Incipit libro Salvini, 'pupazzetto di Zorro' scatena la rete

Spopola sui social il personaggio di 'don Diego della Lega'

Redazione ANSA ROMA

Gli rubarono il pupazzetto di Zorro all'asilo e oggi il personaggio di don Diego della Lega spopola sui social. L'incipit del libro su Salvini, targato Altaforte (casa editrice vicina a Casapound) e scritto da Chiara Giannini, ha conquistato Facebook, Twitter edInstagram dove fioriscono meme e battute. Cuore dell'ironia social è proprio "il pupazzetto di Zorro" di Salvini che l'autrice del volume infila nella prima pagina della biografia del vicepremier in un ardito ragionamento sul senso della giustizia. "I suoi alleati maggiori, spesso e volentieri, sono stati i suoi difetti - scrive Chiara Giannini - quello di non avere peli sulla lingua che non sempre paga, ma che avvicina alle persone; quel suo prevaricare, a volte, il pensiero altrui per far emergere la giustizia. Perchè d'ingiustizie, nella vita, ne ha subite anche lui, sin da piccolo quando racconta ironicamente che all'asilo gli rubarono il suo pupazzetto di Zorro".

Inevitabile l'entrata a gamba tesa di Osho che posta una foto di Salvini e Conte nella quale il premier sussurra all'orecchio di un Salvini allibito "guarda che oggi ho visti Di Maio giocà co'n pupazzetto de Zorro che sembrava proprio er tuo". Geniale la parodia di Vujadln Boskov su twitter: "Quindi se a #salvini da piccolo rubavano pallone, lui da grande faceva terzino in serie C e spaccava caviglie a tutti suoi avversari?", si chiede.

Ma se le parodie sul pupazzetto di Zorro sono garbate, più contundenti sono le ironie sul vero incipit del libro di Giannini. Eccolo: "Il suo è il cognome più cliccato su Google in Italia: è l'uomo più desiderato dalle donne dello stivale, anche, di nascosto, da quelle di sinistra, malgrado non abbia propriamente la faccia del latin lover". Ed ecco che compare, più e più volte, sui social una foto di Salvini al mare con un ghiacciolo in mano e panzetta d'ordinanza. Oppure un fotomontaggio che lo accoppia a un paffutissimo Sancho Panza o al sergente Garçia della saga di Zorro.  Non potevano mancare i ricatti: "Il tuo pupazzetto l'abbiamo noi. Dacci 49 milioni e te lo ridaremo sano e salvo!".
   

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