L'omaggio delle Fiandre a Van Eyck

Da Gent a Bruges e a Lovanio sulle tracce del pittore fiammingo

di Ida Bini GENT

GENT - E' avvolta nel mistero la vita del pittore Jan van Eyck, tra i più famosi e visionari artisti del Quattrocento, nato a Maaseik nel ducato di Borgogna. Si conosce poco della famiglia e dei fratelli maggiori che lo introdussero nel mondo dell'arte ma si sa, grazie alle sue poche opere - appena 23 - che fu un grandissimo artista, un pittore rivoluzionario la cui fama andò ben oltre le Fiandre. Fu il primo a firmare le tele e a usare la pittura a olio al posto di quella a tempera, ottenendo effetti cromatici straordinari e segnando la fine di un'epoca perché costrinse tutti i grandi pittori europei a imitarlo. Quest'anno le Fiandre gli rendono omaggio con eventi speciali, restauri, passeggiate e mostre uniche che hanno riunito le sue opere, sparse nei grandi musei d'Europa. Viaggiando nel Paese - da Gent a Lovanio, da Bruges a Bruxelles - si possono scoprire i luoghi che ispirarono il pittore fiammingo e che frequentò all'epoca dei duchi di Borgogna che governarono le Fiandre dal 1348 al 1482.
    La visita sulle tracce del pittore comincia da Gent: il museo di Belle Arti ospita fino a fine aprile la mostra Van Eyck. An Optical Revolution, la più grande esposizione mai dedicata all'artista con capolavori provenienti da tutta Europa. La particolarità dell'evento è che le opere si sviluppano all'esterno del museo, attorno ai 12 pannelli in legno di quercia del suo capolavoro assoluto, il polittico dell'Adorazione dell'Agnello Mistico, tornato nella sua sede originale, la cattedrale di san Bavone, dopo un decennale restauro. Nella mostra le opere del Maestro e quelle di artisti suoi coetanei permettono di indagare sulla "rivoluzione ottica" apportata da Van Eyck, che per primo indagò scientificamente la realtà, ritraendo in modo naturale e con molti dettagli. Ai tempi di Van Eyck Gent era la città più grande dell'Europa settentrionale, ricca e animata, frequentata da filosofi, mercanti, artisti e scienziati. Oggi è una città piacevole da scoprire, definita dalla Lonely Planet "il segreto meglio conservato d'Europa". Per celebrare il pittore è nato il programma "OMG Van Eyck was here!" con tanti eventi: dal 1 marzo al 31 ottobre nella chiesa di san Nicola va in scena una reinterpretazione digitale e musicale del Polittico, composta da Matt Collishaw; dal 13 marzo al 6 settembre il Design Museum allestisce una mostra sui sette colori primari che Van Eyck utilizzò nel Polittico, esponendo opere di designer belgi e internazionali che hanno utilizzato e combinato quei colori. Ci sono anche le "Gent Floralies", il festival dei fiori di maggio, e le visite guidate per il centro storico sui luoghi del pittore.
    Da Gent ci si sposta a Bruges, splendido centro medievale ricco di atmosfera, un piccolo gioiello architettonico e artistico il cui centro storico, il meglio conservato d'Europa, è patrimonio dell'Umanità. Per conoscere il "museo vivente" - come viene chiamata la città - non resta che passeggiare tra i suoi canali, i ponti e le bellissime chiese dagli stili diversi, tra le piazzette e gli edifici storici. In questo luogo ricco e potente van Eyck si trasferì per mettersi al servizio di Filippo il Buono, duca di Borgogna, e qui realizzò capolavori. Bruges celebra Van Eyck con la mostra "Jan van Eyck in Bruges", allestita dal 12 marzo al 12 luglio al Groeninge Museum; qui si possono ammirare altri due capolavori: "Madonna del canonico van der Paele" e il "ritratto di Margareta van Eyck", la moglie. Nel cuore della città ci sono molti luoghi legati al pittore: la piazza dedicata al Maestro, il Prinsenhof dove visse, il rinnovato Gruuthuse Museum e l'ospedale di san Giovanni con un grande polittico di Memling. Il Musea Sculpta ospita opere di Bosch, di Memling e dieci famose scene dipinte da van Eyck ricreate in gesso e visibili in 3D. Durante le celebrazioni di quest'anno sono previste passeggiate guidate per la città, alla scoperta dei luoghi dove visse e della cattedrale di san Salvatore, di cui progettò il coro e dove riposa.
    Van Eyck frequentò spesso la residenza di Margherita d'Asburgo nella città di Mechelen, città da scoprire per la ricchezza dei suoi palazzi e la bellezza del carillon della torre di san Rombaldo, che tutte le sere da giugno a settembre suona alle 20.30.
    Altra tappa è la città di Lovanio con l'università fondata nel 1425 e i capolavori fiamminghi nella cattedrale di san Pietro, tra cui la magnifica "Ultima cena" di Dieric Bouts. Ultima tappa è Bruxelles, capitale del Belgio e luogo dove lavorarono molti artisti fiamminghi; il prossimo 14 maggio aprirà il museo "De Librije" nella Biblioteca reale, dove sono conservati 280 manoscritti dei conti di Borgogna, capolavori dell'arte della miniatura fiamminga e francese.
    Per maggiori informazioni: visitflanders (ANSA).
   

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