Dpcm: protesta nuotatori Sardegna, flash mob in vasche vuote

Allarme Federazione nuoto, rischio colpo di grazia

"Una formula di accesso facilitato al credito e un fondo perduto per coprire gli investimenti intrapresi dall'attuazione dei rigidi protocolli".
Sono le richieste al Governo del presidente della federazione italiana nuoto in Sardegna Danilo Russu che ha raccolto il grido dei gestori privati che con la chiusura delle piscine fino al 24 novembre "hanno subito il colpo di grazia e difficilmente riusciranno a rimettersi in corsia". Una mobilitazione nei giorni delle proteste andate in scena a Cagliari e Sassari, con anche flash mob dentro le vasche vuote.

"L'aver tenuto un contegno esemplare, assecondando oltre il dovuto le linee guide protocollari anti covid - dice Russu - non è servito a nulla. I Nas e altri enti di controllo hanno posto sotto osservazione 200 poli natatori indoor e nessuno di essi si è rivelato fuori norma, anzi in molti casi gli osservatori speciali si sono complimentati per l'ottimo lavoro di prevenzione svolto. Siamo stati comunque pugnalati alle spalle da uno Stato che stenta a capire quali siano i vantaggi psico - fisici che l'accesso ad una piscina può generare".

 Ai gestori non rimane che sperare in ulteriori aiuti straordinari: "La Regione ha mostrato grande sensibilità la scorsa estate venendoci incontro con un importante sostegno economico - continua il presidente sassarese - ma purtroppo, alla luce di ciò che stiamo vivendo, non è più sufficiente".

Il nostro mondo ha rispettato le regole - conclude Danilo Russu - anche perché se soltanto uno avesse sbagliato, tutti ne starebbero pagando le conseguenze, ma a quanto pare siamo caduti ugualmente nel girone infernale".
   

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