Eolico off shore in mare Sulcis, la Regione frena

Motivazioni tecnico-giuridiche, sindaci "soddisfatti"

Frenata della Regione sul parco eolico off shore davanti alle coste del Sulcis, al largo di Cala Domestica. Un progetto - 42 torri per complessivi 504 MW di potenza - già osteggiato dai sette sindaci del territorio, che si erano subito mobilitati organizzado un presidio davanti all'assessorato regionale dell'Ambiente a Cagliari. Oggi l'incontro con l'assessore Gianni Lampis, che ha esplicitato la posizione di viale Trento. Ci sono infatti motivazioni tecnico-giuridiche, tra le quali una normativa regionale, che fanno propendere l'amministrazione per il no al parco. "La Regione ha raccolto la nostra posizione sul progetto e oggi abbiamo saputo che aveva una posizone contraria come la nostra - spiega all'ANSA Mauro Usai, sindaco Iglesias - Questa omogenità di vedute ci lascia molto soddisfatti e ringraziamo l'assesore sul quale riponevamo già la nostra fiducia".

LAMPIS, CONTRARIETA' CONDIVISA - "Incontrando i sindaci ho voluto fugare ogni dubbio sulla posizione della Regione nei confronti del progetto di un impianto eolico davanti alle coste del Sulcis Iglesiente e sono soddisfatto che la nostra contrarietà sia condivisa anche dalle amministrazioni locali di quei territori". Lo ha detto l'assessore della Difesa dell'ambiente, Gianni Lampis, Ai sindaci di Arbus, Buggerru, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias e Portoscuso, comuni coinvolti nel progetto del parco eolico off shore insieme a Carloforte.

"Il parere regionale, che il Ministero dell'ambiente ha chiesto di ricevere entro il 20 agosto, ad un mese dall'invio del progetto agli uffici regionali, sarà certamente negativo e sarà ampiamente motivato sotto il profilo tecnico-giuridico - ha aggiunto l'assessore Lampis - Inoltre, ho deciso di chiedere ai Comuni l'invio, entro pochi giorni, di un loro parere, non dovuto ma utile a rafforzare il no della Sardegna al progetto. Coinvolgere le comunità e confrontarmi coi sindaci per le scelte che riguardano l'ambiente in Sardegna è stato il metodo che ha caratterizzato i sedici mesi della mia attività come assessore regionale. Perciò - ha concluso - non ho ritenuto opportuno l'improvviso blitz dei sindaci di martedì scorso sotto la sede dell'assessorato, avendo sempre incontrato gli amministratori su qualsiasi tema. Queste azioni rischiano di creare confusione nell'opinione pubblica".

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