Dazi: Nomisma-Mediobanca, export in salita per nostri liquori

Dei 482 milioni di import italiane in Usa, il 35% riguarda alcolici

Redazione ANSA ROMA

A un mese dall'applicazione dei dazi Usa il bilancio è grigio per le eccellenze del Made in Italy, a partire dai formaggi di eccellenza e liquoristica.

Secondo un'analisi dell'Osservatorio Wine&Spirits di Federvini curata da Mediobanca assieme a Nomisma "si evince come Trump abbia voluto colpire i prodotti italiani con rilevanti posizioni di mercato negli Usa: se il 48% è relativo a formaggi (in particolare Parmigiano Reggiano e Grana Padano) un altro 35% attiene a liquori (più precisamente liquori, amari, aperitivi e altre bevande spiritose), vale a dire la categoria di prodotti che sul totale delle importazioni americane di tale tipologia vanta una quota del 17% (la terza dopo Francia e Irlanda) e che a differenza di chi ci precede, ha visto crescere le proprie vendite in questo mercato di oltre il 18% nell'ultimo decennio, contro una media di aumento dell'import del 4,5%".

"L'Italia condivide la leadership mondiale, con la Germania, dell'export di liquori. Nel 2018 abbiamo venduto oltre frontiera qualcosa come 405 milioni di euro di questi prodotti, contro i 445 milioni dei tedeschi ma a differenza loro, le cui esportazioni sono aumentate nel decennio del 37%, le nostre sono cresciute di ben il 47%" evidenzia Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare di Nomisma.

Gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di sbocco per le nostre esportazioni di questi prodotti e che assieme a Germania, Uk e Francia assorbono i due terzi dell'export complessivo di tale categoria.

"Dalle elaborazioni dell'Osservatorio Wine&Spirits di Federvini curato da Mediobanca assieme a Nomisma emerge che, al di là delle multinazionali italiane che operano negli Usa - e che quindi sono toccate dai dazi solamente per la parte di esportazione diretta -, figura una compagine di imprese medio-piccole, con fatturato sopra ai 10 milioni di euro, che danno lavoro a circa 2.300 occupati e sviluppano investimenti per circa 48 milioni di euro", afferma Gabriele Barbaresco, Direttore Area Studi di Mediobanca secondo il quale ''il rischio che si profila per le Pmi che producono liquori e che esportano negli Usa, è quello di una perdita occupazionale di quasi 1.000 addetti, alla luce della minor competitività''.(ANSA).

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