Efsa, in Ue nel 2017 fermi progressi su riduzione salmonella

In Italia bassa presenza, aumentano i casi di listeria

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - "Dopo anni di significativi progressi nella riduzione della presenza di malattie di origine alimentare nella Ue, in particolare la salmonella, ora ci troviamo in una situazione di stallo. Sono necessari maggiori sforzi per fare decrescere i focolai". Lo ha dichiarato Marta Hugas, responsabile scientifico capo dell'Efsa, l'Agenzia europea a per la sicurezza alimentare, che insieme al Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), hanno elaborato il rapporto 2017 sulle tendenze e le fonti delle zoonesi, che sono le infezioni trasmesse dagli animali all'uomo.

Dalla relazione emerge che lo scorso anno rispetto al 2016 "ci sono state lievi fluttuazione per le tre principali malattie zoonotiche. Oltre alla salmonella in leggera diminuzione (l'Italia è tra i Paesi Ue che registra le percentuali più basse), le infezioni da campylobacter sono leggermente diminuite lo scorso anno rispetto al 2016, ma rappresentano ancora la zoonosi più comunemente segnalata nell'Ue. Anche i casi di listeria sono diminuiti leggermente anche se la tendenza negli ultimi cinque anni è stata al rialzo. In Italia in particolare, si registra un aumento significativo dei casi di listeria dal 2008, con una tendenza ad un aumento significativo dal 2013 al 2017. Dal rapporto sulle zoonosi 2017 emerge che i batteri della Salmonella sono stati la causa più comune di epidemie di origine alimentare nel 2017. In particolare, nei prodotti a base di carne e di uova, e hanno causato il più alto numero di casi di focolaio. Tuttavia, i dati del 2017 evidenziano che questo tipo di infezione è leggermente in calo da 94.425 a 91.662, anche se la tendenza al ribasso iniziata nel 2006-2008 si è bloccata negli ultimi anni.

L'Italia, in particolare, come è avvenuto nel 2016, è tra i Paesi Ue che registra le percentuali più basse di salmonellosi in Europa: meno di 7 casi per 100mila abitanti. Si tratta - precisa il rapporto - di un trend decrescente iniziato nel 2008 e continuato fino al 2017. "La diminuzione del numero di epidemie va accolta favorevolmente, ha dichiarato Mike Catchpole, responsabile scientifico capo dell'Ecdc. Ciò non toglie, ha sottolineato - che abbiamo avuto una media di 25.100 focolai di infezione da cibo e acqua a settimana nel 2017, alcuni dei quali hanno interessato diversi Paesi e causa decessi nei gruppi vulnerabili".

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