Lagarde, il 2023 sarà un anno difficile

Previsti nuovi rialzi dei tassi di interesse

Redazione ANSA

BRUXELLES - Il 2023 "sarà sicuramente un anno difficile, di cui molto probabilmente il primo trimestre sarà negativo poiché riteniamo che anche il quarto trimestre del 2022 sarà negativo". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in audizione alla commissione Econ del Parlamento europeo. "Il 2023 sarà un anno di recessione? Il futuro lo dirà", ha affermato Lagarde, evidenziando che "le proiezioni ipotizzano ancora che il 2023 sarà positivo dello 0,9%, ma nello scenario al ribasso si prevede una recessione dello 0,9%. E, data l'incertezza" anche "sulla risposta fiscale che sarà data da alcuni Paesi, è difficile prevedere il vero risultato per il 2023".

A una domanda sull'Italia e in particolare sull'uso del 'Trasmission protecion instrument' (Tpi) dopo le elezioni, Lagarde ha risposto che lo 'scudo' della Bce "non è uno strumento inteso per un paese specifico", va "dai baltici a Malta, e la Croazia dal primo gennaio. Non ho un paese specifico in mente". "Non è l'unico strumento" in mano alla Bce, ha anche sottolineato, "abbiamo una varietà di strumenti che abbiamo usato da luglio". E schivando le domande dei giornalisti all'uscita dell'audizione: "La situazione in Italia? amo gli italiani!".

"La guerra ingiustificata di aggressione sull'Ucraina continua a gettare un'ombra sull'Europa. Le conseguenze economiche hanno continuato a dispiegarsi". "Le prospettive si stanno facendo più fosche. L'inflazione rimane troppo alta ed è probabile resterà sopra i nostro target per un periodo esteso di tempo".

"Il deprezzamento dell'euro ha contribuito ad amplificare le pressioni inflazionistiche".

"L'inflazione rimane troppo alta ed è probabile che rimanga al di sopra del nostro obiettivo" del 2% "per un lungo periodo". "I rischi per le prospettive inflazionistiche sono principalmente al rialzo, riflettendo principalmente la possibilità di ulteriori importanti interruzioni nell'approvvigionamento energetico".

"Non posso fermare le azioni orribili e ingiustificate di Putin, vorrei poterlo fare, ma non posso. Non posso abbassare il prezzo del gas, vorrei poterlo fare, ma non posso. Forse una buona riforma della fissazione del prezzo dell'elettricità aiuterebbe di più".

"Allo stato attuale, prevediamo di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nei prossimi incontri per smorzare la domanda e prevenire il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative di inflazione". "Valuteremo regolarmente il nostro percorso politico alla luce delle informazioni in arrivo e dell'evoluzione delle prospettive di inflazione. Le nostre future decisioni sui tassi ufficiali continueranno a dipendere dai dati e seguiranno un approccio riunione per riunione".

"Il miglior contributo che la politica monetaria può dare all'economia dell'area dell'euro è quello di assicurare la stabilità dei prezzi nel medio termine, il che significa assicurare che le aspettative di inflazione rimangano ben ancorate".

"L'inflazione non è stata causata dalle politiche monetarie". "La politica monetaria deve agire contro l'inflazione non c'è dubbio nelle nostre menti che dobbiamo agire quanto possibile per ridurre l'inflazione nel medio termine". L'inflazione serebbe quindi il "combinato di due shock senza precedenti", "la pandemia e lo shock energetico".

"Siamo ancora in una modalità di politica monetaria accomodante e dobbiamo passare a quel punto che chiamiamo il tasso neutrale, dove non stiamo stimolando più l'economia. Molto del supporto a questa inflazione è causato dall'offerta". Se rispetto a questa offerta "stimoliamo la domanda essendo accomodanti, stiamo spingendo l'inflazione verso l'alto. Ed è il motivo per cui abbiamo bisogno di passare con decisione a un tasso neutrale".

"Nella maggior parte dei Paesi dell'area dell'euro tutte le autorità di protezione dei consumatori dovrebbero certamente agire" dove ci siano speculazioni al rialzo sui mutui ipotecari in scia all'aumento dei tassi di interesse, "ma sembrerò un disco rotto a ripeterlo, se avessimo un'unione bancaria completa, questi argomenti sarebbero più facilmente affrontati". Lo ha aggiunto Lagarde rendendo un tributo al presidente dell'Eurogruppo Pascal Donohoe che "ha combattuto come un matto al fine di assicurarsi che ci sia una unione bancaria". "Speriamo che abbia successo su questo".

Infine, interpellata in audizione al Pe rispetto all'eventualità di decidere una tale ipotesi se dovessero fallire le misure anti-spread dell'istituto di Francoforte, Lagarde ha aggiunto: "Non c'è alcun tipo di opt-out", di sospensione temporanea dall'euro, "che potrebbe venir deciso dalla Bce". "Prima di tutto mi auguro che i vari strumenti che abbiamo già utilizzato come la flessibilità negli investimenti o che potremo decidere di usare se necessario e appropriato come il 'Temporary protection instrument'" saranno sufficienti. "Ma se così non fosse e l'uso del Tpi non avesse successo allora abbiamo tutti gli strumenti disponibili nel toolbox, e uno di questi è chiaramente quello delle Omt", le operazioni di acquisto di titoli di Stato emessi da Paesi in difficoltà che hanno "alcune condizionalità".

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