Corte Ue, sì a risarcimenti per violazione norme su smog 

Conclusioni avvocato generale, va dimostrato nesso causa-effetto 

Redazione ANSA

BRUXELLES - Una violazione dei valori limite Ue per la qualità dell'aria può dar luogo a richieste di risarcimento. E' il parere non vincolante pronunciato dell'avvocato generale della Corte di giustizia Ue Juliane Kokott, in vista della sentenza che i giudici europei emetteranno tra qualche mese. Kokott si è espressa sul caso di un cittadino di Parigi che ha chiesto al governo francese 21 milioni di euro di danni perché l'aumento dell'inquinamento atmosferico avrebbe compromesso la sua salute.

Lo Stato francese sarebbe responsabile in quanto non ha garantito il rispetto dei valori limite Ue. Le uniche difficoltà al riconoscimento del diritto al risarcimento, secondo l'avvocato generale, riguarderebbero la dimostrazione di un nesso causale diretto tra la violazione delle norme Ue sullo smog e i danni concreti alla salute. Sono al momento diciotto gli Stati membri Ue, Italia inclusa, in procedura di infrazione per la violazione dei valori limite su diversi inquinanti dell'aria.

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