Quando Hitler voleva rapire il Papa

Un libro ripercorre le vicende alla vigilia apertura Archivi

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN - Sono "di speciale rilevanza", e sconosciuti sino ad oggi, "i piani di difesa dei confini del Vaticano e della stessa persona" del Papa predisposti dalla Gendarmeria Pontificia "a fronte del rischio che 'elementi facinorosi' volessero rapire Pio XII". E' quanto si legge nel libro "Il Vaticano nella tormenta" di Cesare Catananti (edizioni San Paolo), un saggio che scandaglia gli archivi della Gendarmeria Pontificia mettendo sotto i fari i difficili anni della seconda guerra mondiale e un pontificato, quello di Pio XII, spesso richiamato per i presunti "silenzi" sul nazismo. Il libro esce alla vigilia dell'apertura degli Archivi vaticani proprio su quel periodo. Gli archivi , per volere di Papa Francesco, saranno aperti il prossimo 2 marzo.
    "L'ombra dei 'silenzi' - scrive nella prefazione il fondatore della Comunità di sant'Egidio, Andrea Riccardi - si è sempre allungata sulla figura di Papa Pacelli. Ma in che condizioni operò Pio XII? Qual era la realtà del Vaticano in tempo di guerra? Non si può rispondere alle domande sul comportamento di Papa Pacelli durante il secondo conflitto mondiale senza considerare quali fossero i limiti posti al suo agire". Il libro di Catananti, che ha come fonte l'archivio della Gendarmeria Pontificia (ma non solamente), esamina in modo documentato quale fosse lo "spazio" del Papa durante la Seconda guerra mondiale e nei nove mesi di occupazione nazista di Roma. "Pio XII - sottolinea ancora Riccardi - è nel cuore della 'tormenta', protetto dalle fragili mura vaticane, che sono tanto poco capaci di difenderlo dalle infiltrazioni delle spie, dalle connessioni con il mondo fascista, da un'eventuale violenza contro la sua persona e i suoi collaboratori". Nel libro emerge la storia vaticana di quegli anni a tutto tondo: dai conflitti di Curia, istituzionali e personali, alle tensioni politico-diplomatiche con l'Italia. "E poi, dopo l'8 settembre, l'acuirsi delle minacce di invasione del Vaticano - sottolinea l'autore -, le violazioni territoriali, i bombardamenti su Roma sulle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e sullo stesso Vaticano".
    Interessanti e inedite sono anche le vicende sull'asilo che la Santa Sede offrì ai militari alleati evasi dai campi di prigionia e ai disertori tedeschi. Alloggiati presso la Caserma della Gendarmeria furono ospiti, non prigionieri, anche se sottoposti ad una "particolare sorveglianza".(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA




Modifica consenso Cookie