Alice Springs, la città dei pionieri

Dall'arte aborigena alla cena nel bush, 8 must da non perdere

di Daniela Giammusso ROMA

ALICE SPRINGS - Il rosso del deserto a perdita d'occhio. Il cielo azzurrissimo che disegna le alture delle MacDonnell Ranges. E poi quel silenzio che, in realtà, ad ascoltarlo, è popolatissimo di anime, suoni e racconti. Che viaggiate con un comodo volo interno o più avventurosamente in auto lungo i 1.500 chilometri dell'Explorer's Way o ancora in treno a bordo dell'epico Ghan, in pochi posti al mondo ci si sente ancora pionieri come quando si arriva ad Alice Springs, proprio nel cuore dell'Outback australiano. Siamo nel Northern Territory, tra le distese del Red Center, regione che Lonely Planet ha messo al quarto posto tra le Best in Travel 2019. E ''The Alice'', o Mparntwe, come la chiama il popolo aborigeno degli Arrernte che abita qui da più di 50 mila anni, da piccola cittadina di frontiera sta diventando una meta strategica per ogni viaggiatore alla scoperta del continente. Non solo perché da qui, in appena quattro ore di auto si arriva all'Uluru, luogo sacro per eccellenza nella cultura aborigena e oggi icona simbolo di tutta l'Australia. Ma anche come tappa per capire di più la storia di questa terra sconfinata. Magari cogliendo l'occasione di uno dei suoi tanti appuntamenti, dal Parrtjima, che per 10 notti illumina le MacDonnell con più di più di due chilometri e mezzo di installazioni di artisti locali (nel 2019, dal 5 al 14 aprile), alla Finke Desert Race, con centinaia di biciclette, macchine e buggy in corsa tra Alice Springs e la piccola Comunità di Aputula (7-10 giugno). O visitando alcuni dei suoi luoghi ''must'' tra arte, storia e natura. Eccone 8 da non perdere.
    TELEGRAPH STATION - Si può dire che la cittadina di Alice Springs sia nata qui, 140 anni fa, con la solitaria stazione del telegrafo sull'Overland Telegraph Line costruita da Charles Todd. Come racconta oggi il museo, restò in funzione fino al 1932, trasformata poi fino al '63 in ricovero per i bambini aborigeni di sangue misto, in una delle pagine più tristi della storia locale. Soprattutto, nell'ampia tenuta si trovano le sacre Alice Springs, sorgenti intitolate alla moglie di Todd, che danno il nome alla città. Dalla Telegraph Station parte anche il Larapinta Trail, su fino ai 1.380 m della cima del Mount Sonder: uno dei 20 migliori percorsi di trekking al mondo.
    SCHOOL OF THE AIR - Non si comprende davvero cosa voglia dire vivere nella sterminata Australia senza aver assistito a una lezione della Scuola dell'aria, fondata nel 1951: una maestra in classe ad Alice Springs e più di 100 bambini tra i 3 e i 9 anni collegati via webcam (un tempo via radio) fino anche a 1.600 chilometri di distanza. Non di rado, infatti, qui alcune famiglie devono guidare per più di 8 ore prima di arrivare a un centro abitato.
    ROYAL FLYING DOCTORS - Ricca di pezzi storici, è la centrale dei ''dottori volanti'', servizio sanitario d'emergenza h 24 fondato nel 1928 dal reverendo John Flynn e che oggi su piccoli aerei-ambulanza copre un territorio di 1,25 milioni di km quadrati, per 36 mila potenziali pazienti.
    ELLERY CREEK BIG HOLE - Nel mezzo del nulla, ecco aprirsi una gola di roccia rossa e un laghetto d'acqua freschissima. E' il più popolare e stupefacente punto delle MacDonnell Ranges orientali, dove nuotare, ammirare la vita del deserto e, con un po' di fortuna, assistere alla pesca delle tribù aborigene.
    CENA NEL BUSH - Accompagnati da una guida aborigena, è una delle esperienze più emozionanti da provare nel Red Center. Tra gli altri, Bob Penunka Taylor, discendente degli Arrernte e chef con lunga esperienza anche in Europa (oggi titolare dell'RT Tours Australia www.rttoursaustralia.com.au), cucina per i turisti sotto all'immenso cielo dell'Outback, con lezione di astronomia inclusa. Sul grande fuoco, piatti a base di bush food: pomodorini kutjera, carne di emù, noce macadamia, bacche e ogni dono in arrivo dal deserto.
    TODD MALL - Materia su tela, tessuti grezzi, colori acrilici, dot paintings, artigianato contemporaneo: lungo la via pedonale del centro della città è un susseguirsi di gallerie d'arte aborigena contemporanea. Ben 120 artisti vendono alla Papunya Tula Artists, con tele che vanno dai 300 a molte migliaia di dollari, mentre l'oggetto d'artigianato locale più popolare è il didgeridoo: un lungo tubo cavo di legno suonato a fiato. Per concerti, non perdete il Sounds of Starlight, mentre l'Albert Namatjira Gallery è dedicato ai lavori del più celebre artista arrernte. E' possibile anche prendere lezioni di pittura, illuminanti per comprendere anche il Dreamtime, ''l'era dei sogni'' nella mitologia aborigena.
    TODD RIVER RACE - Unica regata al mondo fermata ''causa'' acqua. Si corre, letteralmente, ogni settembre sul letto in secca del fiume Todd, in singolo o a squadre, ''a bordo'' di barche artigianali in ferro, ma anche tinozze, ruote da criceto a misura d'uomo. Battaglia finale con pirati armati di cannoni di farina e bombe d'acqua, in cui nemmeno gli spettatori vengono risparmiati.
    THE CANGAROO SANCTUARY - Se l'Australia è il continente dei canguri, questo è il loro santuario. Chris 'Brolga' Barns - che molti conoscono già per la serie Kangaroo Dundee che la BBC gli ha dedicato - a 20 anni ha trasformato questi 80 ettari di terreno in una riserva dove salvare i canguri vittime o orfani di incidenti stradali. E' possibile visitarlo, all'alba o al tramonto, in piccoli gruppi, passeggiando con Brolga tra i canguri liberi (che spesso vengono a giocare) o dando il biberon agli ultimi piccoli arrivati. www.kangaroosanctuary.com(ANSA).
   

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