Anti-riciclaggio Vaticano riammesso a rete internazionale

Revoca sospensione Aif da circuito Egmont decisa dopo inchiesta

    Il sistema anti-riciclaggio vaticano viene riammesso nel circuito informativo globale Egmont dopo la sospensione decisa in seguito all'inchiesta penale sugli investimenti della Santa Sede all'estero, in particolare su un immobile di pregio a Londra con un esborso di 200 milioni di euro, che nell'ottobre scorso aveva toccato anche il direttore dell'Aif, l'authority di informazione finanziaria, Tommaso Di Ruzza.

    "Sono lieto di comunicare che nella serata di ieri il presidente di Egmont, Mariano Federici, ha revocato la decisione di sospendere l'Autorità di Informazione Finanziaria (Aif) dal circuito informativo internazionale 'Egmont Secure Web', presa in data 13 novembre 2019", ha dichiarato oggi il presidente dell'Aif, Carmelo Barbagallo. "Si tratta di una decisione di grande importanza, che testimonia la confermata fiducia dei vertici di Egmont nei confronti del sistema di informazione finanziaria del Vaticano", ha aggiunto l'attuale numero uno dell'authority anti-riciclaggio vaticana.

    La decisione, ha spiegato Barbagallo, "fa seguito ai chiarimenti forniti dall'Aif ad Egmont in merito alle circostanze di natura eccezionale riguardo ai fatti che hanno dato luogo al provvedimento di sospensione, nonché alle rassicurazioni date dall'Aif che il trattamento delle informative ricevute dal circuito Egmont sarà, anche grazie alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa con il Promotore di Giustizia, del tutto coerente con le regole che disciplinano questo circuito".

    Secondo il presidente dell'Aif, ora "la decisione di revoca del provvedimento di sospensione consente di riprendere la collaborazione con le Unità di intelligence finanziaria degli altri Paesi in piena trasparenza e con spirito totalmente cooperativo".

    L'Aif, l'istituzione competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, creata a fine 2010 da Benedetto XVI e presieduta fino al novembre scorso dallo svizzero René Bruelhart, cui è succeduto Barbagallo, ex di Bankitalia - mentre Di Ruzza risulta tuttora sospeso dal suo incarico di direttore -, era stata ammessa nel luglio 2013 nel Gruppo Egmont, il forum globale che riunisce attualmente le unità di informazione finanziaria di 152 Paesi e giurisdizioni e nel cui contesto vengono condivise regole e buone pratiche per la collaborazione e lo scambio internazionale di informazioni.

    Ora è stata sanata la temporanea estromissione decisa in conseguenza dell'indagine del promotore di giustizia vaticano, con ispezioni e sequestri di documenti sia negli uffici della Segreteria di Stato che all'Aif e la sospensione di cinque funzionari tra cui lo stesso Di Ruzza e un monsignore, su presunte irregolarità legate all'impiego di fondi dell'Obolo di San Pietro in investimenti a Londra. L'indagine, tuttora in corso, partita su denunce dello Ior e dell'ufficio del Revisore generale, aveva riacceso nuovi dubbi sul processo di riforma e trasparenza delle finanze vaticane. Ma il Papa, di ritorno dal suo viaggio in Giappone nel novembre scorso, non ha mancato di sottolineare che "è la prima volta che in Vaticano la pentola viene scoperchiata da dentro, non da fuori".

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