COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - "Consiglio Regionale ha proseguito nel pomeriggio l'esame della Legge di Stabilità 2020"

PARTE SECONDA

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Politica - "Il Consiglio Regionale ha proseguito nel pomeriggio l'esame della Legge di Stabilità 2020" (PARTE SECONDA)

(Arv) Venezia, 14 nov. 2019 - Nella seduta pomeridiana, il Consiglio Regionale del Veneto ha continuato l’esame del PDLR n. 465.

“La Regione Veneto è ai primi posti per cementificazione e consumo di suolo, mentre investe poco in materia ambientale – accusa Anna Maria Bigon (PD) - e sul Mose ribadisco che la serietà di una classe politica si dimostra completando l’opera, senza accampare giustificazioni di sorta, legate al funzionamento o meno dell’infrastruttura”.

Patrizia Bartelle (IIC/Veneto 2020) ha ricordato come “oggi ricorre il tragico anniversario dell’alluvione che mise in ginocchio il Polesine nel novembre 1951. Dopo quell’evento così drammatico, si è obbiettivamente investito per mettere in sicurezza gli argini. Ora però non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze, il cuore e la generosità dei tanti volontari, della Protezione Civile, sono encomiabili ma non bastano. Anche per Venezia, ma per tutta la Regione, serve un piano per contrastare i cambiamenti climatici, altrimenti la politica veneta perderebbe la faccia. Serve arginare il consumo di suolo, piantumare alberi, affrontare di petto i rischi legati al clima, in caso contrario il Veneto non sarà più in grado di attrarre importanti investimenti dall’estero”.

“Non comprendo chi fa a gara per mettere in cattiva luce l’operato della nostra Regione – è intervenuto con decisione il Vice Presidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti (FdI) - in realtà, e lo dico dall’alto della mia esperienza politica, il Veneto è sempre stato all’avanguardia in tema di prevenzione ambientale e climatica, anche perché è attraversato da importanti fiumi. Possiamo vantare un sistema idraulico di prim’ordine. E siamo un modello virtuoso anche per la gestione dei rifiuti”.

“Credo poco all’utilità degli incentivi per l’acquisto di bici e auto elettriche – ha continuato Giorgetti - perché sono convinto che prima di tutto vadano approfonditi gli aspetti tecnico scientifici. Ci vuole cautela. E rivendico il Piano regionale sul commercio, che ha difeso le imprese familiari venete impegnate nella grande distribuzione dall’assalto delle Multinazionali. Per proteggere veramente l’ambiente auspico, d’ora in poi, di sentire proposte concrete, non solo demagogiche o ideologiche. Cosa serve inserire in un bilancio contributi per smaltire le stoviglie o le stufe, se è probabile che fra qualche anno le nuove tecnologie potrebbero rendere inefficaci tali sovvenzioni? Spero in un atteggiamento collaborativo e costruttivo da parte delle opposizioni. Non è urgente intervenire sulla Basilica di San Marco e non ha senso litigare su uno zero in più o in meno nelle poste di bilancio”.

Con decisione, Francesca Zottis (PD) ha rivendicato “la positività dell’atteggiamento assunto dai Democratici nello svolgere il ruolo di forza di opposizione, soprattutto quando abbiamo richiamato l’opportunità di prevedere una Addizionale Irpef sopra i 75 mila euro di reddito, non certo per mettere una bandiera ideologica, bensì per garantire ai cittadini veneti maggiori servizi, nel sociale, come nella sanità, e anche per proteggere meglio i territori fragili. Non abbiamo accusato nessuno, abbiamo semplicemente tenuto un atteggiamento costruttivo e responsabile, anche proponendo di ritirare i nostri emendamenti a fronte di risposte concrete da parte della Giunta regionale”.

Cristina Guarda (CpV/Veneto 2020): “Da parte di chi ha speculato, è stato coinvolto in casi di corruzione o comunque ha precise responsabilità sul Mose, ci saremmo aspettati un umile e rispettoso silenzio, per il dovuto rispetto nei confronti delle vittime e delle persone danneggiate dal maltempo degli ultimi giorni. Altro che ‘Mose gioiello tecnologico’ come sbandierato dal Governatore. I cittadini devono ricordarsi di quanto accaduto in materia di Pfas, di inquinamento, casi esemplificativi che tuttavia costeranno cari, in termine di salute e di qualità della vita. E’ quindi doveroso alzare l’asticella e investire di più sulla sostenibilità ambientale, per garantire un Veneto più green, più sicuro, veramente a misura delle famiglie, con una visione politica di largo respiro e lungimirante”.

Ecumenico il contributo offerto dal consigliere Marino Zorzato (Area Popolare) che ha auspicato “al termine di queste giornate di lavori sul bilancio così frenetiche, una nuova compattezza tra le diverse forze politiche, al di là di quella che sarà poi la votazione finale. Il Consiglio Regionale deve fare proprie le proposte più costruttive emerse nel corso del dibattimento, stanziando risorse adeguate per costruire un piano articolato e serio per la prevenzione ambientale. Proviamo, per una volta, a essere classe politica matura capace di realizzare gli interessi dei veneti. Siamo chiamati a fare squadra con i fatti e non solo a parole”.

La Capogruppo di Zaia Presidente Silvia Rizzotto ha difeso “l’operato dell’Assessore Bottacin, persona molto seria”, e ha ridimensionato le “polemiche sterili legate alla gestione dell’emergenza acqua alta durante la seduta notturna sul bilancio a palazzo Ferro Fini”. “In tema ambientale – ha evidenziato Rizzotto -  come Maggioranza, abbiamo cercato di agire con senso di responsabilità, coinvolgendo gli Enti Locali interessati. E ricordo che il Mose è di responsabilità statale, quindi il Veneto e il Governatore Zaia non hanno responsabilità alcuna. Auspichiamo tuttavia il completamento tempestivo dell’infrastruttura, anche se rimango scettica sul fatto che essa avrebbe potuto limitare l’entità dei danni inferti dall’eccezionale ’acqua granda’ della notte del 12 novembre. Sono poi stanca di chi affossa il Veneto per sposare il centralismo statale. Dobbiamo fare squadra per difendere la nostra laguna e Venezia, operandoci perché tutti i livelli istituzionali coinvolti facciano la loro parte”.

A nome di Veneti Uniti, è intervenuto Pietro Dalla Libera che ha ringraziato “anche a nome del collega Barison, il Presidente Zaia e la sua Giunta per quanto fatto in materia ambientale e per la salvaguardia idrica dei nostri territori. Esprimiamo solidarietà alle vittime e alle persone che stanno soffrendo a causa dell’ ‘acqua granda’. Condanniamo ogni forma di speculazione e di sciacallaggio di fronte a queste tragedie che, piuttosto, ci devono insegnare quanto urgente sia l’autonomia del Veneto, la quale consentirebbe di trattenere le risorse necessarie per risolvere le problematiche che interessano la Regione. La soluzione non è certo quella di aumentare le tasse, che spaventano solo gli imprenditori”.

Simone Scarabel (M5S) ha invitato i colleghi ad “assumere un atteggiamento più responsabile di fronte alla gravità di quanto ci ha colpito, che avrebbe potuto anche costare di più in termini di vite umane. Trovo colpevole l’atteggiamento di chi non vuole muovere un dito per contrastare i cambiamenti climatici, al di là della determinazione delle cause che li hanno determinati, che spetta solo alla scienza. E sul Mose dico che è uno scandalo che l’infrastruttura non sia ancora in funzione, ed è una vergogna ancora più grande che sia stata realizzata con un acciaio all’avanguardia, ma che ora è già arrugginito. Trovo desolante, alla stregua di Notre Dame, l’immagine della Basilica di San Marco così ferita, e auspico concreti e tempestivi interventi, da parte pubblica e privata. Credo che su ogni cosa, comunque, quando non arriva il buon senso, deve supplire la legge”.

Per Enrico Corsi (LN): “Quello che è successo a Venezia, purtroppo, può colpire anche altre zone. Ma trovo assurdo che, a tutt’oggi, il sistema Mose non sia ancora operativo. Fare polemiche, tuttavia, non serve a nulla, dobbiamo spingere tutti verso il completamento dell’opera per scongiurare, in futuro, tragedie simili. E dobbiamo valorizzare di più le nostre eccellenze, rinnovare la nostra storica leadership in odine al modello vincente rappresentato dalle micro imprese. Solo così possiamo aiutare il Veneto ad affrontare con forza le nuove sfide, anche quelle legate al clima”.

 

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