Uccise la sorella per l'eredità, condannato a 16 anni

Cagliari, Pm aveva chiesto 14 anni e 8 mesi

E' stato condannato a 16 anni di carcere l'operaio edile di Quartu Sant'Elena, Massimiliano Mallus, 53 anni, sotto processo a Cagliari per l'omidicio della sorella Susanna, di 55, uccisa con 18 coltellate per questioni di eredità la notte tra il 28 e il 29 giugno del 2019. La giudice Manuela Anzani ha inasprito la pena rispetto alla richiesta del pm Alessandro Pili, che aveva sollecitato 14 anni e 8 mesi partendo da una base di 22 anni con la riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato. La donna era stata assassinata all'interno della sua abitazione, in via Europa a Quartu Sant'Elena, nella città metrolpolitana di Cagliari.
    Rintracciato in stato confusionale, il fratello aveva subito confessato l'omicidio, avvenuto davanti agli occhi dell'anziana madre.
    Proprio questioni di denaro legate alla gestione economica della pensionata, di cui Susanna Mallus era amministratrice, sarebbero state all'origine del violento litigio poi trasformatosi in tragedia. Dissidi per i soldi ricevuti dalla vendita di una quota di un immobile, avevano prima incendiato gli animi, quindi armato la mano dell'operaio contro la sorella, sulla quale si era accanito con 18 coltellate. Il pm ha comunque ritenuto che si trattasse di un delitto d'impeto, non premeditato.
    Il figlio della vittima, Francesco Borriello, si era lamentato con un post su Facebook per la scelta di non contestare la premeditazione che ha permesso allo zio di ottenere l'abbreviato e lo sconto di un terzo della pena. Il giovane era presente in aula: si è costituito parte civile con l'avvocato Ignazio Ballai. L'imputato, invece, era collegato dal carcere di Uta in videoconferenza, assistito dai legali Maurizio Piras e Andrea Viola.
   

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