COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Teti Aqe cambia il paradigma della depurazione delle acque con Oblysis

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Per anni si è cercato di condurre le battaglie green cercando in ogni settore di diminuire, abbattere, risolvere il più possibile i problemi dello smaltimento dei fanghi. Ma in realtà si è solo arginato il problema. Da oggi, grazie a un brevetto che ha visto la luce solo nel 2019, cambia il paradigma: la rivoluzione si chiama Oblysis.

La Teti Aqe, società del gruppo Riverso, ha sede a Cagliari ed è da qui che sta partendo la più grande rivoluzione nella depurazione delle acque degli ultimi venti anni. “Negli ultimi due decenni – spiega il responsabile commerciale Andrea Oliverio – le società operanti nel settore della depurazione hanno implementato delle tecnologie che hanno migliorato certi aspetti, ma senza cambiare davvero il modo di depurare”. Il cuore del problema, che investe qualunque processo fino a oggi conosciuto è lo smaltimento dei fanghi di supero alla fine del processo, la tecnologia Oblysis di proprietà della Teti Aqe elimina il problema alla fonte: “Anziché preoccuparci di come e dove smaltire, siamo riusciti a sviluppare un sistema che elimina il problema in partenza – ha chiarito Oliverio – semplicemente non producendo più i fanghi”. Per anni si è cercato di trovare una soluzione, limando alcuni aspetti ma senza andare ad abbattere l’eterno problema di come smaltire i fanghi di supero che necessariamente si depositavano sul fondo delle vasche al termine del processo. Restava il peggio, anche dopo i passaggi obbligati, seppur perfezionati, di essicazione e di disidratazione, così come l’incombenza dello smaltimento. Che comunque doveva avvenire o sul proprio territorio o altrove. Ma non risolveva di certo il problema.

Ecco allora Oblysis e la tecnologia a fango granulare: riduce di oltre il 50 per cento la produzione di fanghi di supero, abbatte i costi energetici della metà, e può raddoppiare e perfino triplicare la capacità di trattamento degli impianti esistenti. E per farlo l’intervento strutturale è in pratica nullo: a Oblysis non servono particolari interventi strutturali.  Un brevetto che non ha ancora compiuto un anno, ma che dal 2020 porta la depurazione delle acque in una nuova era.

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