Le 12 piste di sci alpino più belle d’Italia

Ecco i tracciati mozzafiato da provare almeno una volta

di Ida Bini

BELLUNO - Leggendarie, panoramiche, divertenti, adrenaliniche, emozionanti: dall’arco alpino alle cime appenniniche le piste da sci in Italia sono tantissime e per tutti i gusti. Ogni sciatore ha a disposizione tracciati adatti alle proprie capacità, molti dei quali passati alla storia e dedicati a grandi personaggi della montagna. Molte delle piste presenti sulle cime italiane sono famose anche per la presenza di baite gourmet, chalet di charme e installazioni d’arte tra la neve. Ecco un elenco personale, e inevitabilmente limitato, dei tracciati più belli e spettacolari, che meriterebbero una discesa.

Olympia delle Tofane
E’ la spettacolare pista di Cortina d’Ampezzo, famosa ed elegante cittadina delle Dolomiti bellunesi. Il tracciato, sede dal 1993 delle gare di Coppa del mondo di sci femminile, si trova sul versante nordovest della conca d’Ampezzo, ai piedi del monte Tofane: parte a 2.300 metri dal rifugio Pomedes, compie un tratto abbastanza tranquillo per poi piombare in mezzo ai due roccioni con una pendenza mozzafiato. La pista alterna rettilinei a grandi curve, canaloni a muri impegnativi e finisce nel bosco con muretti sempre più ripidi che si affrontano a velocità piuttosto elevate. Se il tracciato regala grandi soddisfazioni, il paesaggio è ancor più emozionante, da favola. Olympia delle Tofane è, tra le grandi piste delle Alpi, anche una delle poche che corre sempre al sole.
Informazioni: www.dolomitisuperski.com

Ventina
Lunga 11 chilometri, è la pista più famosa e adrenalinica del comprensorio Breuil-Cervinia Valtournenche, in Valle d’Aosta. Lo spettacolare tracciato, dominato dal Cervino con i suoi 4.478 metri di altezza, parte dai 3.500 metri del Plateau Rosa all’uscita della grande funivia, con vista mozzafiato sul monte Bianco, sul Gran Paradiso e sulle cime della Svizzera e scende fino ai 2.000 metri di Cervinia. La pista alterna caratteristiche da rossa con gobbe, serpentine e doppie pendenze a tratti larghi e panoramici, adatti anche per gli sciatori meno esperti. In alcuni periodi dell’inverno è possibile farla anche di notte, sotto la luna piena. Informazioni: www.cervinia.it

Kandahar Banchetta
E’ il tracciato da discesa libera più famoso della Via Lattea, il gigantesco comprensorio sciistico che offre più di 400 chilometri di piste e riunisce le località e i tracciati di Sestriere, San Sicario, Sauze d’Oulx in Piemonte e Montgenègre in Francia. Kandahar Banchetta, che scende dai 2.807 metri del monte Motta fino a Sestriere, è sinuoso e impegnativo, pensato per gli sciatori esperti che vogliono cimentarsi in curve mozzafiato e in muri adrenalinici, come quello che corre parallelo allo skilift. Lungo il percorso la pista alterna tratti larghi e tranquilli, senza grosse pendenze, fino all’arrivo nel bosco, dove ricominciano i muri impegnativi e i curvoni veloci. Il tracciato è dedicato all’imprenditore Giovanni Nasi, imparentato con la famiglia Agnelli, che contribuì a fondare la località di Sestriere da semplice colle innevato a grande stazione sciistica. Le piste del comprensorio ospitano da sempre grandi campioni dello sci, dal mitico Zeno Colò ad Alberto Tomba, e importanti appuntamenti sportivi: qui si è svolta per la prima volta nel 1967 la Coppa del Mondo, nel 1997 i Mondiali di sci e le Olimpiadi nel 2006. Informazioni: www.vialattea.it

Gran Risa
Corre in Alto Adige, nel cuore del comprensorio altoatesino dell’Alta Badia, ed è la storica e tecnica pista delle gare della Coppa del mondo maschile di slalom gigante, dove il grande campione Alberto Tomba ha gareggiato più volte. Parte dai 2.077 metri di Piz La Ila, all’uscita della funivia, e arriva dopo 650 metri di dislivello al paese di La Villa. Dal muro iniziale del tracciato, un cartello indica due percorsi: a destra c’è la variante più facile mentre a sinistra parte quella più impegnativa, famosa ed emozionante, consigliata solo agli sciatori più esperti, cioè la pista nera numero 17, dedicata ad Alberto Tomba e soprannominata “Tomba la bomba”. Il percorso, lungo oltre un chilometro con un dislivello di 448 metri e pieno di saliscendi, attraversa un bellissimo bosco di conifere, quindi quasi sempre all’ombra, con la neve dura e ghiacciata. Info: www.altabadia.org

Franco Berthod
E’ la pista nera numero 3 di La Thuile, in Valle d’Aosta, ed è considerata una delle più difficili e spettacolari dell’arco alpino per la presenza di neve ghiacciata e di muri con fortissimi dislivelli. Omologata per le gare di Coppa del mondo di sci alpino e di telemark, è segnalata da cartelli che la indicano come “pista per sciatori esperti”. E c’è da crederci perché dossi e muri richiedono una buona preparazione tecnica. Intitolata a Franco Berthod, l’atleta che ha scritto la storia dello sci alpino di La Thuile, è piuttosto corta ma regala grandi emozioni e tanta fatica; è quasi verticale ed è la pista che generalmente si fa a fine giornata per tornare in paese anche se, per la fatica che costa, andrebbe fatta di prima mattina. Informazioni: www.lathuile.it

Saslong
Nel cuore della Val Gardena è la mitica pista nera di 3 chilometri e mezzo che corre lungo i pendii del Ciampinoi, nel comprensorio Sella Ronda di Santa Cristina. Da decenni, su questo adrenalinico tracciato si sfidano i campioni del mondo della discesa libera e del superG: si parte da 2.254 metri d’altezza e si scende velocemente, proprio come i grandi atleti, attraverso muri di neve fino agli impianti di risalita di Santa Cristina; in realtà i campioni riescono a percorrerla a uovo mentre tutti gli altri lo fanno curvando più volte fino alla fine. E’ un tracciato da brividi, pensato per gli sciatori più esperti perché presenta molti muri e zone ghiacciate che aumentano le difficoltà e la velocità. Saslong, che prende il nome dall’imperante vetta Sassolungo, è stata premiata da riviste specializzate del settore come la pista più bella d’Italia per le caratteristiche tecniche e per la presenza di paesaggi mozzafiato sulle vette dolomitiche del Sassolungo, del Puez e del gruppo del Sella. Informazioni: www.valgardena.it

Paradiso
Si chiama Paradiso la mitica pista del passo del Tonale, anfiteatro naturale che delimita la Val di Sole dalla Vallecamonica, tra Lombardia e Trentino, adagiata all’ombra del ghiacciaio del Presena. Il tracciato, aperto dal 1963, ha fatto la storia dello sci alpino: è una pista nera, lunga 3 chilometri, che parte da passo Paradiso a 2.585 metri d’altezza con un dislivello di 734 metri, caratterizzata da continue serpentine e da muri che arrivano fino al Tonale, dove si giunge in piena velocità. È una pista tecnica, esposta a nord, quindi con molti tratti ghiacciati; non ha pendenze vertiginose ma sa regalare molte emozioni, soprattutto a partire dal Passo Paradiso, quando comincia la discesa in picchiata verso il Tonale. Imperdibili sono le soste alla storica Capanna Presena, a 2.753 metri d’altezza, e al rifugio Panorama 3000 Glacier con uno ski bar superpanoramico.
Informazioni: www.passotonale.it

Direttissima
Sull’Appennino di Rivisondoli, in Abruzzo, è una pista sorprendente, lunga poco più di due chilometri, che fa parte del comprensorio più esteso del centro-sud Italia, lo Skipass Alto Sangro. Il tracciato parte da 2.000 metri sul monte Pratello di Roccaraso-Rivisondoli, vicino alla stazione d’arrivo della cabinovia, con una magnifica vista sulla grande area sciistica di Pizzalto, Aremogna e delle montagne circostanti. Superato il muro iniziale della pista nera, il tracciato prosegue con numerosi cambi di pendenza e curve emozionanti per diventare più accessibile nella seconda parte, che tuttavia risulta molto veloce e tecnica. Verso la fine del percorso incontra l’altro tracciato nero del comprensorio, la pista Del Bosco, che proviene da destra e che arriva fino a valle unendosi a piste più facili. Per poter ospitare alcune gare internazionali il tracciato è stato modificato con dossi e con la riduzione dei tre cambi di pendenza iniziali. Informazioni: skipassaltosangro.it

Trametsch
A Bressanone è la pista più lunga dell’Alto Adige e una delle più impegnative con una pendenza del 65 percento. Il leggendario tracciato misura 9 chilometri ed è classificato come pista nera più per la durata che per le caratteristiche tecniche, comunque assai impegnative. Il tracciato parte dal rifugio Plose a 2.446 metri d’altezza, raggiungibile con la seggiovia coperta che ha il nome della pista, e scende seguendo le curve morbide e i larghi pendii della cima, da cui si gode un paesaggio mozzafiato sul gruppo delle Odle; poi, a Valcroce, la pista si infila nel bosco con curve improvvise e bruschi cambi di pendenza e con una magnifica veduta sulla Valle Isarco; dopo la stazione intermedia la pista si restringe e aumentano curve e dossi. Informazioni: www.plose.org

Colo’ 3
All’Abetone, in Toscana, si scia sul monte Gomito lungo la spettacolare e prestigiosa Colò 3, una delle tre piste disegnate nel 1974 da Zeno Colò, grande campione olimpionico degli anni Cinquanta. Il tracciato è molto bello per i paesaggi mozzafiato che offre e per le sue qualità tecniche con continui cambi di pendenza e curve strette, che tuttavia possono essere affrontati anche da sciatori meno esperti. L’Abetone è senz’altro la stazione sciistica più famosa e tra le più frequentate dell’Appennino; informazioni: www.abetone.it

Agnello
Sull’Alpe di Pampeago, in Val di Fiemme, è la pista adatta a chi ama l’arte: l’adrenalinico tracciato, infatti, attraversa il parco d’arte “RespirArt”, uno dei più alti al mondo, e consente di sciare ammirando alcune installazioni realizzate da artisti internazionali, distribuite lungo la pista e la sua variante. La pista è un tracciato nero di quasi 3 chilometri con uno dislivello di 420 metri, caratterizzato da tanti piccoli muri e gobbe; la parte iniziale, invece, è meno impegnativa.
Informazioni: www.visittrentino.info

Fodoma
Situata nel comprensorio Porta Vescovo Dolomiti Resort, sopra Arabba, è una pista favolosa per le emozioni e il paesaggio che regala. Lunga quasi 3 chilometri e con un dislivello di 800 metri, è un tracciato molto tecnico con dossi e tre muri vertiginosi; soprattutto nell’ultimo tratto è caratterizzato da dossi e gobbe impegnativi. Qui c’è un vero paradiso per chi ama la neve e anche per le golose soste servite sulle grandi terrazze, comodamente raggiungibili anche da chi non scia, con vista sulle Dolomiti e sul ghiacciaio della Marmolada del ristorante gourmet Viel dal Pan dei rifugi Luigi Gorza e Cesa da Fuoch. Informazioni: www.dolomitiportavescovo.it

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