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Rapporto Coop 2020: Covid cambia cibo, fatto in casa e sicuro

Solo 31% italiani vuole risparmiare su spesa, boom materie prime

ROMA ANSAcom

Gli italiani durante la pandemia sono stati 'trasportati' da una macchina del tempo avanti (tra smart working, spesa on line Pil ai livelli degli anni '90, iperconnessioni) e indietro (consumi fuori casa crollati di tre decenni e riscoperta delle materie prime per il cibo fatto in casa). Il risultato finale è stata la sensazione di vivere sospesi in una 'bolla', tra rinvii, rinunce e incertezza sul futuro e poco ottimismo sul fronte lavorativo e sociale. La casa diventa un 'salvagente' dove c'è la riscoperta del cibo 'handmade' e, complice la paura per la propria salute, aumenta l'attitudine alla sicurezza alimentare. E' questa la fotografia scattata dal Rapporto Coop 2020 su Economia, consumi, e stili di vita degli italiani. Sul fronte dell'economia, gli italiani - evidenzia lo studio redatto dall'Ufficio studi di Ancc Coop - si rivelano essere ancora oggi i più pessimisti d'Europa: il 38% pensa di dover far fronte nel 2021 a seri problemi economici e tra questi il 60% teme di dover intaccare i propri risparmi o di essere costretto a chiedere un aiuto economico a Governo, amici, parenti o banche. Il Covid ha avuto inoltre anche l'effetto di una macchina del tempo sugli stili di vita. Da un lato c'è l'Italia delle rinunce con l'arretramento del Pil pro capite ai livelli di metà anni '90 e la spesa in viaggi trascinata indietro di 45 anni ai livelli del 1975. Ad abbandonare l'idea pianificata di avere un figlio a causa dell'emergenza sanitaria è il 36% dei giovani tra 18 i 34 anni a fronte ad esempio di un 17% dei francesi e addirittura di un 14% dei tedeschi, con il rischio di perdere 30 mila nascite nel 2021. Matrimoni, trasferimenti, acquisti di case e aperture di nuove attività figurano tra i progetti rinviati o cancellati, scelte che hanno coinvolto in totale l'84% di italiani. Dall'altro lato balzano in avanti lo smartworking (+770% rispetto a un anno fa), l'e-grocery (+132%), la digitalizzazione nella sfera privata ma anche nelle attività professionali (didattica, servizi, sanità). Il cibo diventa "homemade, digital, safe e sostenibile". Alla spesa alimentare gli italiani non rinunciano e solo il 31% dichiara di voler acquistare prodotti di largo consumo confezionato più economici (l'anno scorso era il 50%). Si inverte la tendenza rispetto alla fuga dai fornelli registrata negli scorsi anni. Complice il lockdown gli italiani hanno rimesso le mani in pasta anche nel postcovid, determinando una forte crescita nelle vendite degli ingredienti base (+28.5% nella gdo su base annua) a fronte della contrazione dei piatti pronti (-2,2%). Dopo il boom del lockdown non accenna a diminuire la corsa alla spesa on line. Lo sviluppo della green economy, infine, è una delle tendenze, con gli italiani al primo posto in Europa (il 27%) per acquisto di prodotti sostenibili ed ecofriendly. "E' indubbio - ha commentato l'ad di Coop Italia Maura Latini - che il Covid abbia cambiato i comportamenti degli italiani come il Rapporto ci racconta. Ci conforta ritrovare in questi mutamenti delle conferme su tendenze già individuate da Coop e su cui ci stiamo posizionando con forza distinguendoci anche dai competitor: la sensibilità green degli italiani in primis su cui stiamo molto investendo e che abbiamo visto riconfermata anche durante e dopo il lockdown nei nostri dati interni".

In collaborazione con:
ANCC COOP

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