanno difesi". Umberto Palermo, 46 anni, è un nome del design automobilistico made in Italy. C'è una foto scattata al salone Parco Valentino che lo ritrae accanto a veri 'big' di fama mondiale, come Lorenzo Ramaciotti, Leonardo Fioravanti, Paolo Pininfarina e Alfredo Stola: è il segno della continuità con lo storico design torinese. E al motorshow del Valentino, dove espone le supercar Almas e Mole Costruzione Artigianale 001, ha ricevuto il premio della Fondazione Nobis riservato alla promessa del car design.

"Due colonne portanti dell'italianità, Pininfarina e Giugiaro, hanno cambiato passaporto - spiega Palermo - ma il maestro Giugiaro ha sentito la necessità di portare avanti un sogno che in un ottantenne di fama mondiale non si è spento, e ha semplicemente cambiato partita Iva". Anche Palermo ha un partner, il gruppo Adler, e considera l'autonomia un valore da difendere: "Non credo alle acquisizioni in ambienti dove il lavoro prodotto è frutto delle emozioni come il design perché in un'acquisizione c'è qualcuno che soffre e la sofferenza non è un buon fertilizzante per una pianta alla quale chiediamo frutti dal sapore unico. Mi ritengo fortunato ad avere un mentore come Paolo Scudieri perché con lui vivo un percorso di crescita, dove la mia creatività si affianca all'industria".

Da operaio ad aiuto architetto, da semplice designer a nome illustre. A 46 anni Umberto Palermo, che si chiama come la città in cui è nato, ha già percorso una lunga strada. L'amore per l'auto lo ha sempre avuto. Da bambino conosceva l'intera gamma di Fiat e Alfa, smontava le macchinine, gli piaceva modificarle e ricostruirle. Partito dalla Sicilia, che lascia il segno nel suo carattere e nel suo linguaggio, impara il mestiere alla 'bottega' di Rodolfo e Marco Bonetto a Milano. Arriva poi a Torino, spronato dal padre Ugo, "perché è qui che sanno fare le automobili e c'è la Fiat". Un grande amore duplice, che lo porta ad affiancare al suo cognome un simbolo della città, la Mole, ma anche ad attrarre l'attenzione di Sergio Marchionne e Alfredo Altavilla, che gli permettono di reinterpretare la Fiat 124 Spider e l'Alfa Romeo 4C in pezzi unici per collezionisti.
Dalle auto di lusso one-off al boiler che arredano per Ariston, dai camion disegnati per Dongfengh che spopolano in Cina ai frigoriferi per Homa e all'Ape Car Piaggio per la nutella: la sua attività ha tante sfaccettature e in ogni ambito Palermo porta la sua matita felice e la sua creatività. Con un 'fil rouge': i bisogni dell'uomo al centro di ogni progetto.

In collaborazione con:
Umberto Palermo

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