Marina si trasforma. La trans è Una Donna Fantastica/CLIP esclusiva

In sala film del cileno Sebastian Lelio, orso d'argento Berlino

  • FILM UNA DONNA FANTASTICA
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Vincitore dell’Orso d’argento per la Migliore Sceneggiatura al Festival di Berlino 2017, UNA DONNA FANTASTICA, è il nuovo film del cileno Sebastián Lelio, già regista di Gloria, è la storia di Marina (Daniela Vega), una donna giovane e attraente, legata sentimentalmente ad un uomo di vent’anni più grande. La sua fragile felicità si interrompe la sera in cui Orlando, il suo grande amore, muore all’improvviso. È in quel momento che la sua natura transgender la metterà di fronte ai pregiudizi della società in cui vive. Marina è però una donna forte e coraggiosa e si batterà contro tutto e tutti per difendere la propria identità e i propri sentimenti. In sala con Lucky Red dal 19 ottobre.

Qui una clip in esclusiva ANSA

Dice Sebastian Lelio: "Vedo Una Donna Fantastica come un film dallo splendore estetico, dal vigore narrativo, un film di tensione e sentimento. Politonale, multi sperimentale, multi emozionale. È un film che allo stesso tempo celebra e indaga il suo personaggio principale: Marina Vidal. Cosa vedranno gli spettatori quando vedranno Marina? Una donna, un uomo, o la somma di entrambi? Vedranno un essere umano che cambia continuamente sotto ai loro occhi, che fluisce, vibra, e modifica se stessa. Ciò che stanno vedendo non è esattamente quello che vedono, e questa condizione trasforma Marina in un vortice che trascina la fantasia e il desiderio dello spettatore, invitandolo ad esplorare i limiti della sua stessa empatia".

    Marina è soltanto una giovane cameriera, e aspirante cantante, innamorata di Orlando (Francisco Reyes), 20 anni più grande e che ha lasciato la famiglia per lei.
    Una brutta sera, dopo aver festeggiato il compleanno della donna, Orlando ha un improvviso malore e Marina lo porta immediatamente al pronto soccorso. Ma non c'è niente da fare, dopo poco l'uomo muore e Marina viene subito vista con sospetto dai medici e dalla famiglia di Orlando, che avviano delle indagini su di lei per vedere se è coinvolta nella morte dell'uomo.
    Il fatto è che Marina è una donna trans e per la maggior parte della famiglia di Orlando, la sua identità sessuale è una vera e propria aberrazione, una imperdonabile perversione, e per questo viene ostacolata in ogni modo. Le viene vietato di partecipare al funerale e rischia di essere cacciata dall'appartamento che divideva con Orlando e le vogliono persino togliere il loro amato cane.
    Ma Marina, che nella prima parte del film è molto femminile, a questo punto lotta come un guerriero per il diritto di essere se stessa. Ci ha messo tutta una vita per diventare la donna che è oggi e certo non ci vuole rinunciare adesso.
    Il film, prodotto da Pablo Lorrain, una produzione Cile / USA / Germania / Spagna pieno di forza e delicatezza, non può che ricordare un altro film del regista nato a Mendoza, Argentina, nel 1974, ovvero 'Gloria' portato dal regista solo quattro anni fa alla Berlinale dove ottenne il premio alla miglior attrice andato a Paulina Garca.
    "Forse - spiega Sebastian Lelio - perché anche qui c'è l'esaltazione di un personaggio femminile poderoso. Forse perché entrambi i film cercano di far percepire al pubblico degli argomenti scottanti. Però questo nuovo film è, a modo suo, un altro pianeta, un'altra avventura. Un territorio cinematografico completamente distinto, mille miglia lontano dall'impressionismo agrodolce di Gloria".
    Comunque ci tiene a dire il regista: "a parte la protagonista, anche il film è a suo modo un trans-genere. È allo stesso tempo una commedia romantica, un thriller, una storia di fantasmi e un musical".
   

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