Camminare 10 minuti al dì ricetta longevità ottuagenari

Un'ora di attività a settimana è benefica per gli over 85

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 24 AGO - Dieci minuti al giorno, circa un'ora a settimana: è questa la ricetta della longevità per gli ottuagenari secondo una ricerca presentata al congresso della Società europea di cardiologia, Esc Congress 2022, a Barcellona. Indipendentemente dall'età, agli adulti è consigliato di svolgere almeno 150 minuti a settimana di attività a intensità moderata o 75 minuti a intensità vigorosa, oppure una combinazione equivalente. Tuttavia, la sedentarietà tende ad aumentare con l'età. "Il nostro studio - specifica Moo-Nyun Jin dell'ospedale Sanggye Paik dell'Università di Inje, a Seoul - suggerisce che camminare almeno un'ora alla settimana è benefico per le persone di età pari o superiore a 85 anni. In parole povere, 10 minuti ogni giorno". La ricerca ha esaminato l'associazione tra la deambulazione e i rischi di mortalità per tutte le cause e specificamente quelle di tipo cardiovascolare tra gli adulti di età pari o superiore a 85 anni. I ricercatori hanno utilizzato le informazioni del database Senior del servizio di assicurazione sanitaria nazionale coreano (NHIS). Lo studio ha incluso 7.047 adulti di età pari o superiore a 85 anni che sono stati sottoposti al programma di screening sanitario nazionale coreano dal 2009 al 2014. I partecipanti hanno completato un questionario sull'attività fisica nel tempo libero con domande sul tempo trascorso ogni settimana camminando a passo lento, attivita ad intensità moderata come andare in bicicletta e camminare a passo svelto e quelle ad intensità vigorosa come la corsa.
    I ricercatori hanno analizzato le associazioni tra deambulazione, mortalità per tutte le cause e mortalità cardiovascolare dopo aver tenuto conto dell'energia spesa per attività fisica di intensità da moderata a vigorosa. È emerso che rispetto agli individui inattivi, coloro che camminavano almeno un'ora a settimana avevano rispettivamente il 40% e il 39% di rischio relativo inferiore di mortalità per tutte le cause e cardiovascolare. (ANSA).
   

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