Pronto al lancio il satellite meteo europeo di terza generazione

Per previsioni più accurate, rinviata invece partenza di Vega C

Redazione ANSA ROMA
È pronto al lancio il primo satellite meteorologico europeo Meteosat di terza generazione, chiamato MTG-I1, che ha appena terminato le delicate operazioni di caricamento del carburante: la partenza è stata ora fissata al 13 dicembre, a bordo di un razzo Ariane 5, mentre slitta a causa di un’apparecchiatura difettosa quella di Vega C, il nuovo lanciatore dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), spostata al 20 dicembre. Il nuovo satellite meteo, di Esa ed Eumetsat, sarà il primo di una costellazione di sei satelliti che porterà le previsioni meteorologiche ad un nuovo livello, grazie ad osservazioni all'avanguardia dell'atmosfera terrestre e monitoraggio in tempo reale dei fulmini.
MTG-I1 si trova alla base di lancio europea di Kourou, nella Guyana Francese, sin dalla metà di ottobre, dove sono stati completati tutti i test. Il passo successivo è stato caricare le due tonnellate di carburante altamente volatile nei serbatoi centrali, che alimenteranno il satellite fino alla sua orbita finale, 36mila chilometri sopra l’equatore, e gli consentiranno di mantenere la posizione per almeno 15 anni. Per questo procedimento così delicato e pericoloso, MTG-I1 è stato spostato in una struttura appositamente attrezzata nel caso in cui si verifichi una perdita di materiale tossico. “È andato tutto liscio”, commenta James Champion, responsabile Esa per la campagna di lancio, “Complimenti al team di Thales Alenia Space che ha svolto questa delicata operazione senza intoppi”.
Adesso il satellite del peso di 3,8 tonnellate verrà montato sul razzo Ariane 5, grazie anche al contributo di Arianespace. I nuovi satelliti Meteosat forniranno dati critici per le previsioni meteorologiche per i prossimi vent’anni. Gli strumenti di cui sono dotati permettono, infatti, una risoluzione molto maggiore rispetto alla seconda generazione e anche una capacità completamente nuova: potranno monitorare continuamente oltre l’80% della Terra alla ricerca dei fulmini, che consentiranno di rilevare le tempeste violente nelle loro fasi iniziali e saranno quindi fondamentali per avvisare la popolazione in modo tempestivo. 


   

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