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Forno Brisa verso un Mulino collettivo e nuove sedi

Via alla raccolta fondi, obiettivo 2 mln raccolti e mille soci

Bologna ANSAcom
“Il grande sogno di un Mulino collettivo in Abruzzo”, incentivare la digitalizzazione delle imprese artigiane e aprire nuovi negozi. Con questi tre obiettivi fondamentali Forno Brisa lancia la sua nuova campagna di crowdfunding, puntando a “creare un’impresa collettiva insieme ad alcune delle migliori realtà della panificazione”. Il forno bolognese dove chiunque lavori è automaticamente titolare e con 40 lavoratori sotto i 30 anni guarda così al futuro “investendo sull’economia reale”. Obiettivo: 1.000 soci e superare 2 milioni di contributi. Il capitale raccolto, spiegano i promotori dell’iniziativa e fondatori dell’impresa, servirà a realizzare “i nuovi progetti, primo tra tutti quello di un mulino collettivo nelle terre abruzzesi, dove Forno Brisa già coltiva il suo grano” con cui produce pane, pizze e panettoni diventati familiari a tanti residenti del centro storico e della Bolognina dove si trovano le quattro sedi. L’idea è quella di arricchire ulteriormente l’ecosistema già esistente e aggiungere un nuovo tassello di conoscenza e competenza nella 'supply chain' del pane: continuare a collaborare con i mugnai con cui il forno lavora da anni, ma completare anche la propria filiera, avendo il controllo completo della produzione della propria farina. Un altro progetto centrale è quello della digitalizzazione delle imprese artigiane appartenenti al gruppo, attraverso lo sviluppo di un software customizzato per la gestione delle diverse sedi.
“Con questo crowdfunding - dice Pasquale Polito, cofondatore di Breaders srl (insegna commerciale di Forno Brisa) che nel 2022 si è certificata come Pmi innovativa - abbiamo l’occasione di ri-abilitare la finanza, ri-affidandole la responsabilità che ha perso. Decidere dove e in cosa investire i propri risparmi è un’azione che può cambiare il mondo”.
Di più, Brisa ha già predisposto un piano di assegnazione gratuita di quote per le persone che hanno contribuito a costruire l’impresa: “Un modo in più - spiega ancora Polito - per esprimere il nostro slogan ‘siamo tutti titolari’. La cosa straordinaria e rivoluzionaria per il mondo dell’impresa e non solo per il settore food, è che i nostri colleghi artigiani diventano nostri soci, i nostri concorrenti, con cui corriamo insieme per un futuro migliore, per realizzare un sogno”. “Vogliamo superare l’idea anacronistica dell’imprenditore eroe e solitario che si fa da solo”, sottolinea Davide Sarti, cofondatore insieme a Pasquale dell’impresa nata a Bologna nel 2015. “Utilizziamo una leva finanziaria fondata come sempre sulla fiducia - conclude - per realizzare progetti e affrontare sfide che da soli sarebbe difficile se non impossibile affrontare”.
Quella che parte oggi è la seconda raccolta fondi messa in piedi dalla società, che con la prima, nel 2019, raccolse 1,2 milioni. Con quei fondi aprì il nuovo laboratorio, lo spaccio in Bolognina un nuovo negozio, ampliò il primo store in via Galliera, creò una micro torrefazione e una piccola fabbrica di cioccolato di filiera, con​ una crescita che consentì ai 357 soci, in meno tre anni, una rivalutazione delle proprie quote oltre il 200%. Oggi l’obiettivo “è quello di raggiungere i 1.000 soci e superare i 2 milioni di raccolta di capitale”. “Fare un passo in più - spiega Polito - promuovendo la nascita di un modello d’impresa di intra-imprenditori dove non esistono centro e periferia, ma si condividono conoscenze, valori e investimenti”. “Citando Franco Farinelli - concluse - uno dei nostri ispiratori, ‘in una rete tutti i punti sono centro’”. Si può partecipare a partire da oggi sulla piattaforma MamaCrowd.

In collaborazione con:
Forno Brisa

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