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Nuovo palazzo in ex area Atac, allarme dei residenti

'Grave rischio idrogeologico'

 Cittadini inascoltati ed allarme finito nel dimenticatoio. Questa la situazione che da mesi denunciano i condomini di palazzi limitrofi a via Cardinal de Luca 7, nel quartiere Flaminio di Roma.

Il problema riguarda proprio l'area che hanno sotto le finestre di casa, a due passi da Piazza del Popolo a Roma. Il terreno ex Atac è stato venduto in asta giudiziaria alla società Mamiris che vorrebbe edificare un palazzo residenziale.

I cittadini però temono il rischio geologico, poiché l'area presso il Tevere è vulnerabile, come attestato dalla Società italiana di geologia ambientale che individua nella natura "argillosa e torbosa del sottosuolo con scadenti valori di resistenza e altissimo grado di compressibilità" la causa di alcuni dissesti avvenuti nella zona. Da qui l'allerta sul possibile rischio che interventi edilizi inadeguati ed imprudenti possano provocare sugli edifici limitrofi. Nel circondario sono presenti immobili di pregio come il civico 22, realizzato dall'architetto Piacentini e pertanto inserito nella carta della qualità. L'avvocato Corrado Grande, inquilino del civico 22, già la scorsa estate aveva riassunto al Corriere della Sera l'allarme:

"Nel 2005 l'immobile del civico 22 venne evacuato per il rischio di crollo. Siamo stati tre mesi fuori casa, poi è stato fatto un consolidamento, ma la struttura resta delicata". Inoltre un documento del 2012 della Soprintendenza statale, poi ripreso anche da quella capitolina, esplicita che nel lotto "sono state individuate, nel corso dei sondaggi svolti per la costruzione di un parcheggio multipiano interrato, non realizzato, strutture murarie riferibili ad età romana". Dopo l'allarme lanciato da Grande, alcuni rappresentanti sono stati ascoltati dalla commissione trasparenza capitolina il 21 settembre. Li è emerso che il dipartimento urbanistica aveva aperto da poco l'istruttoria e che la Polizia Locale, per bocca della funzionaria presente, era a conoscenza "solo dell'intenzione della futura costruzione". I cittadini da lì non hanno più avuto risposte o delucidazioni in merito, ma nelle ultime ore hanno visto affisso un avviso che preannuncia l'abbattimento dell'alberatura esistente nel lotto.

"Dopo il danno anche la beffa. Dopo mesi di silenzio, con un preavviso di 48 ore ore, apprendiamo dell'imminente abbattimento dei pioppi che godono di ottima salute e accolgono stagionalmente nidi di uccelli. Tra l'altro trattasi di alberi ad ampio fusto che pertanto per delibera capitolina - dice all'ANSA un condomino - godono di tutela speciale". "Dalla documentazione presentata dalla Mamiris al secondo Municipio, si desume come misura di compensazione, la sostituzione degli alberi abbattuti con nuovi alberi che però verrebbero piantati solo a seguito della futura trasformazione edilizia del lotto. La trasformazione del lotto è tuttavia subordinata all'improbabile assenza di reperti archeologici che impedirebbero la concreta edificabilità. In questo caso i nuovi alberi non verrebbero piantati e rimarrebbe un'area nuda, privata anche dei due alberi oggi esistenti". "Siamo finiti del dimenticatoio", ribadisce il condomino, "il rischio che corriamo è concreto e le trascorse vicende lo dimostrano, ci aspettavamo una maggiore sensibilità e tutela". Intanto i condomini sono pronti alla lotta, e daranno vita ad un sit-in sotto i pioppi. 

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