Libia: Papa, "da Berlino pace e stabilità, stop a violenze"

Francesco incoraggia vertice, "apra strada a soluzione negoziata"

    Il Papa ha incoraggiato oggi un esito positivo della Conferenza internazionale sulla crisi libica che si è aperta a Berlino, facendo appello alla fine degli scontri e alla ricerca di una "soluzione negoziata" che porti alla pace e alla stabilità.

    "Oggi si svolge a Berlino una conferenza volta a discutere della crisi in Libia", ha detto Francesco in Piazza San Pietro subito dopo la recita dell'Angelus. "Auspico vivamente che questo vertice, così importante - ha aggiunto -, sia l'avvio di un cammino verso la cessazione delle violenze e una soluzione negoziata che conduca alla pace e alla tanto desiderata stabilità del Paese".

    Lo svolgimento del vertice nella capitale tedesca, sotto l'egida delle Nazioni Unite e con la partecipazione dei rappresentanti delle parti in conflitto e di diverse potenze internazionali, è stata l'occasione per il Pontefice di tornare sulla drammatica situazione nel Paese nordafricano, di cui aveva parlato anche nel recente discorso di inizio d'anno al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il 9 gennaio scorso. Il suo pensiero era andato infatti, tra gli altri, alla Libia "che da molti anni attraversa una situazione conflittuale, aggravata dalle incursioni di gruppi estremisti e da un ulteriore acuirsi di violenza nel corso degli ultimi giorni".

    "Tale contesto è fertile terreno per la piaga dello sfruttamento e del traffico di essere umani, alimentato da persone senza scrupoli che sfruttano la povertà e la sofferenza di quanti fuggono da situazioni di conflitto o di povertà estrema", aveva sottolineato il Pontefice. Tra questi, aveva rilevato, "molti finiscono preda di vere e proprie mafie che li detengono in condizioni disumane e degradanti e ne fanno oggetto di torture, violenze sessuali, estorsioni".

    La particolare attenzione di Bergoglio sul conflitto libico è incentivata anche dalla situazione, già di per sé molto grave, dei profughi e migranti nei centri di detenzione, colpiti tra l'altro da un attacco aereo nel luglio scorso, e per i quali - specialmente le donne, i bambini e i malati - ha più volte invocato l'evacuazione attraverso corridoi umanitari.

    Un ventaglio di questioni che il Papa ha in programma di affrontare anche nel summit con tutti i vescovi del Mediterraneo, dal titolo "Mediterraneo frontiera di pace", promosso a Bari dalla Cei dal 19 al 23 febbraio e a cui Francesco interverrà per le conclusioni.

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