Governo: di un gesuita libro-manifesto sulla Transizione ecologica

Padre Gael Giraud, ex banchiere, lo pubblicò in Italia nel 2015

    "La finanza può allearsi con l'ecologia per un futuro migliore del nostro mondo: cambiare si può". Si parla molto in questi giorni del nuovo ministero per la Transizione ecologica che dovrebbe diventare centrale nel nuovo governo guidato da Mario Draghi. Ma pochi sanno che un vero libro-manifesto sul concetto di "transizione ecologica" è stato scritto da un gesuita, il francese padre Gael Giraud, oggi cinquantenne, economista ed ex banchiere, che l'ha pubblicato in Italia nel 2015 con la Emi (Editrice Missionaria Italiana). Un aspetto che oggi si lega singolarmente con la circostanza di Draghi ex allievo dei Gesuiti, di cui altrettanto si è molto parlato.

    Tra l'altro padre Giraud, specialista in economia matematica, entrato nella Compagnia di Gesù nel 2004 e ordinato sacerdote il 14 dicembre 2013, è stato dal 2015 al 2019 Chief Economist dell'Agenzia francese per lo sviluppo (Afd).

    Il suo "Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell'economia" (Emi, pp. 288, 16 euro), con la prefazione del sociologo della Cattolica Mauro Magatti, è un saggio di economia ma si legge quasi come un thriller. Come in un giallo, l'autore indaga partendo dagli indizi (subprime, cartolarizzazioni, Collateralized Debt Obligations...), identifica le prove (le scommesse fraudolente delle banche sulla pelle dei correntisti), cerca il colpevole ("la crisi è morale"), rintraccia il movente ("la legge del più forte").

    Ma Gael Giraud, che prima di esser gesuita è stato banchiere e conosce di persona il mondo degli hedge fund e delle Banche centrali, si spinge oltre. E traccia la strada per cercare un futuro di vita alla nostra società, rattrappita dentro lo schema del "paradigma tecnocratico" (papa Francesco) che mira a ottenere di più (risorse, prodotti, benessere) con meno (sforzi, investimenti, partecipazione).

    Transizione ecologica, quindi, significa una società di beni comuni in cui il credito sia considerato mezzo e non fine per realizzare riforme a vantaggio di tutti e benefiche per l'ambiente: rinnovamento termico degli edifici, cambi di prassi nella mobilità, tasse più alte per chi inquina, in pratica "un'economia sempre meno energivora e inquinante". "La transizione ecologica sta ai prossimi decenni come l'invenzione della stampa sta al XV secolo o la rivoluzione industriale al secolo XIX - spiega Giraud -. O si riesce a innescare questa transizione e se ne parlerà nei libri di storia; o non si riesce, e forse se ne parlerà fra due generazioni, ma in termini ben diversi!".

    "Se noi crediamo che l'Homo sapiens europeo vale più dell'Homo oeconomicus dei mercati finanziari, allora vale la pena impegnarsi nel cammino della transizione ecologica", sottolinea ancora l'economista gesuita.

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