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Assalto portavalori, commando spietato ha sparato in strada

Forse 10 i banditi, anche chiodi su asfalto per fermare mezzo

DI VINCENZO GAROFALO

Alle 8 del mattino, al km 170 della Statale 131 "Carlo Felice", la principale arteria stradale a quattro corsie della Sardegna, si scatena l'inferno. In direzione Cagliari, poco prima dello svincolo per Giave, in provincia di Sassari, un commando di una decina di banditi prende d'assalto un portavalori blindato della ditta Vigilpol. I malviventi cospargono l'asfalto di chiodi e dietro una leggera curva piazzano un furgone Daily e una Panda a sbarrare la carreggiata. Incendiano entrambi i mezzi. Nelle corsie di marcia opposte fermano un autoarticolato, minacciano l'autista con un fucile e lo obbligano a mettere il mezzo di traverso per bloccare la strada. Il blindato dell'Istituto di sicurezza alla vista dei banditi accelera e cerca di sfondare il blocco, senza riuscirci. Il commando, armato fino ai denti, inizia a sparare ricoprendo di proiettili il furgone.

Due dei tre vigilantes all'interno del furgone restano feriti alle gambe dalle schegge. Sono l'autista, Sandro Casule, 38 anni, e il capo scorta Piero Podda, 51 anni. Un terzo è miracolosamente illeso. I tre riescono comunque a mettersi in salvo mentre i banditi, usando una mola forzano i portelloni e mettono le mani sui plichi con i soldi. La loro azione viene interrotta dall'arrivo dei carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna. Si scatena un conflitto a fuoco con i militari. Il commando scappa su due auto, abbandonando buona parte del bottino sul blindato. Nella sparatoria resta ferita a un braccio anche una donna di 30 anni, colpita da un proiettile. Lei è estranea alla rapina, si è solo trovata bloccata con la sua auto a pochi metri dall'assalto.

Tutto questo in mezzo a decine di auto ferme sulla 131, incolonnate, e decine di testimoni che riprendono le scene con i telefoni cellulari. I feriti sono trasportati all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, le loro condizioni non sono gravi. Un paio di ore più tardi le due auto utilizzate dai banditi per la fuga vengono ritrovate, in fiamme, nella foresta di Badde Salighes, in provincia di Nuoro, poco distanti dal luogo dell'assalto. In tutta la zona scatta la caccia all'uomo, con tutte le forze dell'ordine impegnate in posti di blocco e ricerche. I carabinieri del Comando provinciale di Sassari conducono le indagini, ma a tarda sera dei malviventi ancora nessuna traccia.

"I nostri blindati sono a prova di kalashnikov, i banditi devono aver usato armi da guerra", ha spiegato il titolare della Vigilpol, Giovanni Puggioni. Con le indagini in corso nella massima riservatezza, non si conoscono con esattezza l'ammontare del bottino, la formazione del commando e la via di fuga percorsa.

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