Le foto dell'800 al Louvre di Abu Dhabi

Prima grande rassegna fotografica nel museo degli Emirati Arabi

di Luciano Fioramonti Roma

ABU DHABI - La prima foto della Mecca scattata nel 1881 dal fotografo egiziano Sadiq Bey, le prime istantanee di August Bartholdi in Arabia Saudita e Yemen, le vedute di Mombay e il ritratto del Maharajah di Orchla fatto nel 1882 da Lala Deen Dayal, considerato il miglior fotografo indiano del suo tempo. Sono i tasselli di maggior rilievo del racconto che Louvre Abu Dhabi propone con la mostra "Fotografie 1842-1896: il primo Album del Mondo".

Fino al 13 luglio la magnifica struttura espositiva degli Emirati Arabi Uniti presenta più di 250 immagini storiche che documentano gli albori della fotografia e illuminano il passato del mondo, dal Medio Oriente, con momenti fissati in Arabia Saudita ed Egitto, ad alcune tra le foto più antiche scattate in India e nelle Filippine. La prima grande mostra di fotografia organizzata da Louvre Abu Dhabi è promossa con il museo du Quai Branly-Jacques Chirac e Agence France-Museums e sponsorizzata da Bank of Sharjah. Le foto dei maestri si alternano con quelle di viaggiatori e naviganti per mostrare la fotografia "come forma di documentazione e strumento di scoperta e comprensione del mondo e dei popoli". Dalla collezione del museo du Quai Branly arriva la maggior parte delle opere selezionate.

La curatrice Christine Barthe, responsabile del settore del Patrimonio delle collezioni fotografiche del museo francese, spiega che l'idea di questa mostra è nata dal desiderio di presentare ad Abu Dhabi alcune tra le più antiche immagini fotografiche del mondo. "Per affrontare questa sfida - dice- abbiamo spostato l' attenzione e condotto una ricerca approfondita per guardare verso i nuovi orizzonti della nascita della fotografia al di fuori dell' Europa e degli Stati Uniti".

Il risultato, sottolinea la curatrice, è un'esposizione che "offre, per la prima volta, una storia globale della fotografia, il cui sviluppo in Sud America, Africa, Medio Oriente e Asia rivela un gioco intrigante di differenze e analogie. I visitatori non soltanto scopriranno le prime prove della mappatura visiva del mondo, ma anche la questione del fascino che le immagini fotografiche esercitano su di noi e di quanto noi oggi siamo dipendenti da esse". Manuel Rabaté, direttore di Louvre Abu Dhabi, ricorda che "I fotografi pionieri giocarono un ruolo chiave nel rendere visibili e accessibili le altre culture, come oggi il pubblico registra le esperienze ogni giorno per condividerle con i parenti gli amici e le comunità online". Per Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, la mostra "è un esempio ulteriore della ricchezza della scena culturale di Abu Dhabi".

Nella metà dell' Ottocento, ricordano i promotori, quando molte nazioni estesero i loro imperi coloniali in Africa, America ed Estremo Oriente, "la fotografia oltrepassò i confini dell' Europa e degli Oceani accompagnando missioni religiose, e spedizioni scientifiche diplomatiche e militari, oltre che singoli viaggiatori. Quelle immagini ci offrono oggi un panorama di punti di vista storici antiquati sulle terre straniere e sulle altre popolazioni secondo una prospettiva spiccatamente Europea, spesso Eurocentrica". La rassegna pensata per Abu Dabi ha naturalmente un legame speciale con il Golfo Arabo e presenta tra l'altro le prime fotografie scattate in Medio Oriente. Tra le altre immagini salienti, le foto storiche delle Filippine, tra cui le opere di Pedro Picon, autore di una delle prime fotografie del paese. Un album proveniente dal Museo du Quai Branly contiene una antica selezione di ritratti in studio di soggetti filippini formato tessera. Un capitolo a parte riguarda infine il maestro indiano Lala Deen Dayal. All' epoca le grandi famiglie indiane riservavano grande interesse alla fotografia. Dayal in poco tempo si affermò come fotografo della nobiltà, documentando in particolare il viaggio reale in India del Principe e della Principessa del Galles nel 1875-76.

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