Cei, avanti su varo assegno 'family act'

Card.Bassetti, "in Italia affanno permanente, troppa precarietà"

    I vescovi italiani spronano il governo su quello che dovrà essere il "family act": in particolare sulla creazione, in sede di manovra economica, di un Fondo per l'assegno universale e i servizi alla famiglia, sollecitando anche sgravi fiscali in base al numero dei figli.

    "Guardiamo con attenzione - dice il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, nella sua introduzione al Consiglio episcopale permanente - all'istituzione, con la Legge di bilancio, di un Fondo relativo all'assegno universale e ai servizi alla famiglia": "vi riconosciamo una visione circa il valore sociale assicurato dalla famiglia, un passo rispetto alla libertà di scelta dei genitori sull'educazione dei figli, un percorso che incentiva i giovani nell'avvio di un'attività professionale e un tentativo di armonizzare l'esperienza delle genitorialità con quella lavorativa". Il sostegno alla famiglia, aggiunge, "richiede politiche affidabili e continuative, che finalmente introducano sgravi fiscali proporzionati al numero dei figli. Per il bene di tutti, chiediamo che le forze politiche, insieme alle parti sociali, sappiano davvero investire sulla famiglia, riportandola nello spazio pubblico, quale luogo decisivo da cui far ripartire il Paese".

    Aprendo la sessione invernale del "parlamentino" Cei, oltre a soffermarsi sul "family act" che nei mesi scorsi è stato anche oggetto di un suo incontro col premier Giuseppe Conte, Bassetti lamenta che in Italia "a livello sociale, pesa una condizione materiale e morale di affanno permanente, un clima di precarietà diffusa, di incertezza e instabilità". E questo clima "suscita disagio e malcontento, i cui effetti vanno oltre le stesse pagine della cronaca nera". "Sì, è notevole il carico che grava sulle spalle di gran parte della popolazione", ribadisce.

    Ed elencando le "tante preoccupazioni quotidiane" di cui "la gente è già carica", il presidente Cei parla di "figli che non nascono, figli che stentano a trovare un lavoro dignitoso, figli che prendono la strada dell'estero". E, ancora, "le tante preoccupazioni e difficoltà che, in un modo o nell'altro, segnano ogni famiglia, negli affetti coniugali, nelle relazioni tra generazioni, nella cura prestata ad anziani, disabili e non autosufficienti; una cura tanto più impegnativa laddove si misura con la penuria di servizi socio-sanitari sul territorio".

    In netta controtendenza con certe affermazioni, anche di questi giorni, del dibattito pubblico, Bassetti - toccando il tema dell'ascolto della Parola di Dio cui per la prima volta, domenica prossima, la Chiesa dedica una specifica giornata - rileva che "sarà più facile avvicinare e riconoscere pure i tanti immigrati, che vivono accanto a noi, la maggior parte dei quali è di fede cristiana", e che "devono trovarci attenti e disponibili". "Quando si permette alla Parola di liberare la sua carica profetica", annota, si diventa "capaci di cogliere ciò che nella vita è vero, giusto, conforme al Vangelo e ciò che non lo è, per discernere e comportarsi di conseguenza".

    Un ultimo pensiero va al summit dei vescovi del Mediterraneo, convocato dalla Cei a Bari dal 19 al 23 febbraio e che sarà concluso da papa Francesco. "Cade in un momento di crisi, particolarmente drammatico: alcune compagini statali - dalla Libia, alla Siria all'Iraq - sono in frantumi, altre sono attraversate da tensioni fortissime", sottolinea Bassetti. "La guerra, in più punti del Mediterraneo, è l'esito di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate dalle grandi potenze", denuncia. Come Chiese "intendiamo offrire una testimonianza di comunione, che non si rassegna a situazioni violente e a strutture sociali ingiuste".

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