Presidente Ader invita Papa in Ungheria

In occasione del Congresso eucaristico di Budapest a settembre

    Nell'udienza di questa mattina in Vaticano il presidente dell'Ungheria, Janos Ader, ha invitato papa Francesco a visitare il suo Paese, in particolare in occasione del Congresso eucaristico internazionale in programma a Budapest dal 13 al 20 settembre, di cui lo stesso Pontefice ha parlato in un Angelus lo scorso 15 dicembre.

    Dell'invito ha riferito Ader incontrando la stampa dopo l'udienza. Il Papa, durante il colloquio, ha spiegato Ader, ha preso nota dell'invito e ha risposto: "Vediamo, dopo l'Asia...", con implicito riferimento all'altro suo viaggio, ancora non confermato, in Indonesia, Timor Est e Papua-Nuova Guinea in cantiere sempre per il mese di settembre.

    Ader si è recato all'udienza di papa Francesco accompagnato da un seguito di cinque persone, tra cui la moglie. Il colloquio privato tra i due nella Sala della Biblioteca, alla presenza di un interprete, è durato 30 minuti. A quanto riferito, nei minuti precedenti l'arrivo del presidente, durante l'attesa papa Francesco, riflettendo tra sé, ha tra l'altro detto "vediamo che succede in piazza", spostando quindi la tenda e guardando dalla finestra verso Piazza San Pietro.

    Al primo incontro nella Sala del Tronetto, il Papa e il presidente magiaro si sono salutati in inglese, dopo di che Francesco ha pronunciato qualche battuta in ungherese, e il capo di Stato gli ha detto "Dio la benedica". Durante tutta l'udienza il clima è parso particolarmente amichevole, con entrambi i protagonisti molto sorridenti. Ader, cattolico, padre di quattro figli, aveva già incontrato il Papa nel 2013, dopo l'elezione nel 2012 al suo primo mandato (è stato rieletto nel 2017), e ora il motivo della visita era principalmente il trentennale del riallacciamento dei rapporti diplomatici tra Ungheria e Santa Sede.

    Allo scambio dei doni, Ader ha donato al Papa una statuetta in ceramica raffigurante un frate in preghiera, realizzata nel 1907 dallo stesso scultore ungherese autore di un bassorilievo dello stesso anno nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

    Francesco ha ricambiato col medaglione raffigurante la vecchia Basilica di San Pietro, quindi con la sua "biblioteca" di sei tra encicliche ed esortazioni apostoliche (ora alle cinque precedenti si è aggiunta anche 'Querida Amazonia'), col Messaggio per l'ultima Giornata Mondiale della Pace e, infine, col Documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza umana. "L'ho firmato l'anno scorso col grande imam di Al-Azhar per la pace e contro l'aggressione", ha spiegato il Pontefice ad Ader.

    Dopo i saluti finali, la delegazione ungherese è andata a colloquio col cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. "Nel corso dei cordiali colloqui svoltisi in Segreteria di Stato - ha riferito una nota della Sala stampa vaticana -, si è espresso apprezzamento per i buoni rapporti bilaterali esistenti, ricordando il centenario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e l'Ungheria e il trentesimo anniversario del loro ristabilimento, soffermandosi in modo particolare sulla celebrazione del 52/o Congresso Eucaristico Internazionale a Budapest nel settembre prossimo". 

    Inoltre, "sono stati trattati alcuni temi di mutuo interesse, quali la giustizia sociale, l'accoglienza, la promozione della famiglia, la salvaguardia del creato, nonché il presente e il futuro d'Europa".

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