Xylella: Ue, rischia di causare danni per oltre 5 miliardi

Pubblicata lista patogeni prioritari, batterio minaccia numero 1

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - Se si propagasse in Europa, la Xylella fastidiosa, il batterio responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia, potrebbe portare danni alle produzioni da oltre 5 miliardi di euro, mettendo a rischio quasi 300mila posti di lavoro nell'Ue. E' quanto emerge dalla lista degli organismi nocivi prioritari dell'Ue, curata dal Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea e dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e pubblicata oggi.

Dall'elenco risulta che la xylella fastidiosa è il patogeno vegetale dall'impatto potenziale maggiore in termini economici, ambientali e sociali in Europa, in cima alla lista Ue dei venti patogeni 'osservati speciali' da parte dei paesi membri. Al secondo posto figura il coleottero giapponese, specie rinvenuta anche in Italia nel 2014. "La lista degli organismi da quarantena prioritari - spiega Sara Tramontini dell'Efsa - è uno strumento per favorire la preparazione e la reazione rapida degli stati membri in caso di emergenza, con sforzi aggiuntivi a livello nazionale verso un numero limitato di specie, quelle appunto dette prioritarie".

Secondo le nuove regole sulla protezione contro gli organismi nocivi per le piante, che entreranno in vigore a partire dal 13 dicembre, i paesi membri dovranno presentare un'indagine annuale ed elaborare piani che individuano precise responsabilità e misure da adottare per ognuno dei 20 organismi nocivi prioritari in grado di entrare e insediarsi nel territorio nazionale. L'elenco preparato da Ccr e Efsa si basa su un indice sintetico unico al mondo, che tiene in considerazione le perdite potenziali in termini di resa e qualità dei raccolti e dei costi delle misure di controllo. Ma comprende anche i danni nelle aree urbane (ad esempio alberi sulle strade o in città), ecosistemi forestali, effetti sui prezzi dei prodotti agricoli sui mercati nazionali ed internazionali e la probabilità di restrizioni imposte dai partner commerciali.

 

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