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Stop Usca: Crudele (Omceo), Molise sempre fermo al palo

Presidente Isernia 'si sceglie strada più semplice, chiudere'

(ANSA) - ISERNIA, 04 LUG - "Con i contagi in netto aumento, non si può assolutamente fare a meno delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca). Ma tanto per cambiare la Azienda sanitaria regionale (Asrem), anziché affrontare il problema, sceglie la strada più semplice e taglia". Questo, in sintesi, il commento del presidente dell'Ordine dei medici di Isernia, Fernando Crudele, sul mancato rinnovo dei contratti alle Usca che "sin dalla prima fase dell'emergenza sanitaria si sono rivelate preziose, se non decisive" e "proprio grazie all'assistenza prestata casa per casa hanno evitato di far collassare gli ospedali". Ma ora il problema sta per riproporsi: "I contagi - spiega Crudele - sono in costante aumento e anche il numero di ricoveri comincia a crescere. Ciò significa che nel giro di poche settimane i reparti saranno in affanno, se non alla canna del gas. Si creerebbe un circolo vizioso dalle conseguenze imprevedibili".
    Poi immagina il prossimo scenario. "Senza le Usca tocca ai medici di famiglia entrare nelle case. Per controlli più approfonditi saranno però costretti a chiedere l'intervento del 118, a sua volta già decimato dai tagli. Ma non solo. Una volta preso in carico il paziente, dove viene portato? Al Pronto soccorso, un reparto sempre strapieno di pazienti in attesa e sempre a un passo dal collasso. Le Regioni più virtuose - osserva Crudele - si sono già attivate per dare continuità al servizio. Il Molise, invece, come sempre è fermo al palo. Si preferisce seguire la strada più semplice: con una mano ci si autoassolve con la litania della carenza di risorse, con l'altra si cancellano i servizi essenziali. A fare i tagli lineari siamo bravi tutti, ma dai vertici della sanità ci aspettiamo ben altro. Eliminando gli sprechi veri, le risorse si troverebbero eccome. E nel caso delle Usca non si parla di certo di cifre astronomiche. Anzi, a pensarci bene, investire sulle Usca significherebbe anche risparmiare: le persone in ospedale non ci arrivano di certo gratis. Anche le cure in reparto andrebbero a incidere sui costi. Oltre che su un personale già allo stremo, date le tristemente note carenze d'organico. Per tutte queste ragioni - conclude - chiediamo di riattivare immediatamente le Usca. Senza questa arma sarà difficile, se non impossibile, affrontare la nuova impennata di contagi". (ANSA).
   

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