Due miliardi di stelle nella nuova mappa 3D della Via Lattea

Il nuovo catalogo della missione Gaia parlaanche italiano

Adele Lapertosa

Un ritratto dettagliatissimo senza precedenti, un censimento minuzioso che svela come mai fino ad ora la Via Lattea, con ben 1.811.709.771 di stelle: sono i risultati del nuovo catalogo astronomico della Early Data Release 3 (EDR3) della missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), presentato oggi, a cui partecipano l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Questo catalogo si basa sui primi 34 mesi di osservazioni del satellite, supera in precisione la versione precedente del 2018, grazie a oltre un anno di osservazioni aggiuntive.


Rappresentazione grafica dello spostamento di 40.000 stelle nel cielo nei prossimi 400.000 anni, calcolato usando la Early Data Release 3 della missione Gaia (fonte: ESA/Gaia/DPAC – AAnthony Brown, Stefan Jordan, André Moitinho)


"L'obiettivo della missione Gaia di realizzare la più accurata mappa tridimensionale della nostra galassia è pienamente sostenuto dall'Italia", spiega Barbara Negri, responsabile Volo Umano e Strumentazione Scientifica dell'Asi, "che partecipa attivamente al Data Processing and Analysis Consortium presso Altec (Aerospace Logistics Technology Engineering Company) a Torino".


Grande Nube di Magellano (a sinistra) e Piccola Nube di Magellano (a destra) viste grazie ai dati della missione Gaia. In blu, le stelle più giovani, che sembrano unire le due galassie con un ponte (fonte: Laurent Chemin, 'Gaia Early Data Release 3: Structure and properties of the Magellanic Clouds', Gaia Collaboration, X.Luri, et al. 2020)

Il centro di Torino è l'unico in Italia, dei sei presenti in Europa, con tutti i dati di missione per un totale 1,5 milioni di gigabyte. I nuovi dati mostrano anche i movimenti oscillatori delle stelle nelle frange più esterne della Via Lattea, la rotazione delle stelle nella Grande Nube di Magellano e della Piccola Nube di Magellano. Il catalogo comprende anche 1.6 milioni di quasar, i cuori di galassie lontane la cui enorme luminosità proviene all'attività dei buchi neri supermassicci nei loro centri. Queste osservazioni hanno permesso di stimare l'accelerazione del Sistema solare nel suo moto intorno al centro della Via Lattea, pari a 7 millimetri al secondo nel corso di un anno, per la prima volta utilizzando dati in banda ottica.

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