COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Fase 2 - Ciambetti: "Impedire il voto a luglio significa dire che l'Italia non è sicura"

il Bis-Conte fa uno spot gigantesco per i nostri concorrenti nel mercato turistico

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Fase 2 - Ciambetti: "Impedire il voto a luglio significa dire che l'Italia non è sicura ed è a rischio epidemia: il Bis-Conte fa uno spot gigantesco per i nostri concorrenti nel mercato turistico"

(Arv) Venezia 25 mag. 2020 -     “Quello trascorso sarebbe stato il week-end in cui avremmo dovuto rinnovare il Consiglio regionale. Oggi, come assemblea legislativa, siamo in proroga causa Covid-19 e sebbene sia partita la Fase 2, non possiamo rinnovare l’assemblea legislativa regionale. L’emergenza continua”.  Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto offre una nuova chiave di lettura “Come conseguenze delle decisioni del Bis-Conte – spiega Ciambetti – giustamente è iniziata la Fase 2, che apre una finestra per la ripresa, seppur tra mille precauzioni che purtroppo non vengono sempre rispettate come troppe immagini dell’ultimo fine settimana ci hanno fatto vedere. Tuttavia, la ripresa delle attività economiche è necessaria: troppi lavoratori, imprenditori e professionisti hanno subito pesanti perdite e sostenuto costi improduttivi mentre abbiamo già perso migliaia di posti di lavoro. Per l’intero settore del turismo, e per l’indotto ad esso collegato, si prospetta una stagione difficile se non riusciremo nelle prossime settimane a ricostruire un clima di fiducia tale da far ritornare da noi almeno una parte del turismo estero. Non andare a votare in luglio, significa dire che noi stessi non siamo sicuri della salubrità e sicurezza delle nostre città, spiagge, montagne e dell’intero territorio.  Il Bis-Conte dice che siamo a rischio epidemia. Chi impone il niet e fa di tutto per rimandare le elezioni al più presto possibile fa una gigantesca, quanto gratuita, campagna pubblicitaria per i nostri concorrenti nel mercato turistico aggiungendo danno ai danni di uno stop forzato che secondo le stime dell’Ue dovrebbe portare la disoccupazione all’11.8 quest’anno e al 10,7 nel 2021 a nel 2021 e a un crollo del Pil del 9,5 per cento.  Proprio per dimostrare che si è superata la fase critica in Croazia si andrà a votare il 5 luglio. In Francia il ballottaggio delle amministrative sospeso dal marzo scorso è stato fissato per il 28 giugno. Il segnale che viene dato da questi Paesi è chiarissimo. Da noi, invece, si fa l’esatto contrario.  Mettere in quarantena la democrazia è un danno e non è colpa del Covid-19: c’è da chiedersi a chi giova e perché si vuol remare contro il Paese affossando la sua industria più importante”.

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